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Un’Azienda sanitaria unica romagnola: per migliorare

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Damiano Zoffoli*

Si è riaperto, nei giorni scorsi, il confronto relativo ad una nuova organizzazione della sanità in Romagna.

Oggi ci ritroviamo a metà del guado: l’area vasta romagnola della sanità è, nei fatti, poco più di una collaborazione, una sorta di coordinamento, con risultati ancora insoddisfacenti.

Le AUSL di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini, quelle che definiscono la cosiddetta area vasta, sono organizzate in 14 presidi ospedalieri dislocati sul territorio romagnolo e producono attività per un valore di circa 2,2 miliardi di euro, impiegando quasi 15.000 dipendenti.

È necessario mettere in campo maggiore coraggio e responsa-bilità; fare scelte più forti, chiare e nette.

Un’azienda sanitaria unica per la Romagna? Perché no!

Basti considerare che in Emilia-Romagna, nel prossimo triennio, sulla sanità, che rappresenta oltre il 70% del bilancio regionale, verranno a mancare circa 1,5 miliardi di euro.

Bisogna spostare ed elevare il livello del confronto: razionalizzare è necessario, ma non basta. Come in un campo di calcio, se continuiamo solo ad erigere barriere, come i giocatori in difesa al limite della propria area, non riusciremo mai a vincere la partita, che è quella di una nuova fase di sviluppo per il nostro territorio. Serve un nuovo schema di gioco: dobbiamo giocare in attacco e rilanciare, e non chiuderci dentro ai nostri, sempre meno adeguati, confini amministrativi.

Anche alla luce della soppressione delle Province diventa ineludibile ripensare l’affidamento di funzioni e la gestione di servizi su area vasta.

Questo schema di gioco, in Emilia-Romagna, lo abbiamo tradotto nel “Patto regionale per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” siglato lo scorso 30 novembre tra la Regione, l’Upi, l’Anci, l’Uncem e la Lega Autonomie, l’Unioncamere, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali, l’Abi e i rappresentanti del Terzo settore. Al dil à dei contenuti, questa ampia condivisione, ha valore in sé: rappresenta un segno di speranza, una prospettiva e un’idea comune di futuro.

Dopo un ventennio, nel nostro Paese, della cultura imperante del “fai da te” e “usa e getta” e contro il rischio del “si salvi chi può”, la società emiliano-romagnola, tutta insieme, ha condiviso le scelte strategiche generali, per ricreare fiducia e un ambiente favorevole alla ripresa.

Il progetto è quello di un nuovo modello sviluppo più umano, con al centro la crescita; senza questa, infatti, non si paga il debito e non c’è alcun risanamento possibile, né giustizia sociale ed equità.

Gli assi fondamentali individuati, per riscrivere il patto intergenerazionale, sono la difesa e la promozione della legalità per sostenere l’economia sana; nuove e proficue relazioni sindacali e industriali per esaltare la centralità del valore del lavoro; investimenti nel sapere e nelle competenze, con incentivi e azioni mirate per aumentare l’occupazione femminile e dei giovani, e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Anche in Emilia-Romagna, quindi, è necessario cambiare, sapendo che la crisi impone a tutti un radicale mutamento degli stili di vita. Non sarà infatti possibile, e non è nemmeno giusto e auspicabile, visti i risultati, ritornare al modus vivendi precedente. La riforma del welfare, la sanità e il settore dei servizi alla persona, rappresentano, da questo punto di vista, il principale banco di prova. Per tutti questi motivi, credo che sia necessario dare, al più presto, concretezza al percorso di creazione dell’Azienda sanitaria unica romagnola, per migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza delle risposte ai bisogni di salute di tutti i cittadini.

Come? Attraverso la concentrazione delle funzioni logistiche, amministrative e direzionali, nonché dei sevizi ospedalieri di eccellenza (che richiedono elevate specializzazioni e tecnologie) e, al contempo, la diffusione sul territorio della medicina di base e della rete integrata dei servizi socio-sanitari.
*Consigliere regionale PD

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:35 am
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

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