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Sull’intervento di Paolo Lucchi

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Maurizio Fantini – Comitato Comunale UDC Cesena

L’intervento di Paolo Lucchi al recente congresso comunale del PRI di Cesena si presta ad alcune considerazioni.

Il consigliere regionale del PD, che molti indicano come prossimo candidato del centrosinistra alla successione di Conti, ci ha non poco deluso: egli dovrebbe impersonare la “novità” nel panorama politico della sinistra locale: più moderazione, più apertura e sintonia con il mondo produttivo e imprenditoriale, più pragmatismo, meno ideologia. Al contrario, egli mette in bella mostra tutta la sua appartenenza alla “nomenclatura” del suo partito (PDS prima e DS poi), mettendo in luce i soliti “vizi” della classe politica che ci amministra ormai da lunghi decenni.

Intanto il solito complesso di arrogante superiorità che lo porta a dare lezioni di “vera cultura amministrativa” e di “senso delle istituzioni non urlato” (noi non “urliamo” e, molto umilmente, mettiamo in campo i nostri ideali, le nostre idee, le nostre competenze, la voglia di stare in mezzo alla gente con passione e ragionevolezza).

Egli poi dipinge, con la solita trita retorica, l’Emilia-Romagna, e la nostra città in particolare, come il paese dei balocchi, dove tutti i problemi sarebbero stati risolti: il sistema della viabilità è delineato (mentre Cesena vive continuamente nel caos causato dalle pessime e devastanti scelte dell’Amministrazione), un sistema imprenditoriale di alto livello (come se fosse merito dell’Amministrazione e non invece di imprenditori intelligenti e capaci, che operano in condizioni di disagio, in un clima non certo favorevole, specie per i giovani che vogliano fare impresa). Insomma ci pare che la realtà, al di fuori della retorica di Lucchi, sia decisamente diversa; su questo concordiamo con le osservazioni di Ugolini e Guidazzi quando affermano che al contrario viviamo in una città chiusa, dove molte potenzialità rimangono inespresse, soffocate dalla gestione verticistica e oligarchica del potere.

E’ vero, non partiamo dall’anno zero; non diciamo che tutto quanto è stato fatto in questi decenni sia da buttare. Crediamo però sia arrivato il momento di un salto di qualità, nella continuità, senza distruggere, ma per costruire in positivo una reale prospettiva di crescita per la nostra città.

Per questo occorre che forze moderate, laiche e cattoliche (senza ulteriori aggettivi) si incontrino, ragionando di politica (come si faceva una volta), confrontandosi a viso aperto, a partire dalla propria identità culturale (il dialogo più fecondo nasce non dall’annacquamento e dall’omologazione, ma dal confronto tra identità forti, consapevoli che queste non sono un fine, ma un mezzo per arrivare a sintesi condivise per il bene comune), aprendosi al confronto reale con la gente, col mondo economico e produttivo, rendendo il Comune veramente una “cosa di tutti”. Occorre superare i vecchi schemi destra-sinistra, laici-cattolici, riformisti-reazionari; anche la politica nazionale, come quella europea, ne stanno prendendo atto. I vecchi cliché ideologici vanno messi da parte; il confronto deve avvenire sulle ragioni politiche, sui programmi, approfondendo, come un bene inestimabile, la propria identità culturale, per arrivare a sintesi alte che diano risposte ai problemi reali della gente. Ci vuole uno scatto di tensione ideale per risvegliare il clima asfissiante di questi tempi.

Maurizio Fantini

Comitato comunale UDC-Cesena

    

 

 

 

 

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:00 pm
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