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Scontri e campanili frenano il provincione

     Giugno 26, 2017   No Comments

di Emanuele Chesi

Il profluvio di scandali finanziari e gestionali alla Regione Lazio, col degno contorno di crapula stile Basso Impero, getta una luce surreale sul dibattito in corso in Romagna attorno al riordino istituzionale. La Provincia, l’ente indicato coram populo come sentina di tutte le inutilità e di tutti gli sprechi, fa la figura dell’educanda rispetto al vertice regionale, fino a ieri rappresentato come il fulcro del federalismo positivo, emblema insigne del legame tra cittadino e istituzioni. Tanto da far incoronare i presidenti regionali con l’augusto termine di Governatori. Ma se il dibattito politico si muove sull’onda dell’emozione (per poi impantanarsi nel nulla di fatto delle convenienze politiche reciproche…) i meccanismi istituzionali hanno le loro dinamiche indipendenti che costringono talvolta a riprendere il filo del discorso sfilacciato in mille polemiche e distinguo. Così è nel caso del tema Provincia unica di Romagna. Matrimonio imposto dall’orientamento del governo e nobilitato obtorto collo dall’afflato semi-regionalista. Tanto che se ne sono fatti portabandiera bipartisan il sindaco forlivese Roberto Balzani e il parlmentare pidiellino Giancarlo Mazzuca. Ma dietro i motivi nobili agitati un po’ da tutti gli interlocutori del governo, si celano scontri di potere e veti campanilistici che dilaniano lo stesso campo del partito di maggioranza, il Pd, che pure a livello regionale col presidente Errani mena le danze del riassetto provinciale. Lo scenario però è confuso. Perché seppure per il cittadino il saldo netto potrebbe essere positivo col taglio di una buona quota di poltrone politiche, non è affatto scontato che l’efficienza amministrativa ne tragga giovamento. Un ‘provincione’ con la testa politica a Ravenna (o a Rimini), semplice longa manus della Regione, con un assetto di deleghe inalterato e oltre tutto spezzettato (come al solito, perché nulla cambi) tra comprensori che ricalcano esattamente i precedenti territori provinciali. La Provincia unica Romagna può essere certo lo sfondo di una generale razionalizzazione dei servizi (a partire da quello sanitario, sempre più bisognoso di uno sfoltimento dei vertici dirigenziali di nomina politica) ma il tema ineludibile è quello dei livelli decisionali e della loro legittimazione. Nell’attuale assetto istituzionale può sussistere un presidente provinciale non eletto dai cittadini? La prossimità dei servizi e il loro livello di responsabilità (un problema emerso con forza dalla nascita di Hera a oggi) sono una sfida alla quale la nuova Provincia unica di Romagna non può sottrarsi. Pena l’ennesimo passo falso gattopardesco.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 26, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 26, 2017 @ 10:20 pm
  •   In The Categories Of : Opinioni

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