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UNIBANCA, ERA MEGLIO FARE IL PASSO UN PO’ PIU’ LUNGO

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Paolo Morelli

Tutta la galassia che in qualche modo fa parte o è collegata alla Cassa di Risparmio di Cesena è da tempo in fibrillazione: da quando Davide Trevisani, presidente della Fondazione Carisp, annunciò pubblicamente l’intenzione di cedere una quota consistente delle azioni di Unibanca in possesso alle tre fondazioni che controllano la maggioranza assoluta (Cesena, Lugo e Faenza) fino a cedere il controllo del gruppo bancario. Ma le trattative con l’istituto Intesa Sanpaolo si sono arenate per alcuni mesi e poi bloccate col mutamento dello scenario internazionale. Nel frattempo Trevisani si era trovato di fronte a una sorta di sollevazione contro questo progetto che, pare fosse stato oggetto di confronto solo in modo marginale: si sono messi di traverso gli amministratori delle banche (capogruppo e controllate), ma soprattutto gli organi delle fondazioni. Da allora il confronto sta andando avanti in modo assai vivace, spesso anche al di fuori degli ambienti strettamente bancari.

Il cavalier Trevisani, benché abbia ormai solo un anno per arrivare alla scadenza definitiva del mandato da presidente, non ha ancora abbandonato l’idea di traghettare il gruppo Unibanca verso un grande gruppo per creare liquidità da destinare in parte alla diversificazione patrimoniale e in parte a interventi strutturali di tipo sociale. Sembra, a quest’ultimo riguardo, non estraneo il desiderio di Trevisani di lasciare nella struttura della città ulteriori segni tangibili della sua ultratrentennale presenza al vertice del sistema banca-fondazione.
Il momento presente, invece, dà ragione a quanti hanno difeso l’autonomia della banca perché la crisi finanziaria ed economica che ha colpito anche l’Italia ha messo in evidenza il grande ruolo delle piccole e medie banche a direzione locale per il sostegno dell’ecoonomia delle piccole aziende e delle famiglie, con un aumento della quota di mercato per gli impieghi di oltre il 5%. Infatti i grossi gruppi bancari più colpiti dalla crisi hanno ridotto gli impieghi all’economia. Conseguentemente s’è ridotto l’ammontare dei dividendi conseguiti dalle fondazioni che ne detengono le azioni. Questo non è accaduto alle Fondazioni di Cesena, Lugo e Faenza perché Unibanca ha mantenuta pressoché inalterata la sua redditività e quindi anche i dividendi erogati alle fondazioni e ai soci privati. Le fondazioni, quindi, non hanno avuto forti accelerazioni nella loro attività, ma non si sono nemmeno trovate a dover frenare bruscamente.

Tra scossoni e sussulti si è arrivati all’elaborazione di un piano strategico triennale di Unibanca-Cassa di Risparmio di Cesena-Banca di Romagna che guarda avanti, pur mantenendo aperta l’ipotesi di collaborazioni anche rilevanti con altri gruppi bancari. Questo piano, per dare miglior supporto alla prosecuzione dello sviluppo graduale che ha caratterizzato i dieci anni di vita di Unibanca, prevede un aumento di capitale per un importo colpessivo di circa 25 milioni di euro che tutti gli azionisti, fondazioni e privati, saranno chiamati a sottoscrivere nelle prossime settimane. Il 18 dicembre scorso, quando l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità l’aumento di capitale, nessuno si è alzato in piedi per dirlo apertamente, ma nei corridoi della storica sede di Corso Garibaldi c’erano soci (soprattutto imprenditori) che si chiedevano se non fosse stato il caso, visto che si alzava la gamba, di fare il passo un po’ più lungo. La cifra di cinquanta milioni sarebbe stata certamente più adeguata alle ambizioni di una banca che vuole crescere anche rafforzando il proprio patrimonio. Questo, però, avrebbe obbligato le fondazioni a ridurre la loro quota azionaria oppure a sborsare il doppio della cifra, penalizzando le erogazioni già programmate per i prossimi anni. Forse sarebbero stati opportuni maggiori accantonamenti da parte della Fondazione di Cesena negli ultimi dieci anni, quando ce n’era la possibilità.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:15 am
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

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