• I Nostri Sponsor

Loading...
Your Are in   Home     Politica Locale     Sottovalutati i nostri grandi temi locali

Sottovalutati i nostri grandi temi locali

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Davide Buratti

CESENA. Una politica che guarda troppo all’ “effimero” e che, invece, ha un approccio troppo timido o (in alcuni casi addirittura inesistente) su temi fondamentali per il futuro più o meno prossimo. Questa l’impressione che si ha guardando a quello che succede in città. L’argomento che sta catalizzando l’interesse generale è “Cesena beach”. Se il dibattito si concentra su questi temi vuol dire che a Cesena si sta bene, anzi benissimo. Ma non è così. Anche in città la crisi si sta facendo sentire. Se qualcuno pensa che siamo ad un passo dalla svolta si sbaglia. Giovanni Torri, presidente di Unindustria, lo ha detto chiaramente nel corso di un dibattito tenutosi al circolo Mazzini di Villa Chiaviche. Ha poi aggiunto che la situazione del nostro territorio è ancora più pesante a causa della vicenda Sapro, ma, ha dett “pesano anche le vicende dell’aeroporto”. In questo momento si sta correndo il rischio (soprattutto da parte delle opposizioni) di fare lo stesso errore commesso nell’ultima campagna elettorale. Allora si parlò tantissimo di via Plauto. Possibile che il problema di Cesena fosse un senso unico. Non a caso il tema è scemato ed è stato derubricato. Adesso (come era facile immaginare) nessuno dice più niente. E’ logico che gli esponenti politici siano attenti al dibattito cittadino e intervengano sui temi dibattuti. E’ anche normale che i partiti, e i suoi portavoce, cerchino di guadagnare consensi facendosi coinvolgere dove c’è del malessere. Non è condivisibile che si facciano dettare l’agenda politica dai comitati di cittadini. Ma soprattutto è ancora meno condivisibile vedere che si spendono fiumi di inchiostro per “Cesena beach”, mentre nessuno ha mai parlato dell’ipotesi ventilata dall’amministrazione comunale di spostare stadio e ospedale. C’è chi l’ha liquidata come puro esercizio dialettico e chi, invece, l’ha ritenuta una sorta di fiume di parole pronunciate per distogliere l’attenzione. Invece no. Sono temi di strettissima attualità e che dovrebbero essere dibattuti in questo momento. Forse non si sta dando il giusto peso a un fatt è in fase di preparazione il piano strutturale che disegnerà la città del futuro. Ebbene, quando si parla di sviluppo non si può non tenere conto di una cosa molto importante: la Civitavecchia – Mestre. La rete stradale si farà e diventerà la terza autostrada italiana e farà di Cesena uno dei nodi viari più importanti d’Italia. E tutto ruoterà attorno a Pievesestina che sarà anche l’unica zona dove, presumibilmente, il futuro Prg potrà prevedere un ulteriore consumo del territorio. Ed è lì dove, eventualmente, si dovrebbero spostare stadio e ospedale. Ma dovranno essere spostati? Questa è una domanda alla quale non solo non è stata data risposta, ma che nessuno ha trattato. Perché? Eppure il tema è di quelli centrali per la città. Spostare il Manuzzi e il Bufalini (servirebbero non meno di quindici anni) significa ipotecare i Prg fino al 2040. Ormai è assodato che lo sviluppo della città, a parte piccoli casi, non possa passare attraverso l’ulteriore consumo del territorio. Quindi si deve puntare sulle riqualificazioni. La più importante ormai è pronta a partire. Stiamo parlando dell’ex Mercato Ortofrutticolo, un intervento urbanistico imponente che non solo cambierà volto ad una parte della città, ma potrebbe anche modificare l’asse cittadino con la zona Zuccherificio ed ex mercato che assumeranno sempre più importanza. L’investimento sarà importante e l’intervento andrà avanti per almeno quindici anni. Quindi potrebbe terminare quando ci potrebbero essere disponibili altre due grandi aree di riqualificazione: stadio e ospedale dove si concentrerebbero gli interventi edilizi dei successivi venti/venticinque anni. L’errore di sottovalutazione è un po’ lo stesso che si sta facendo sull’azienda sanitaria unica. L’impressione è che anche questo sia stato un argomento trattato senza la necessaria determinazione. Eppure non è una questione di lana caprina. In un momento in cui le risorse diminuiscono a vista d’occhio se si vuol cercare di mantenere un livello di servizi il più adeguato possibile è necessarie fare delle economie nei costi generali. E la prima cosa da abbattere è il costo della burocrazia e, quindi, l’unificazione delle Ausl porterebbe dei grossi vantaggi. Buona parte del mondo politico però ha avuto un approccio troppo timido. Ma, soprattutto, è stato colpevolmente silenzioso dopo la presa di posizione pilatesca da parte dell’assessore regionale alla Sanità. Carlo Lusenti ha chiesto ai territori di fare in fretta a decidere, ma ha aggiunto che è necessaria l’unanimità. Un errore che ha dato una forza incredibile ai signor no. I primi a mettere i puntini sulle “I” sono stati i riminesi. Sindaco e presidente della Provincia hanno condizionato il proprio parere favorevole ad una serie di garanzie per il loro territorio. La strada imboccata è quella giusta per non fare niente. Fra un po’ i veti incrociati bloccheranno tutto. Quindi ha ragione Ugolini quando dice che l’assessore regionale non deve “fare il guardone”. Arriva il momento in cui chi è delegato a farlo deve decidere.
Reset Modifica

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
  •   Author By :
  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 8:45 am
  •   In The Categories Of : Politica Locale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also reading...

La necessità di una nuova consapevolezza politica

Read More