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AUSL Romagna tra criticità e opportunità

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Silvano Verlicchi

L’attuale fase di stagnazione che si trascina da tempo, ha reso evidente quanto sanità e prosperità economica siano collegate. Il finanziamento del servizio sanitario nazionale non è da considerare solo una spesa in crescita da contenere o tagliare, ma piuttosto un investimento produttivo in termini di salute e di ripresa economica, considerando strategico il capitale umano come fattore propulsivo per l’efficienza e l’efficacia aziendale. In questa prospettiva la Direzione Generale, il management, sindaci e tutti coloro che a vario titolo hanno competenza in materia, dovranno compiere scelte giuste, renderle popolari, attuarle in maniera appropriata al servizio delle comunità. La legge che disciplina la costituzione dell’AUSL unica ha contorni di indubbio interesse e condivisione, che, attuate concretamente, potranno rappresentare una grande opportunità. Vediamo perché: – Salvaguardia del Servizio Sanitario Regionale basato su universalismo, equità d’accesso, fiscalità generale; – Razionalizzazione dei costi liberando risorse per migliorare servizi e assistenza resa ai cittadini; – Rimodulazione delle funzioni ospedaliere e di medicina sul territorio, assistenza sociale e sanitaria, etc. ..a garanzia di prestazioni, in particolare quelle specialistiche, diagnostiche e domiciliari, di miglior qualità; – Consolidamento delle attività extraospedaliere sul territorio; integrazione sociale e sanitaria; impulso alla realizzazione delle cosiddette “Case della Salute”; collaborazione tra soggetti erogatori pubblici e privati accreditati. – Integrazione multidisciplinare, tra professionisti ospedalieri, medici di medicina generale, pediatri, servizi socio-sanitari, case protette per anziani, etc. Questi obiettivi e la loro modalità di applicazione sono stati discussi e valutati a livello politico/istituzionale e sindacale in molti incontri. La loro pratica messa in opera, rappresenterà il vero banco di prova per misurare, nel bene o nel male, la scelta compiuta costitutiva dell’AUSL Romagna. Il limite e le criticità sono tutte qui! Ovvero nel percorso attuativo che le autorità preposte intenderanno percorrere e che suggeriamo debba avvenire in modo partecipato e condiviso con le parti sociali. Nella fase che ha preceduto l’approvazione della legge regionale, approvata nel novembre scorso, sarebbe stato auspicabile che i Comuni avessero aperto un confronto ampio e partecipato coi cittadini. Così non è stato! Credo sia necessario, nei prossimi mesi, che i Comuni creino occasioni-opportunità per dare vita a confronti aperti e senza pregiudizi di sorta. Perché un confronto partecipato? Perché il contesto di riferimento lo esige! La Romagna, con 1.124.246 abitanti (dato regionale 1-1- 2012) rappresenta il 25,2% della popolazione residente in tutta la Regione. I posti letto disponibili nei presidi ospedalieri presenti in Romagna son 3,57 per malati acuti e 0,78 per post-acuti, per un totale di 4,35 posti letto per 1000 abitanti. Media regionale 4,60 (3,72 per acuti, 0,88 post acuti). L’assistenza ospedaliera in AUSL Romagna è composta da 4895 posti letto, di questi il 69% è collocato in strutture a gestione pubblica suddivisi in 15 presidi (4 in fascia A; 1 IRCCS/IRST Meldola, 3 Fascia B; 7 fascia C). Il 31% è rappresentato da strutture private accreditate (1 fascia A; 11 fascia C; 1 struttura psichiatrica, 1 struttura lungodegenza). Le strutture a gestione privata accreditata aderenti all’Associazione AIOP e Confindustria, sono 13 (1 fascia A, Maria Cecilia Hospital Cotignola; 10 fascia C; 1 struttura psichiatrica; 1 lungodegenza;) per un totale di 1593 posti letto. Questi ospedali a gestione privata accreditata, dimettono circa il 25% del totale dei pazienti residenti in Romagna, svolgendo di fatto un servizio di pubblica utilità. Attualmente i rapporti di programmazione e committenza tra le Ausl della Romagna e gli ospedali Privati accreditati, sono regolamentati dalla Regione e dalla Associazione di rappresentanza (AIOP). La costituzione della AUSL Unica in questo momento di cambiamento dovrà rappresentare una opportunità da cogliere C’è bisogno di compiere un salto qualitativo in avanti superando l’attuale mero rapporto di committenza, trasformandolo in una collaborativa partnership, tra soggetti che per natura e ruoli diversi, si completano a vicenda, con l’obiettivo di ottimizzare risorse economiche e finanziarie sempre più ridotte. A questo riguardo giova ricordare che nel 2013, Assessorato regionale e AIOP, di comune accordo, hanno siglato una intesa tuttora vigente, ove le strutture private accreditate hanno accettato una drastica riduzione del proprio budget storico, al fine di assicurare sostenibilità economica al servizio sanitario regionale. Il senso di responsabilità