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SOCIETA’ PER IL PATRIMONIO, SERVE UN VERO CONFRONTO

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido

Dopo averla annunciata per lungo tempo, l’Amministrazione Comunale ha deciso che la costituzione della Società per il Patrimonio va fatta in tutta fretta.

Presentata lunedì scorso in Commissione Consiliare, se ne propone la ratifica nel Consiglio Comunale di Giovedì prossimo, benchè molteplici siano le perplessità e le richieste di chiarimenti che abbiamo avanzato.

Ma cosa dovrebbe essere questa ormai famigerata Società per il Patrimonio? Una nuova Società a responsabilità limitata, completamente partecipata dal Comune di Cesena, per la valorizzazione e la vendita del patrimonio immobiliare; ad essa vengono conferiti beni che pagherà al Comune tramite l’accensione di mutui che rimborserà tramite la vendita dei beni stessi e i canoni di locazione.

Sulla necessità di trovare nuove forme di gestione del patrimonio comunale siamo in prima linea da anni: da tempo infatti denunciamo come la redditività dei beni concessi sia ridicola e la capacità di alienare risulti ogni anno pesantemente inferiore alle previsioni, in parte anche per scelte discutibili (vedi l’ex-colonia di Pinarella, difficilmente vendibile finchè non verrà approvato il nuovo piano spiaggia di quella zona).

La prima considerazione da fare è, quindi, che si vuole costituire una Società ad hoc perché si dà un giudizio complessivamente negativo dell’operato degli ultimi anni del Comune e del suo Settore Patrimonio riguardo a questi aspetti.

Da qui occorre partire, e da qui nascono problemi perplessità, ai quali accenniamo in forma ovviamente non esaustiva.

– Come sono state condotte le gare per l’individuazione della Società alla quale affidare lo studio di fattibilità e del professionista al quale affidare la perizia degli immobili conferiti?

– La Società per il Patrimonio avrà un amministratore unico che operativamente la guiderà: questo amministratore scaturisce da una rosa di nomi ed è oggetto di confronto tra maggioranza e minoranza? No, tanto è vero che ne circola già l’identikit.

Altri comuni hanno individuato questa figura tra i dirigenti interni all’ente, a Cesena pare si opterà per un commercialista, scelta quantomeno meritevole di discussione.

– L’operato di questa Società (contenuto nel Piano annuale delle attività e degli investimenti) sarà supportato e vagliato da un Comitato Tecnico con esperti e tecnici nominati dalla Società stessa e dal Comune, e sarà trasmesso solo per visione al Consiglio Comunale il quale, una volta approvata inizialmente Statuto e Convenzione, sarà un mero ratificatore di scelte prese altrove benchè riguardino tutta la collettività della quale esso è espressione.

– Si dice che questa società va costituita perché, al contrario del Comune, può vendere gli immobili in regime di IVA e quindi essere più appetibile per il compratore privato. In realtà i beni cosiddetti “strumentali”, quali negozi, capannoni, ecc, possono essere venduti con IVA anche direttamente dal Comune. Se questo è uno dei motivi principali per la costituzione della Società, sarà meglio riflettere.

– Si dice che questa società potrà contrarre mutui in deroga al patto di stabilità, e che potrà farlo in ragione del cospicuo patrimonio conferito (18 milioni di capitale sociale e 6 milioni di conferimento vero e proprio). In realtà, come provano recenti sentenze della Corte dei Conti e altri pareri, anche i mutui contratti da questo tipo di società vanno inseriti nel bilancio del Comune e quindi concorrono al raggiungimento delle soglie consentite.

Senza considerare, poi, che questa Società difficilmente troverà sul mercato prestiti vantaggiosi come quelli concessi alle pubbliche amministrazioni e che, essendo buona parte del capitale sociale composto dal cosiddetto “patrimonio indisponibile”, è da vedere quanto gli isituti bancari lo considereranno una garanzia reale.

– Se questa Società, i cui costi di funzionamento ancora non conosciamo precisamente, dovesse rivelarsi un flop, non potendo per legge ripianare le perdite gestionali con l’accensione di prestiti, farebbe ricadere il suo deficit interamente sul Comune che, per il principio del “controllo analogo”, sarebbe chiamato a risponderne.

– Sul personale effettivamente operante nella nuova Società si è capito ancora poco. L’ultima Legge Finanziaria prevede che “Le amministrazioni che, costituiscono societa` o enti……., sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti derivanti sul personale, adottano provvedimenti di trasferimento delle risorse umane……….e provvedono alla corrispondente rideterminazione della propria dotazione organica.”

Questa Società, per non sottostare ai vincoli imposti dai contratti di lavoro degli enti pubblici, cercherà personale all’esterno in maniera privatistica, come è previsto nel suo statuto? O verrà quasi interamente trasferito il personale del Settore Patrimonio? E, in questo caso, cosa diventerà il Settore patrimonio del Comune di Cesena?

Sono questi alcuni degli aspetti che riteniamo vadano approfonditi in un dibattito che coinvolga la città e chi la rappresenta.

Pretendere che in una riunione di poche ore si possa sviscerare con attenzione una vicenda come questa è inaccettabile, e poco cambia con l’indizione di un secondo incontro organizzato addirittura il giorno prima del Consiglio Comunale, senza possibilità di valutare con la dovuta calma le eventuali auspicate modifiche proposte.

Per questo, e dal momento che non ci sono scadenze o termini di legge entro i quali dover tassativamente giungere a pronunciamenti, i Repubblicani chiedono che tale decisione non venga assunta in occasione del Consiglio Comunale della prossima settimana, ma che si approfondisca il confronto tra le forze politiche, estendendolo anche alle organizzazioni sindacali e di categoria.

Di fronte a questa dimostrazione di buon senso non potremmo non partecipare con impegno e costruttività alla ricerca di soluzioni condivise.

Diversamente, se ancora una volta la Giunta e la maggioranza che la sostiene dimostrassero disinteresse per il confronto e il dialogo, dovremmo trarre la conclusione che una tale arroganza preclude qualsiasi tipo di rapporto, adesso e per il futuro.

Luigi Di Placido

Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:02 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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