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Sviluppo e integrazione del territorio

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Massimo Bulbi

Sta per compiersi il primo anno del mio secondo mandato di Presidente della Provincia e posso dire che nell’azione svolta fin’ora è stato confermato un obiettivo di fondo del nostro programma: la realizzazione di un territorio integrato, sia in termini di coordinamento delle iniziative di sviluppo che di collegamento tra i diversi ambiti territoriali. Anche nei prossimi anni vogliamo garantire lo sviluppo del territorio non escludendo ambiti produttivi che potenzialmente possono rappresentare le nuove specializzazioni territoriali. In particolare il sistema delle infrastrutture e della mobilità costituisce il fondamento necessario di tutti i possibili scenari di sviluppo economico locale e regionale. Nella scorsa legislatura abbiamo investito oltre 235 milioni di euro per le nostre strade e le scuole dei nostri figli. In questi tempi difficili anche per la finanza locale, penso anche ai gravi vincoli imposti dal rispetto del Patto di Stabilità, la sostenibilità economica degli investimenti connessi con il mantenimento e il potenziamento infra-strutturale esige tuttavia nuove formule di partenariato, oltre che tra le istituzioni, anche tra pubblico e privato. L’obiettivo di efficienza infrastrutturale, finalizzata allo sviluppo può essere perseguito, così, in una logica di governance territoriale di cui vogliamo essere protagonisti. Un territorio si può definire veramente competitivo e “integrato” solo se riesce a supportare la produzione fisica di beni e quella immateriale di servizi per mezzo di un efficiente, razionale e moderno sistema logistico e più in generale di trasporto, integrato con il sistema regionale, nazionale ed europeo. Complessivamente sono 227 i km di strade che assicurano i collegamenti provinciali e che hanno un ruolo strategico in relazione agli obiettivi in termini di collegamento complessivo di tutte le diverse parti del nostro territorio: la pianura con le zone collinari e montane e i crinali, i centri lungo la Via Emilia con la riviera adriatica, la rete di valico tra i fondovalle; per questo il miglioramento dei collegamenti vallivi e intervallivi godrà ancora di un’attenzione privilegiata per avvicinare ed integrare il territorio. Dall’altra parte ci sono poi i grandi progetti infrastrutturali come la costruzione della Via Emilia bis e la contestuale messa in sicurezza e riqualificazione, ad asse urbano e commerciale, del suo tracciato storico. Un progetto che in questi mesi è divenuto sempre più a portata di mano con l’individuazione di una proposta progettuale da realizzarsi in project financing che prevede la realizzazione di un tratto di circa 12,8 km che attraverserà i comuni di Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Cesena partendo dallo svincolo con la tangenziale Est di Forlì allo svincolo con la E45 in Cesena. Essa avrà due corsie per senso di marcia e una larghezza complessiva di m.22. Il costo stimato è di ca. 235 milioni di euro di cui 98 sono richiesti al committente pubblico. Entro quest’anno, dopo il parere favorevole di ANAS sulla realizzazione dell’opera con la finanza di progetto, potrebbe essere dichiarato il pubblico interesse definitivo sull’opera e avviate le procedure per la gara d’appalto. Non voglio però dimenticare le opere in itinere, come l’avvio, nei prossimi giorni, dopo un’attesa di vent’anni, dei lavori per il Casello Autostradale del Rubicone, l’ammodernamento e la messa in sicurezza della S.P. n.4 del Bidente, delle provinciali “Cervesi” di Forlì e di Cesena e della S.P. n.138 del Savio. Come non ricordare poi le due arterie statali che attraversano il nostro territorio la E45 e la S.S. 67 “Tosco-Romagnola”; per esse, pur non avendo competenza diretta nei lavori, abbiamo svolto e continuiamo un’azione costante di sensibilizzazione verso l’Anas e il Governo per lo stanziamento dei fondi necessari alle urgenti opere di messa in sicurezza e adeguamento. Lo stato di degrado della E45 si ripercuote, fra l’altro gravemente, sulla viabilità provinciale; ne sono prova i venti milioni di euro spesi in questi anni per riparare i danni causati dal transito dei mezzi pesanti deviati sulla provinciale ‘Tiberina’ per le frequenti chiusure della superstrada. Ricordo, infine, l’impegno sul fronte della sicurezza stradale. Ammodernare le strade, allargandole, raddrizzando i punti più tortuosi, porta troppi nostri concittadini a mettere a rischio l’incolumità propria e altrui non rispettando i limiti di velocità e le norme di sicurezza. Le campagne di educazione che svolgiamo ogni anno nelle scuole del territorio vogliono essere una risposta al bisogno di educazione al corretto comportamento di guida; così come la decisione di adottare gradualmente e in un rapporto trasparente con la comunità, strumenti di rilevazione della velocità, su tratti ben definiti e caratterizzati da elevata incidentalità dovuta a condotte di guida sbagliate, è un ulteriore strumento per fare di questi investimenti infrastrutturali un volano di sviluppo e di qualità della vita.

       

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:15 pm
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