istituzionale che ha accomunato pubblico e privato in questo progetto mi spinge a proporre alcune linee di intervento che istituzioni pubbliche (Comuni – Regioni- Ausl) e parti sociali dovrebbero iniziare a sviluppare di concerto, quanto prima. Integrazione e riconoscimento del ruolo Una più stretta collaborazione Pubblico-Privato ove siano chiari obiettivi, ruoli e responsabilità degli uni e degli altri, dovrà portare a una ottimizzazione dell’uso delle risorse umane esistenti e delle risorse tecnologiche e strutturali evitando inutili e dannose duplicazioni o sottrazioni di attività/tecnologia. Rimodulazione dell’offerta. Un sistema organizzativo e funzionale in rete basato sul modello “ Hub & Spoke”, in una situazione di recessione/stagnazione economica, dove la sostenibilità del finanziamento è fondamentale; l’assetto organizzativo e funzionale dovrà rappresentare il metro di valutazione per coniugare al meglio sostenibilità economica, con le giuste esigenze dei cittadini-utenti, che hanno il diritto di pretendere servizi e prestazioni di qualità, facilmente accessibili, con la consapevolezza di poter essere liberi di scegliere il luogo di salute e cura che più li soddisfa. Il valore del capitale umano Le risorse umane, da quelle apicali a quelle di base, che a qualsiasi titolo si occupano del servizio sanitario e sociale, vanno motivate, coinvolte, rese partecipi e responsabilizzate. L’informazione e la formazione deve essere continuamente garantita a tutti, senza eccezione alcuna, in quanto il personale tutto, è una risorsa strategica. Per questo va valorizzato e riconosciuto il merito. Sistema Romagna: Distretto industriale, della salute, del welfare e del benessere La Romagna per la sua collocazione geografica e morfologica deve diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo, per tutti coloro che scelgono una offerta sanitaria qualitativamente di alto livello, specialmente nelle prestazioni polispecialistiche e di alta complessità. Da tempo presso l’ospedalità pubblica e privata vi accedono cittadini-utenti AUSL Romagna tra criticità e opportunità provenienti da altre regioni e da paesi esteri. Questo oltre a rappresentare un dato di prestigio espresso dagli operatori delle strutture, produce un indotto non solo verso le attività legate alla filiera della salute, ma sulle attività commerciali, alberghiere, ristoranti, bar, etc.., che si riverbera positivamente sul territorio creando lavoro e ricchezza. Potenziare l’offerta della rete tecnologica e professionale dei servizi e una condivisa strategia basata sulla capacità attrattiva della rete ospedaliera e di quella termale, così diffusa e articolata su tutto il territorio Romagnolo, coniugandola con tutto ciò che in Romagna si esprime, in termini di cultura, accoglienza, ospitalità, capacità del “Buon Vivere”, rappresenterà l’obiettivo su cui istituzioni e parti sociali dovranno saper puntare per fare veramente, come si suol dire,“sistema”! L’apertura delle frontiere e la libera circolazione delle persone in ambito Europeo, oltre che avere eliminato i vincoli preesistenti che impedivano la mobilità transfrontaliera fra gli Stati, è anch’essa un’occasione da cogliere perché le potenzialità espresse in Romagna, sia sotto il profilo economico, turistico, enogastronomico, che in quello balneare e collinare, artistico, musicale e museale, possano portare, ne sono certo, ulteriori vantaggi all’intero “Distretto Romagna”, con indubbi benefici economici e sociali alle intere ”Comunità romagnole”. Ancora di più. Credo sia opportuno realizzare un brand, ovvero un “marchio Romagna” da veicolare e promuovere in Europa e in tutto il mondo. I comuni, le Unioni di Comuni: partecipazione-inclusione I Comuni e, laddove costituite, le Unioni dei Comuni, devono essere più presenti e colmare la loro abituale “pigrizia”, partecipando attivamente agli organismi collegiali sanitari e concorrere, con il loro operato istituzionale pubblico, al governo degli obiettivi necessari a conseguire la più efficiente ed efficace integrazione sociosanitaria dei presidi ospedalieri pubblici e privati che insistono sull’esteso territorio romagnolo. In questo caso i Comuni (tutti) dovranno agire uniti nei confronti della Regione con proposte coerenti con le compatibilità economiche e normative. E’ da questo livello di base (i Comuni) che si realizza e si attua il processo di democrazia partecipata, perché la sovranità, in democrazia, appartiene a chi vota, non a chi è votato! Questo principio costituzionalmente garantito è tanto più vero se per davvero la buona politica amministrativa riuscirà a creare attorno a sé quel consenso necessario a raccogliere la convinta partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni di rappresentanza.
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  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 9:02 am
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