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Volare alto sul centro storico. Sì al parcheggio, ma serve altro

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Stefano Bernacci*

Ogni città ha luoghi che più di altri evidenziano l’identità storica, tradizionale e culturale del territorio e rappresentano spazi di attrazione in cui il sentirsi parte e fare comunità sono facilitati. I centri storici più di altri presen-tano queste caratteristiche e co-stituiscono una componente preziosa ed irrinunciabile del capitale sociale della comunità che va preservato e sviluppato. Il dibattito che si sta articolando ormai da molti mesi sul futuro del centro storico di Cesena non è quindi appassionante solo per quel che concerne le dotazioni infrastrutturali (parcheggi, viabilità e arredo urbano) o per le dinamiche economiche che riguardano la rete commerciale e dei servizi. Essi rappresentano sicuramente elementi importanti presi a se stanti, ma diventano ancor più fondamentali se inquadrati nel contesto del modello sociale che si vuole perseguire. Fino ad oggi i centri storici sono stati luoghi di aggregazione e di attrazione, un vero magnete per la cittadinanza dispersa sul territorio che nell’offerta di servizi presente si ritrovava e percepiva il senso dello stare assieme e sentirsi parte della comunità. Lo spopolamento dei centri storici (di abitanti e servizi) può rappresentare un problema economico per chi ha investito in questa parte della città ma può avere riflessi importanti anche sulla dinamica sociale. Ritengo che questa premessa di carattere sociologico possa aiutarci a meglio comprendere la posta in gioco ed inquadrare le questioni sul tappeto in un’ottica più complessiva e di più ampio respiro. Per essere attraente un centro storico non deve essere soltanto bello (e quello di Cesena sicuramente lo è) ma offrire un mix di opportunità equilibrato valorizzando tutti i fattori che incidono sul prodotto. E’ indubbio che la crisi dei consumi mette in seria difficoltà una rete commerciale e dei servizi che necessita di ammodernamento nelle sue logiche e modalità di presenza. E’ altrettanto vero che in tutte le città più evolute la ricerca della qualità ambientale porta ad un ridimensionamento del traffico privato ed ad un potenziamento di modalità di accesso meno impattanti ecologicamente. Centri storici pedonalizzati e aree verdi a disposizione delle famiglie aumentano la qualità delle città e le rendono più vivibili e attraenti. Tuttavia questo modello varia in considerazione di diversi fattori e non può esservi una città ideale, da costruire a prescindere dalle diversità che pure esistono, liquidando le differenti posizioni ed opinioni come sintomatiche di arretratezza culturale. Trattandosi di ecosistemi delicati è necessario garantire un giusto mix di strumenti ed interventi ed adottare tempistiche e modalità adeguate alla realtà in cui ci si trova ad operare. Ciò detto, va aggiunto che abbiamo avuto l’impressione in questi mesi che la contrapposizione in campo fosse più di carattere ideologico e che si sia scelta la strada del braccio di ferro anziché quella di ricercare con il buon senso necessario un percorso condiviso nell’interesse di tutti. Anche le iniziative che sono rientrate nel contenitore Ultimo Km se da una parte hanno avuto il merito di coinvolgere una parte non trascurabile di cittadini dall’altra sono sembrate finalizzate a costruire un consenso attorno a linee precostituite in contrapposizione con le rivendicazioni e le preoccupazione di un’altra parte di città. Crediamo che un ritorno alla politica che si misura con i problemi reali, con le possibilità e con le difficoltà oggettive con uno spirito aperto e dialogante rappresenta una necessità che va nella direzione di salvaguardare l’interesse di tutti. E’ indubbio che Cesena sia diversa da tante altre città: lo è perché ha un centro storico piccolo, per la sua viabilità obbligata ma anche perché a differenza di altri ha scelto di allargare di fatto l’offerta commerciale e di servizio del centro storico prevedendo a ridosso dell’area una molteplicità di centri commerciali di media dimensione con una dotazione infrastrutturale (parcheggi) attraente. Questa scelta che non mi sembra sia stata ancora valutata con la necessaria oggettività ha spostato le dinamiche di aggregazione e di acquisto creando un effetto importante sulla rete economica del centro storico. Immaginare nei parcheggi scambiatori situati prevalentemente in prossimità di questi centri commerciali un’opportunità di servizio per l’accesso alla rete commerciale del centro storico appare agli occhi degli imprenditori una forzatura ed aumenta il senso di squilibrio fra le opportunità delle diverse aree. Al tempo stesso elencare le diverse centinaia di parcheggi sparsi che pure sono presenti ad una distanza tutto sommato limitata dal centro storico non risolve la questione dell’accesso perché lascia inalterata la percezione nei cittadini e negli operatori economici di una inadeguatezza di una sosta facile e conveniente. Chiudere come si vuol fare in Piazza della Libertà i parcheggi esistenti – che costituiscono per l’utenza luoghi precisi di riferimento – per introdurre nuove modalità di approccio alla sosta che appaiono complesse e incerte non contribuisce a creare un effetto attrazione verso il centro storico. Per questo motivo abbiamo espresso la convinzione che un parcheggio di riferimento a servizio del centro storico sia necessario e con spirito di responsabilità, tenendo conto delle difficoltà della finanza pubblica, abbiamo proposto di verificare la strada del project financing coinvolgendo imprenditori privati nell’operazione. Un parcheggio a ridosso delle mura potrebbe essere un preciso punto di riferimento e di servizio per coloro che vivono la movida notturna di Cesena e che più semplicemente vogliono godersi l’offerta complessiva che la città presenta nel suo principale nucleo di aggregazione commerciale e culturale. Siamo convinti che a determinate condizioni possano sussistere le motivazioni per un intervento privato, ma se così non dovesse essere è chiaro che il Comune dovrebbe contribuire in parte o in toto alla realizzazione dell’opera. Sarebbe un errore politico grave se qualcuno avesse colto in un’azione responsabile l’opportunità per disimpegnarsi dalla questione pensando di aver esorcizzato un problema sentito da una parte rilevante della città trasferendone la responsabilità e l’onere all’esterno delle proprie competenze. Senza una soluzione condivisa il problema si ripresenterebbe con la stessa intensità e partecipazione dei mesi scorsi e continuerebbe ad occupare l’agenda politica creando ulteriori tensioni, divisioni e polemiche. Diverse iniziative interessanti sono state avviate nel centro storico (wi-fi, gestione locali sfitti, politiche di promozione ecc) ed altre verranno avviate a breve (a partire dal restyling del Foro annonario) Tutto questo va nella direzione giusta ma occorre fare degli sforzi ulteriori perché non stiamo parlando solo di un’area importante del nostro territorio, ma di quella in cui essere cittadini di Cesena trova maggiori elementi di identità, coesione ed appartenenza.

*Segretario Confartigianato Cesena

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:33 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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