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Se Renzi muovesse così

     Giugno 27, 2017   No Comments

Lunedi 3 giugno abbiamo espresso qualche considerazione su Matteo Renzi: “Renzi e il semipresidenzialismo alla francese”. Lunedi 1 luglio, sul Corriere della Sera, il fondo di Ernesto Galli Della Loggia: “ La bulimia del candidato. Le mosse sbagliate di Renzi”. Data la cronologia diremmo che alcune delle autorevoli considerazioni che sono qui fanno eco alle nostre.  “ Sei mesi fa – scrive Galli Della Loggia –  l’Italia era completamente innamorata di Matteo Renzi: con lui il Pd avrebbe di sicuro vinto le elezioni alla grande”. Conveniamo.  Per il fondo del Corriere Renzi è talvolta però troppo disinvolto e magari anche straparla. “Ma al quale tutto si può perdonare grazie a quanto di positivo e di nuovo rappresenta. Perché alla fine, per la maggioranza degli italiani Renzi è questo: la promessa di un cambio di passo, di una rottura, di una reale diversità; una ventata di aria fresca”. Proprio per questo, continua Galli Della Loggia, è “incomprensibile quanto egli sta facendo da tre mesi, accettando…di essere coinvolto nelle manovre di un partito, il Pd, che è sì il suo partito, ma che per tantissimi versi è il suo contrario”, “ un partito campione di conformismo e di omologazione culturale laddove Renzi si fa forte (pure troppo!) della propria spregiudicatezza; il partito di quelli per antonomasia <politicamente corretti> mentre Renzi proprio da costoro è detestato. È singolare che oggi egli si faccia tentare dall’idea di diventare il segretario di un partito del genere”.  Su questa strada Renzi “consuma terribilmente l’immagine”. Secondo Della Loggia “il Pd sa bene che se vuole davvero vincere un’elezione politica altri candidati oltre a lui non ci sono (essendo francamente incredibile che ci sia qualcuno che pensa di convincere gli italiani a farsi governare da Fassina o da Civati)”. Per parte nostra, anche supportati da queste valutazioni di Galli Della Loggia, ribadiamo interamente quanto scritto il 3 giugno e che qui si può trovare pubblicato. Solo sintetizziamo questo: Renzi ha moltissimi nemici dentro il suo partito. E fuori non è detto che stia mantenendo lo stesso appeal di ieri. Anzi sta calando. Se pensa che per essere il candidato premier, il passaggio obbligato sia quello di diventare il segretario del Pd al Congresso, allora è bene sappia che deve avere un partito a sua immagine e somiglianza, altrimenti non regge molto. Impossibile. Se poi, il Pd, ritenesse comunque di candidarlo per la Presidenza del Consiglio (non avendo altri con cui sperare di vincere le elezioni, restando un simile sistema elettorale come quello attuale), in quel caso dovrebbe avvalersi di una schiera parlamentare di sostegno, anch’essa a sua immagine e somiglianza. Diversamente non regge molto neppure al Governo. Anche questo impossibile. Peraltro non stiamo facendo i conti con il fatto che oggi c’è Enrico Letta alla guida del Governo. Se Renzi, poi, diventasse una delle ragioni che mette in crisi il governo e causa nuove elezioni anticipate (magari con ancora questo “porcellum”) la sua strada sarebbe oltremodo in salita ripida. Non solo. Renzi deve anche stare attento alle prossime amministrative che riguardano anche Firenze di cui è Sindaco. Se si arriva a quelle elezioni senza che siano intervenuti cambiamenti sostanziali di situazione politica, egli rischia molto: il risultato elettorale non sarebbe ininfluente sul suo futuro. A quelle elezioni deve vincere e vincere bene. Non gli basterebbe solo vincere. E anche lì saranno molti che gli remeranno contro. Anche dall’interno del suo stesso partito e della sua cittadinanza. Non crediamo che Renzi sappia delle nostre considerazioni, né che intenda prestarvi attenzione. Ma noi continuiamo a ritenere che egli abbia una strada, la migliore, da dover seguire. Che peraltro  fa combaciare senza forzature le sue attese con la necessità incontrovertibile che ha questo nostro paese di riforma costituzionale. Sì, secondo noi, Renzi dovrebbe attestarsi con forza sulla richiesta di riforma costituzionale per arrivare al semipresidenzialismo alla francese. Misurare lo stesso governo Letta in ragione di come supporta e spinge verso questa soluzione. Deve condurre questa battaglia con nettezza e determinazione. Il suo positivo risultato non solo sarebbe una buona soluzione per l’assetto istituzionale del Paese, consentirebbe alla sua candidatura di muoversi senza gli ostacoli delle alchimie interne di partito ed interne e di composizione dei gruppi parlamentari che ne seguirebbero e che dovrebbero sostenerlo. Se si batte in questa direzione avrà consenso notevole (anche il nostro) per vincere e innovare, come dice di volere.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:42 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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