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Schematismi da superare

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Davide Buratti*

Mai come in questo periodo la politica è circondata da inter-rogativi. Dietro l’angolo c’è la fine del berlusconismo che po-trebbe portare con se una scom-posizione del quadro politico. E’ chiaro che le decisioni romane avranno delle forti ripercussioni a livello locale. La prima cosa da capire e se ci saranno due o tre poli. In questo momento gli interrogativi si concentrano su tre forze politiche: Pdl, Pri e Udc. Chi rischia la scomposizione è il partito di Berlusconi. A livello locale il partito della libertà sta vivendo un momento di immobilismo. Nella comunicazione il più attivo è Casali, un consigliere di quartiere. E questa è già una dimostrazione delle difficoltà. E’ chiaro che le strategie sono legate alle vicende nazionali e le difficoltà romane e del governo si ripercuotono a livello locale. Però, al momento, non si riesce a capire neppure quali potranno essere le strategie future a livello di uomini. Dopo due candidati “esterni” (Ugolini e Macori) dovrebbe essere ar-rivato il momento di valo-rizzare le forze cresciute nel partito. Al momento il più bravo è Cappelli che alle indiscusse capacità unisce un elemento che può solo far bene alla politica: l’assenza di prevenzione determinata dalle ideologie. Certi sche-matismi ormai sono fuori luogo in ogni senso, ma soprattutto a livello locale. In questo aveva ragione Denis Ugolini quando (più di dieci anni fa) proponeva di andare oltre la destra e la sinistra e suggeriva di concentrarsi sui problemi locali. <<Un parcheggio – di-ceva – non è ne di destra e neppure di sinistra>>. Fra due anni e mezzo ci sarà una tornata elettore molto importante. Il centro sinistra rischia. Non tanto a Cesena dove Paolo Lucchi sembra possa godere (almeno stando ai sondaggi) di una situazione tranquilla. Il rischio però lo corre in Comuni importanti. Primo fra tutti Savignano, dove il centro destra avrebbe vinto anche l’ultima volta se si fosse presentato unito. Mercato Saraceno potrebbe essere un altro dei comuni a rischio. Per il centro sinistra si potrebbe riproporre il pericolo Gatte nonostante un consistente vantaggio la vittoria è stata buttata alle ortiche a causa delle divisioni. A Mercato c’è una situazione simile, anzi forse ancor più incancrenita. San Mauro Pascoli è un altro Comune dove il centro sinistra non può sbagliare niente, a partire dalla scelta del candidato. Tutto questo ammesso (e non concesso) che dall’altra parte ci sia una coalizione coesa. Chi non pare correre rischi è invece Paolo Lucchi. Questo non vuol dire che non ci sarà un tentativo di allargare la coalizione. In questo caso, è chiaro, gli interlocutori naturali sarebbero il Pri e l’Udc. In questo momento, per il PD, è più facile immaginare un dialogo con i repubblicani in quanto i centristi sono molto vincolati alle scelte nazionali e, obiettivamente (nonostante le spinte dalemiane), non è facile immaginare un accordo fra Casini e il centro sinistra. Inoltre anche a livello locale i rapporti non sono idilliaci. Nonostante alcuni recenti ammiccamenti,quello fra Pri e Lucchi non sarebbe comunque un accordo facile. Tutte e due le componenti dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza e rinunciare a qualcosa. Pur essendo in una posizione di forza, anche il Pd dovrebbe fare qualche passo indietro. Non sarebbe facile, ma il Pd potrebbe prendere in considerazione questa ipotesi se l’accordo fosse a livello comprensoriale. Per il centro sinistra allearsi con l’Edera significherebbe ridurre in maniera considerevole i pericoli nei Comuni a rischio. Quindi il fine giustificherebbe i mezzi. Insomma, dovrebbe essere fatto quello che non fu fatto a Cesenatico dove il Pd ha fatto di tutto per perdere. Sapeva (i sondaggi erano chiari) che aveva un candidato debole (per problemi caratteriali) e quindi aveva un gran bisogno di allargare la coalizione. Per tanto tempo ha trattato con Pri e Udc. Alla fine non ha chiuso con nessuno probabilmente anche perché Panzavolta & c pensavano che nascesse il terzo polo. Invece tutti si so-no accasati con Buda, inoltre il centro sinistra ha dovuto fare i conti con la perdita di consensi provocata dal suc-cesso dei grillini. Insomma, una catastrofe che ha portato il centro destra a conquistare il Comune. Tornando ai discorsi sul fu-turo, per quanto riguarda il comprensorio Cesenate l’im-pressione è che un eventuale accordo debba essere com-preso in un pacchetto unico. E’ difficile che il Pd possa accettare una situazione a macchia di leopardo. Ma cosa farà il Pri? I repubblicani non hanno un’unica opzione. In sostanza ce ne sono altre due: allearsi col centro destra (come sarà?) sperando di ottenere il candidato a sindaco (soluzione che appare comunque molto difficile) o tentare la strada del terzo polo, ipotesi che periodicamente torna alla ribalta. Quest’ultima, anche alla luce delle possibili scomposizioni del Pdl e alle difficoltà della Lega (nell’ultima tornata elettorale ha pescato nel serbatoio di voti del Pri), elettoralmente potrebbe essere la soluzione migliore. Però darebbe un risultato elettorale difficilmente capitalizzabile per una serie di motivi. Il più importante è che così facendo l’Edera (rappresentanza politica che per dna è forza di governo) rischierebbe seriamente di restare, per la terza volta consecutiva, fuori dalla guida della città.

*Caporedazione di Cesena del Corriere Romagna

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:37 pm
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