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Sulla sanità

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Denis Ugolini

Eppur si muove. Il necessario e da tempo richiesto dibattito sulle questioni di fondo della nostra sanità regionale ed in particolare romagnola pare si sia avviato. Ed anche su binari, al momento, apprezzabili. Che per noi sono quelli volti alla definizione e realizzazione di una nuova e più efficace governance di Area Vasta Romagna; a un ripensamento e riordino di merito e procedurale degli organismi e delle persone che devono presiedere questa nuova governance della sanità.

Un dibattito che andava affrontato ben prima del rinnovo dell’Assemblea e del Governo regionali. Da tanti mesi questi problemi e queste proposte sono stati messi in campo su Energie Nuove. Era ora che si cominciasse a discuterne. Si tratta della questione più rilevante che ha innanzi a sé la Regione. Questione politica, istituzionale, legislativa ed organizzativa. Terreno impegnativo per la cultura politica. Sulla adeguatezza della quale staremo a guardare. Sperando. Il tavolo è ingombro di molti e difficili problemi. Alcuni anche molto gravi.

È vero che stiamo parlando di un sistema sanitario che, nel suo complesso, è non male attrezzato. Ma non privo di difficoltà, di carenze, di limiti e di responsabilità.

I bilanci delle Asl sono una delle cartine di tornasole. Non la sola. Termini edulcorati come “scostamento” di bilancio non rendono la stessa gravità di “buco” nei bilanci. Tolta la patina d’ufficio, la realtà è più la seconda che non la prima. Anche se i buchi non sono tutti uguali. Fra quelli di otto milioni e quelli di sessanta milioni, c’è molta differenza. Anche a proposito delle gestioni a cui stanno in capo. È sbagliato fare di ogni erba un fascio. Perché in questo modo non si va a fondo dei problemi da risolvere e neppure si mettono in chiara luce le responsabilità differenti, che li hanno ingenerati. Di fronte all’eclatante dissesto emerso nell’Asl forlivese si è perfino assistito ad un coro quasi unanime che cercava di trasferire altrove le ragioni del buco prodotto essenzialmente in loco. Politica piatta ed informe, senza distinzione alcuna né di sinistra, né di destra né d’altro. Sarebbe interessante l’evidenza, con un certo dettaglio, dello stato finanziario delle Asl di area vasta anche per meglio comprendere quanto gli avviati processi di integrazione hanno interagito sui singoli bilanci e quali ne siano le differenze e le ragioni. Giacchè differenze ve ne sono, eccome! Come si è potuto constatare. Pare di comprendere che fondamentalmente si è ripreso a parlare di integrare fino ad unire in una le due Asl di Forlì e Cesena proprio a partire dalle emerse inaspettate emergenze finanziarie che hanno cominciato ad essere diffuse anche sulla stampa. In un certo qual modo si sta assistendo al classico rincorrere il problema che si è aggravato, non avendolo prevenuto. Poi magari lo si colloca anche in un ambito che almeno abbia la parvenza della proiezione strategica, futura, innovativa e all’altezza dei tempi e delle necessità che sono lì davanti, e non solo da oggi. È anche emerso che in Area Vasta il clima sembra instabile, che ci sono dei problemi. Fra le varie Direzioni generali. Cosa confermata anche in recenti interviste. Dove peraltro, finalmente, si dice che “è il tema della governance (di area vasta) che va rapidamente affrontato”. Se è consapevolezza vera, anche se maturata in tutta fretta di recente, siamo a segnali di passi avanti molto positivi. Non vorremmo, invece, che si trattasse solo di effimeri e posticci riscontri dovuti alla necessità di inquadrare in maggiore ampiezza l’esclusiva preoccupazione del rincorrere i dissesti dei bilanci emersi. Come si sta ponendo adesso, l’ipotesi di unificare Cesena e Forlì altro non è che un palliativo e una via di fuga dal problema assai più essenziale e necessario che si deve affrontare. Il campo da gioco chiaro e definito deve essere quello di Area Vasta Romagna. E la partita da giocarsi è quella della nuova e più coerente Governance che occorre. Obiettivo deve essere una sola Asl. Per determinare aggregazione e realizzazione di effettive eccellenze. E vi è buona materia. Quello della sanità è banco di prova decisivo. Perché riguarda la salute delle persone. Perché è massima parte della spesa pubblica. Di sicuro di quella regionale.

Perché la sua qualità, la sua efficacia, il suo progresso, le nuove strumentazioni strumentali di cui si può disporre, necessitano di crescenti risorse. Tutto, nel mentre si attraversa una fase difficilissima sul piano finanziario e della penuria di risorse pubbliche. Tuttavia si spende molto. Si può spendere assai meglio senza dispersioni e dilapidazioni di risorse come invece oggi ampiamente avviene.

Anche nel nostro sistema regionale. Ecco perché la prova è grande e necessaria. Bisogna coniugare insieme politiche finanziarie serie e riforma ed innovazione del sistema sanitario della regione. A partire da Area Vasta. Una sola Asl di Area Vasta è un grande risparmio che libera enormi risorse per migliorare i servizi alla salute. È livello ottimale di governance vera e diretta per migliorare l’organizzazione e l’efficacia. Occorrono anche processi di nomina dei governanti della sanità che siano nuovi. Per migliorare la qualità del governo, renderlo trasparente, equilibrato, controllato, responsabile e rispondente della sua responsabilità. Se le discussioni di questi giorni non sono il fuoco di paglia della calura estiva, questi sono i problemi urgenti ed imprescindibili dell’agenda politica ed istituzionale dei prossimi mesi. Per parte nostra come lo abbiamo avviato continueremo ad essere propositivi e, con ancor maggiore ampiezza e dettaglio, parte di questo dibattito. Le soluzioni che si stanno delineando e che occorrono non possono attendere. Ne va della qualità del nostro sistema sanitario della cui sofferenza vi è già ampia prova.

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:21 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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