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Serra. Renato per i cesenati

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Maurizio Ravegnani

Come ben dice la delicata e raffinata penna di Giacomo Comandini nello scritto pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita di Renato Serra, sulla rivista “Val Lamone” di Faenza, nel 1934: “Ma Renato era diventato, lui che aborriva dalnome, ”e professor”: così lo cominciarono a chiamare, a vent’anni, le persone di un certo ceto. Per tutti gli altri era allora,e rimase sempre,” Renato, natore”. Quest’ultima espressione era di solito usata dalla madre “con opportuno gioco di metatesi del suo nome”, come ben ci ricorda Alfredo Grilli.
Dalla gente di Cesena quindi, quella che sicommuoveva quando commemorava il Pascoli e il Carducci al Teatro Comunale, opronunciava l’orazione funebre in onore di Nazzareno Trovanelli , o ricordavaGaspare Finali, tanto per citare alcuni esempi, sapeva riscuotere grandeconsiderazione ed onore e tutti erano fieramente orgogliosi di quel giovane, vantodella Città. La partecipazione, di mente e di cuore, da parte del popolocesenate era grande e tutti si sentivano onorati di essere romagnoli. Tuttisappiamo quanto abbia amato la suaCittà, la sua Romagna, la sua gente. Quante le pagine d’amore dedicate a questo mondo, dette con tantasemplicità, gentilezza, sentimento, delicatezza, che tutti comprendevano esentivano come loro le avrebbero dette. ” Ma sono a Cesena,fra la gente che ioho sempre praticata; e dalla mia finestra usata l’inverno è meno squallido……”; …”e mi scoprìì in corpo….. una gran nostalgiadel mio paese, una gran voglia di buttare all’aria tutte le cartacce fiorentinee di tornare alla mia casa, alle mie dilettazioni fantastiche e serene, allamia bella Romagna.”; “ Del resto, io vivo in questa piccola città dove facciomolto liberamente il bibliotecario d’una silenziosa e superba libreriaquattrocentesca….”. “Come beatamente l’occhio si riposa su questa dolce terradi Romagna! ” Lui che si autopresenta così: ”Nato in Romagna, ma di altrosangue, che attraverso la madre lombardo –piemontese e il padre romagnolo, miviene da avi celti e inglesi così come italici, non ho niente di romagnolo……”amava questa terra e questa gente e neera ricambiato con una partecipazione corale. Tutti si sentivano in lui e cosìlo chiamavano “Renato”, con quel grandeaffetto unito però al grande rispetto che si nutre solo nei confronti dei“grandi”. Tanto che Enzo Grazzini,in quel famoso articolo pubblicato sulCorriere della Sera il 17 settembre 1953, grazie anche alla fortuna di avereavuto a fianco una guida eccezionale nella sua visita alla Cesena di Serra comeCino Pedrelli, dice: “Egli è invece, presente e vivo dietro le porte di ognicasa cittadina, in mezzo alla gente umile e incolta, con i vecchi e con igiovani, con quelli che lo conobbero e con quelli che hanno sentito parlare dilui…”
Diqui il titolo alla giornata di lavori che Venerdì 18 settembre due Associazioni culturali cesenati,” Paese Nuovo” ed “Energie Nuove”, cheda tempo parlano di Renato Serra e di Biblioteca Malatestiana, dedicheranno ad uno dei figli prediletti dellaCittà, amato da tutti. A dire il vero fuDenis Ugolini a lanciare per primo, in tempiassolutamente non sospetti quando fervevano ancora i lavori in Biblioteca,l’idea di un Premio internazionale dedicato a Renato Serra, da istituirsi in Malatestiana per promuovere e divulgarenel mondo quel binomio inscindibile rappresentato dal Serra e dalla sua“Libreria”.
Unincontro che si terrà dalle 17 in poi, presso quella sala che tuttii cesenati conoscono e chiamano affettuosamente “Rimbomba”, tal che non habisogno di commenti, per proseguire, dopo un buffet romagnolo, con altriinterventi e avviarsi alle conclusioni che saranno tenute dall’illustre Professor Marino Biondi.Un tributo d’affetto a più voci dalla sua gente,dal suo popolo. Un modoparticolare, al di là delle celebrazioni ufficiali, senza aver l’ardire disovrapporsi o di andare in competizione con alcuno. Ognuno degli autorevoli eillustri cesenati e non cesenati, cheringraziamo fin d’ora per aver accolto l’invito e condiviso l’idea, porterà una testimonianza, un ricordo, un aneddoto, unostudio, una ricerca, un aspetto della sua vita di uomo, con le sue debolezze evirtù, di critico, di letterato di “poeta, filosofo, mistico”come diceA.Grilli.
DaRoberto Casalini, Marino Biondi, Giordano Conti, Roberto Balzani, CosimoCeccuti, Daniela Savoia, PietroCastagnoli, Anna Lia Pedrelli, Riccardo Caporali, dagli artisti Silvano, cheesporrà un prezioso lavoro tratto dal”Diario di Trincea”e Silvano Tontini che presenterà un video e un suo progetto,sono già pervenute le adesioni e le conferme,mentre sono aperti rapporti econtatti con altre personalità cesenati per averli attorno a quel tavolo in cui si parlerà di Serra, in unaatmosfera particolare di amicizia, di intimità,di affetto, di sentimento, dicalore umano che “Renato” sentiva come indispensabile alla vita.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 12:12 pm
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