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Politiche per il lavoro, adesso serve concretezza

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido

Giovedì 10 Ottobre sono state approvate dal Consiglio Comunale di Cesena le linee di indirizzo sule politiche per il lavoro. Come Liberaldemocratici per Cesena, insieme a Paolo Montesi, abbiamo subito rilevato che l’impostazione dell’Amministrazione andava integrata di elementi sostanziali che quantomeno allontanassero la sensazione di indulgere ad una visione eccessivamente assistenzialistica: occorreva operare non per regalare pesce agli affamati, ma per insegnare loro a costruire ed utilizzare la canna da pesca.
Fuori di metafora: creare condizioni per la creazione e il consolidamento di un ambiente favorevole allo sviluppo e alla ricchezza, anziché adottare soluzioni-tampone fini a sé stesse.

I recenti dati sulla disoccupazione dei nostri territori sono allarmanti e non inducono ad ottimismo; nelle classifiche nazionali scaliamo posizioni verso il basso quanto a livello generale di benessere; anche i settori tradizionalmente più consolidati sentono il peso della crisi. Se una volta la presenza di imprese leader permetteva al territorio di avere una ricchezza diffusa attraverso l’indotto e i lavoratori impiegati, oggi lo schema si é ribaltato: il contesto territoriale deve fornire alcuni fattori chiave alle imprese per intercettare le traiettorie di crescita (innovazione, ricerca e sviluppo, internazionalizzazione) quali capitale umano con alta formazione, buone scuole, rete di laboratori per l’alta ricerca, rete di soggetti impegnati nell’alta formazione, buone Università tecniche, soggetti privati e pubblici impegnati nel trasferimento di innovazione tra Università e imprese. Cesena può rimanere un territorio competitivo e fertile solo assecondando queste condizioni.
Oggi più che mai i territori che usciranno dalla crisi, meglio e più rapidamente, saranno quelli che in questa crisi avranno saputo continuare ad investire in formazione scolastica e professionale, attivato servizi per start-up e spin-off, strutturato le reti epistemologiche della conoscenza, consolidato la rete dei Tecnopoli e degli Incubatori (leggasi CesenaLab) valorizzando e facendo convergere su di essi strumenti condivisi e finanziariamente importanti di tutti i soggetti pubblici e associativi del territorio. In questo senso convincono molto le iniziative di qualche associazione di categoria che ha deciso di offrire Servizi gratuiti per le nuove realtà imprenditoriali (start up/spin off) impegnati a CesenaLab. La soluzione che intende consegnare le competenze in materia di lavoro ai Comuni ci lascia perplessi perché storicamente essi non hanno queste competenze ed expertise tra il proprio personale, e perché la dimensione del placement si allontana dai confini del territorio comunale piuttosto che avvicinarsi, quindi sarebbe in controtendenza con le dinamiche di un moderno mercato del lavoro con una mobilità elevata; semmai il soggetto pubblico deputato a svolgere queste funzioni di cerniera tra mondo dei lavoratori (disoccupati, inoccupati, giovani usciti dal percorso formativo) e il sistema delle imprese potrebbe essere la rete delle Camere di commercio, che sono governate da tutte le rappresentanze delle imprese e dei professionisti. Tra l’altro esse hanno lo stesso perimetro di azione delle attuali province e sono da sempre coinvolte su queste competenze. Ma andiamo nello specifico del pacchetto lavoro per Cesena. Pur apprezzando lo sforzo dell’Amministrazione, riteniamo che piuttosto che inventarsi nuovi strumenti (lavori socialmente utili – tra l’altro in parziale contrasto con il bando di Attiviamoci per Cesena-, tirocini formativi ad hoc, “Orto giovane”), sarebbe meglio supportare e tentare di coordinare le iniziative di placement e formazione continua attivate sul nostro territorio dalle associazioni di categoria (alcune iniziative hanno dato risultati di successo e andrebbero valorizzate, replicate, estese); concentrare semmai gli sforzi finanziari del Comune solamente sui tirocini che inseriscono i lavoratori in impresa (non per sfalciare l’erba secondo il mantra “fai la buca, chiudi la buca”); sostenere e cercare di replicare a Cesena il lavoro di coordinamento tra Comune, Fondazione bancaria e Camera di Commercio per sostenere i Consorzi fidi esistenti (nel quadro dell’orientamento imposto dalla Regione Emilia-Romagna per il rifinanziamento), riducendo nuovi interventi frammentari e a scarsa patrimonializzazione. Lo scopo dovrebbe essere dell’addizionalità delle risorse su strumenti già operativi e non ripartire da zero e replicare strumenti.
Per questo motivo, abbiamo proposto una serie di integrazioni alle linee di indirizzo dell’Amministrazione, tese ad affiancare al pacchetto lavoro un vero e proprio “pacchetto impresa” che allarga la visione e gli strumenti da utilizzare:

– valorizzare un ampio programma di semplificazione delle proprie procedure autorizzative, con un più ampio ricorso alle procedure di autocertificazione (ispirato alle norme contenute nel Decreto del Fare delle aree a burocratizzazione zero);

– ridurre la tassazione sulle imprese per quanto possibile, attraverso politiche di spending review.
– investire in formazione scolastica e professionale, sulla base anche di indirizzi formulati assieme alle rete imprenditoriale del territorio, attivando servizi per start-up e spin-off;

– operare affinchè esperienze quali Rinnova, Centuria, CesenaLab possano operare con ogni sinergia possibile per permettere a giovani imprenditori e/o aziende in sviluppo l’apertura verso il mercato estero, ad esempio con sperimentazioni di prodotto/processo;

– coinvolgere nel Tavolo Alleanza per il Lavoro le Banche e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena;
– favorire progetti di formazione/lavoro in azienda, anche segnalati o rientranti in analoghi progetti di sostegno alla occupazione delle Associazioni di categoria

– prevedere sgravi volti all’utilizzo degli spazi sfitti per l’insediamento di imprese giovanili e femminili in città (rimborsi IMU, fidejussioni);

– supportare e coordinare le iniziative di placement e formazione continua attivate sul nostro territorio dai vari attori (associativi, di formazione, di ricerca scientifica, scolastici);

– spingere sulla patrimonializzazione dei Consorzi Fidi e di Garanzia, con opportuni metodi di controllo.
Tutte queste proposte sono state accettate e sono divenute parte integrante della delibera votata in Consiglio Comunale.
Riteniamo che esse abbiano fatto la differenza rispetto all’impostazione iniziale, e di ciò siamo soddisfatti, perché vediamo ripagato l’impegno profuso da noi e dagli esperti che ci hanno affiancato nell’analisi e nell’elaborazione.
Ma resta la questione fondamentale: rimarranno belle enunciazioni di principio o costituiranno convintamente il contenuto dell’operato dell’Amministrazione di Cesena nei mesi a venire?
Abbiamo esperienza di innumerevoli tavoli, con innumerevoli proposte, caduti più o meno velocemente nell’oblio, incapaci di affrontare con la dovuta decisione temi di questa portata.
Anche recentemente, gli attori del mondo del lavoro hanno denunciato scarsa attenzione e scarsa concretezza degli enti pubblici di fronte all’emergenza sociale del lavoro: saprà la politica uscire dalle enunciazioni di principio e rispondere al suo compito di coordinamento ed indirizzo?
Vigileremo e contribuiremo affinché ciò accada, fuori da schemi elettoralistici, consapevoli che ne va del futuro del nostro territorio.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:50 am
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