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Testamento biologico. Una legge che non può più mancare

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Raffele Calabrò*

Finalmente il 21 febbraio il testo sul fine vita approderà nell’Aula della Camera. Non ho mai avuto dubbi che prima o poi la legge in materia di Dichiarazioni Anticipate di Trattamento avrebbe concluso il suo iter. Certo, il percorso è stato lento, ma da sempre in Italia le leggi di iniziativa parlamentare hanno tempi lunghi e in una materia così delicata non poteva andare diversamente. Che si tratti di un provvedimento necessario, particolarmente sentito dall’opinione pubblica lo dimostra l’attualità e le incursioni mediatiche di coloro che hanno sempre contrastato il testo uscito dal Senato. Basti pensare che un programma di successo come “Vieni via con me” abbia ospitato, in violazione delle più elementari regole sulla par condicio, i vari Englaro, Coscioni con i loro monologhi sul diritto di scegliere di morire. Nè si spiegherebbe il clamore che ha suscitato lo spot sull’eutanasia mandato in onda dai radicali o quanto è accaduto a Montecitorio dopo il suicidio di Monicelli, una cerimo-nia di commemorazione diventata un dibattito sull’eutanasia. Ma in realtà queste appena elencate sono soltanto le ragioni addotte dalla stampa che riescono a fare leva sull’opinione pubblica, ma questa legge serve a comple-tare un percorso nato più di due anni fa. Molti ricorderanno che già durante il serrato dibattito sul caso Englaro in Aula fu approvato all’unanimità un ordine del giorno, promosso dal PD, che impegnava il Parlamento ad esaminare ed approvare entro il 2008 una legge sul consenso informato e le dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari. Non solo da un decennio, il Legislatore sentiva di dover regolare gli impatti del progresso tecnico e scientifico necessari alla modernizzazione del sistema sanitario italiano ma che nel contempo sollevavano dubbi e interrogativi di ordine etico e biopolitico. Nel 2009, c’è stata la svolta. La maggioranza parlamentare ha lavorato compatta all’approvazione di una legge che non poteva più mancare, anche per arginare la decisione dei giudici che approfittando della vacatio legis, si sono sostituiti al Legislatore. La cronaca di quanto accaduto al Senato è nota. Oggi il traguardo è vicino e va quanto prima tagliato per dare una risposta chiara e umana a quanti vivono il dramma del fine vita. Nè si possono più accettare delibere e sentenze di amministrazioni locali e giudici am-ministrativi che denotano una chiara volontà di non volersi adeguare alla legislazione in vigore, ai provvedimenti in procinto di essere legiferati e alle linee guida dettate dai ministeri, atti che hanno come unico effetto la capacità di generare confusione nei cittadini. Si pensi all’ultima ingerenza di campo del potere giudiziario nella sfera di competenza del legislativo. Il Tribunale di Firenze ha recentemente escogitato – a dispetto dell’agenda dei lavori della Camera dei Deputati che ha calendarizzato la legge sulle Dat a fine febbraio – un nuovo modo di far valere il testamento biologico, stabilendo nella sentenza del 12 gennaio che la volontà del malato può essere espressa da un “amministratore di sostegno”, ossia una sorte di tutore legale il quale, nel caso di perdita di coscienza, può a norma di legge impedire ai medici di procedere con la riani-mazione o anche con alimentazione e idra-tazione artificiale. L’appiglio giuridico per garantire la libertà di scelta sul fine di vita è dato – secondo il giudice del capoluogo toscano – dalla legge n. 6 del 9 gennaio 2004: quella che mo-difica l’articolo 408 e che prevede l’istituzione dell’amministratore di sostegno, figura tra l’altro pensata dal legislatore soprattutto per questioni economiche. Così che si arriva al parossismo della mercificazione del fine vita, trattato alla stregua di un affare immobiliare. Quanto al testo licenziato dalla Commissione Affari sociali, a parte qualche piccola modifica, non mi sembra che tradisca lo spirito del lavoro iniziato a Palazzo Madama. Anche se bisogna attendere che cosa accadrà in Aula: il dibattito sarà serrato, l’ostruzionismo feroce ed è importante che i colleghi della maggioranza non abbassino la guardia contro modifiche pericolose ed ambigue che potrebbero celare una deriva eutanasica.
*Senatore PDL

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:26 am
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