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“L’Italia dimenticata”

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Piero Pasini

Presentato, lunedì 23 aprile presso l’Hotel Casali di Cesena, dall’autore Luigi Tivelli il libro “L’Italia dimenticata”. Dalla brutte epoque al governo Monti” edito da Rubbettino. L’incontro è stato promosso dall’associazione culturale “Energie Nuove” nell’ambito delle proposte e della ricerca di vie politiche anche alterna-tive in grado di definire nuovi percorsi nella difficile situa-zione italiana. Luigi Tivelli, già consigliere parlamentare della Camera dei Deputati consigliere giuridico e capo di Gabinetto negli ultimi governi, ha pubblicato oltre venti libri in materia politologica e di amministrazione pubblica. Il libro presenta una disanima a tutto campo della situazione politica italiana come si è venuta a realizzare nell’ultimo ventennio, 1994-2013, con l’alternanza di governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici. Alternanze che hanno avuto come risul-tato la situazione attuale dove prevale il dilagare dell’antipolitica e del neo-populismo di cui il movimento “grillino” può essere un prodotto grazie allo sfruttamento della rete internet. Tutto questo ha generato una crisi economica che non ha eguali che per l’Italia, ha radici lontane, ben prima dell’anno 2008 che ha rappresentato l’inizio di una fase di recessione mondiale. Infatti è da molti decenni che il prodotto lordo italiano cresce con numeri da prefisso telefonico per arrivare ai dati totalmente negativi attuali, nelle altre nazioni europee i numeri sono stati sempre molto più alti e anche adesso sono molto differenti da quelli nazionali. Oggi l’Italia presenta un debito pubblico di 2 mila miliardi di euro, una disoccupazione giovanile ai massimi storici, un’etica pubblica, un senso dello Stato e un senso civico ai minimi storici, un Mezzogiorno abban-donato al suo destino, un’enorme eva-sione fiscale. Un ventennio con la crescita media del PIL vicina allo zero. Attualmente il livello dei consumi è fermo al 1997. L’autore senza preamboli traccia un quadro molto significativo dello stato attuale dell’impasse politico attuale. Le recenti vicissitudini come il rinnovo della carica di presidente della repubblica italiana ad un riluttante Giorgio Napolitano hanno come unico filo conduttore una classe politica pretenziosa, autoreferente e orientata a coprire solo i suoi interessi. In quest’ottica “L’Italia dimenticata” diventa un aspetto secondario, quindi dimenticato, di una classe politica che non vede la realtà vissuta da sessanta milioni di cittadini per proporre e riproporre semplici mene da cortile accentuando sempre più il distacco con la realtà. L’esplosione di incapacità attuale che ha prodotto il j’accuse di Giorgio Napolitano: “Voi partiti siete sterili ed inconcludenti”, pronunciato durante il discorso di insediamento del secondo settennato, sono la prova che qualcosa di fondo debba essere modificato in Italia. I tempi sono finiti, sembra dire l’autore, è luogo di cambiare pena la disintegrazione. La situazione politico-economica della penisola, sostiene Luigi Tivelli ha radici lontane che fa risalire addirittura alla fine degli anni settanta. E fuori luogo, quindi, parlare dell’anno 2008 come l’inizio di questa profonda regressione che attanaglia l’Italia. I governi che si sono succeduti dal 1994 al 2011 hanno sempre iniziato con le migliori intenzioni, tuttavia si sono poi persi nei meandri del personalismo e degli interessi di parte. La “rivoluzione liberale” promessa da Silvio Berlusconi, entrato in politica attiva dopo le vicende di tangentopoli, si è invece rivelata una pericolosa miscela esplosiva di vacua demagogia, deteriore populismo, negazione della realtà dei problemi, e rigido corporativismo. Se tante sono le responsabilità della destra, e su questo Luigi Tivelli non fa sconti, pure la sinistra spesso è stata obnubilata anche da un antiber-lusconismo di comodo che, accanto a una certa dispersione di forze e demagogia, ne ha offuscato la capacità di governare o di essere una seria opposizione arroccandosi sempre più in un isolamento culturale-sociale dove solo l’astio e la supponenza di essere nella verità la faceva da padrona. Le critiche sono a tutto campo anche se non sono mancati, secondo Luigi Tivelli, momenti positivi dove è stato possibile fare buona politica o almeno ridurre i danni. Questo è avvenuto nei due governi “tecnici” retti da Lamberto Dini e Mario Monti. In ambedue i casi ministri tecnici e maggioranze variabili hanno prodotto risultati concreti. Come dire “meno poli-tici di professione e più tecnici, più qua-lità amministrativa”. Con Lamberto Dini fu avviata la riforma del sistema pen-sionistico, mentre il governo di Mario Monti ha tentato con tutte le sue forze di rimettere in carreggiata l’Italia offrendo anche un miglior quadro del “complesso paese” all’estero. Come si può uscire da questa situazione? Come ridare fiducia agli italiani e creare finalmente uno stato moderno in linea con le più moderne ed accreditate democrazie?. La ricetta che Luigi Tivelli presenta è semplice ma complessa da applicare. Meno stato, una migliore etica pubblica. In Italia, complici svariati fatti storici, la presenza dello Stato è massima in ogni momento della vita sociale. Lo Stato attraverso i suoi sistemi amministrativi debitamente “lottizzati” è presente ovunque creando nello stesso tempo clientelismo e incapacità. Ci si deve liberare da queste catene che frenano qualsiasi iniziativa e rendono oltremodo costosa qualunque opera intrapresa. Ma oltre a questo c’è la “Questione Morale”. Il populismo e, se vogliamo, la nascita di nuovi partiti che fanno dell’ antipolitica il loro vessillo hanno ragione di essere nel momento in cui i partiti hanno smarrito la via che porta solo ed unicamente all’interesse comune. In questa logica si può ben spiegare il fenomeno “grillino” e la fuga dalle urne degli elettori. Luigi Tivelli ha ricordato il deputato re-pubblicano Oddo Biasini quando questi gli diceva di mettere sempre in ogni scritto la frase “nell’interesse del popolo”.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:45 am
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