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TURISMO, UNA CABINA DI REGIA PER FARE SISTEMA

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido

La settimana scorsa ho partecipato ad un dibattito organizzato da Confcommercio e Territori Malatestiani sul futuro del turismo a Cesena.

Il tema è di quelli importanti, poiché investe la città nel suo complesso, coinvolgendo non solo gli operatori e il mondo dell’impresa ma anche tutto il tessuto cittadino, che deve vivere con entusiasmo questa opportunità .

Se ci poniamo la domanda: “Cesena è una città turistica?”, io credo che la risposta sia, al momento, negativa.

Ovviamente le potenzialità per diventarlo ci sono, se solo si comincerà a ragionare su quello che manca veramente alla nostra città: la capacità di fare sistema.

E’ infatti da anni che insistiamo su questa necessità, quasi sempre inascoltati; ultimamente pare che qualche orecchio si sia fatto più attento, con il conseguente poco elegante tentativo di arrogarsi la primogenitura di una prospettiva che da anni qualcuno propone con convinzione.

La caratteristica delle politiche turistiche della nostra città è infatti, ad oggi, legata ad iniziative episodiche, diremmo quasi contingenti, che sfruttano qualche lodevole ma isolata operazione di promozione e il richiamo che alcune bellezze esercitano.

Non basta rallegrarsi dell’aumento delle presenze annuali o constatare l’aumento dei posti letto disponibili per definirsi allegramente “città turistica”, serve invece una operazione capillare e soprattutto congiunta di unione delle forze tra tutti gli attori.

A partire dai cittadini: devono infatti essere loro i veri protagonisti di questo salto di qualità, coinvolti nel processo di sviluppo e non trascinati da decisioni imposte; solo la coscienza diffusa della possibilità di crescita sociale, economica e culturale può garantire successo.

A questo fa seguito la vera scommessa che Cesena deve avere il coraggio di giocare: la sinergia tra tutte le forze, pubbliche e private, nessuna esclusa, dal momento che tutti sono comunque coinvolti nella crescita della vocazione turistica.

Si parla sempre più, nel campo del turismo e non solo, di marketing emozionale, con ciò volendo sottolineare come sempre più la vacanza o la visita siano connotate da aspetti intangibili che non hanno a che fare solo con l’itinerario o il prezzo ma che si richiamano a quelle sensazioni che si vivono e si portano con sé anche una volta terminata l’esperienza turistica.

Ebbene, il nostro territorio ha tutte le carte in regola per offrire queste emozioni, potendo unire proposta culturale, enogastronomica, di relax, di divertimento, di wellness, di conoscenza, di scambio economico e dei saperi.

Teatro Bonci, Rocca Malatestiama, Biblioteca Malatestiana, Sistema Museale, Conservatorio, Università, Carisport, Stadio, Fiera, Associazioni di categoria, Associazioni culturali, Pubblici Esercizi, e la lista potrebbe essere lunghissima: pensiamo forse di non avere mezzi e strumenti? Ovviamente il problema è un altro, se cioè vogliamo cominciare a pensarli come un’unica proposta o continuare a macerarci nei nostri compartimenti stagni.

Dobbiamo avere tutti insieme, ad esempio, la capacità di sfruttare il fatto che la cultura avrà un peso sempre più dominante su queste dinamiche: manifestazioni, rassegne, festivals, spalmati sull’intera annualità insieme alle ricchezze già presenti, possono garantire, come è dimostrato da recenti studi, addirittura una remuneratività del fare  e proporre cultura, passando quindi dal mecenatismo all’ investimento culturale e richiamando interlocutori fino ad oggi poco sensibilizzati.

Naturalmente ci vogliono idee e gambe in grado di reggerle.

Il primo passo per tentare di dare vita a questo meccanismo virtuoso che potrebbe riservare scenari inimmaginabili è creare un momento di confronto tra tutti gli attori, nel quale si comincino a delineare strategie e definire compiti.

La famosa “cabina di regia” della quale finalmente pare si stia cominciando a parlare con convinzione e non solo in maniera accademica e leziosa.

E chi deve essere il coordinatore di questo confronto? Chi può, con autorità e visione onnicomprensiva, ridurre a sintesi tutte le istanze e le sollecitazioni che una tale iniziativa produrrebbe?

Ovviamente chi ha la responsabilità della guida della città, l’Amministrazione Comunale.

Occorre convinzione e coraggio, sempre che ve ne siano, cosiccome occorre da parte di tutti gli interlocutori la piena coscienza che forse il futuro riserverà qualche sigla e qualche Associazione in meno e richiederà qualche sensibilità e disponibilità in più, il tutto verso l’obiettivo di creare maggiore ricchezza e un tessuto sociale più coeso e orgoglioso.

Dobbiamo passare dalle chiacchiere alle azioni, per questo speriamo in una veloce e pubblica assunzione di responsabilità.

L’appoggio di certo non mancherà.

Luigi Di Placido

Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

 

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:01 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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