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Rilievi su “Carta Bianca”

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Franco Pedrelli

La conosciamo,tutti la utilizziamo (almeno si spera!), ma non tutti sono coscienti dellevarianti assunte ultimamente. Bianca, morbida, in delicati strati, accarezza lenostre parti più sensibili, togliendo il merdume che è in noi, questa è lacarta igienica, la carta bianca per eccellenza.

È così chela governance cittadina ha inventato la sua originale formula denominata CartaBianca, con la quale accarezzare le menti più sensibili, togliendo loro ilcompito del troppo pensare, risolvendo le problematiche del giorno per giornocon questo nuovo modello: carta, perché supporto dove impressionare le idee; bianca, perché spazio bianco dariempire, ovvero come la carta igienica, da rotolo intonso a foglietti…scritti!

Carta Biancaè lo strumento col quale il Sindaco (il resto, dalla Giunta ai consiglieri dimaggioranza sono solo corollario) si rivolge direttamente alla cittadinanza,per chiederle cosa ne pensa del tal argomento, delle scelte da operaresull’altro, su quali siano le strade migliori che si debbano percorre su altroancora. Il Sindaco, che si autodefinisce pro-tempore, eletto direttamentedall’elettorato si sente in questo modo investito del diritto di avere ilrapporto diretto con la cittadinanza, tra l’altro poco importa se rappresentatada qualche decina di persone, magari contenente qualche simpatizzante ditroppo, in altre epoche indicate anche come truppe cammellate. Secondo questorapporto privilegiato, il Sindaco si sentirebbeautorizzato dal “popolo” intero nel fare ciò che in ultima analisiritiene più opportuno, come se risuonasse, molto stonato, ancora il grido dibattaglia di Pietro l’Eremita “Dio lo vuole!”.

La nuova formula di governo applicata dal Sindaco non è moltooriginale, ma sicuramente efficace, evita tanti confronti con i gruppiconsiliari, le associazioni e i corpi intermedi in genere. Utilizzata insvariate forme diverse durante quel periodo della nostra storia patria che vasotto il nome di Ventennio, oggi la troviamo sotto il diverso nome di Carta Bianca.Per fortuna, o sfortuna – dipende dal punto di vista – non abbiamo le folleoceaniche, ma il risultato sembra essere ilmedesimo, cioè quello di esautorare il Parlamento allora, il Consiglio Comunaleoggi, rivolgendosi direttamente alle “masse” allora, ai pochicittadini cesenati oggi.

Verrebbe da chiedersi a quale modello di democrazia facciariferimento Carta Bianca: alla forma diretta, molto sbrigativa ma inquietante,valida più che altro per i momenti rivoluzionari? Oppure a quellarappresentativa, che mi sembra sia quella in vigore nel nostro ordinamento?Perché allora eleggere i rappresentati dei cittadini, i consiglieri comunali,se poi si sceglie di rivolgersi direttamente agli stessi cittadini?

La questione non è banale, perché si chiede ai cittadini diesprimersi su argomenti che richiedono esperti e analisi di documenti nonfacili, approfondimenti adeguati, anche mediazioni, per giungere a sceltefinali delicate, che riguardano la gestione armoniosa della nostra comunità,sia nei tempi attuali che futuri. Azioni e dialettiche che ben si prestano adessere trattate in trasparenza nell’ambito di commissioni e assembleeconsiliari, preposte appositamente allo scopo, e che i cittadini hanno eletto.Fare diversamente, rivolgersi alla “folla”, semplificando il processodecisionale oltre natura, innesca pericolose derive, dove la ratifica delConsiglio Comunale riveste solo la copertura di facciata su scelteprobabilmente fatte altrove, che rimangono le scelte di una ben determinataparte, magari di una ristretta elite, se non di una persona sola, quella alcomando.

Il nostroSindaco è tutto all’infuori di un cittadino che si pone alla pari dei suoisimili. Partigiano, nel senso di parteggiare esclusivamente per una parte, lasua (sic) in senso altrettanto stretto, è troppo condizionato dal suo ego perpermettersi altre idee che non siano le sue. Un Berlusconi in sedicesimi, unRenzi in trentaduesimi e fermiamoci qui, perché altri riferimentirichiederebbero troppo sforzo matematico.

L’ultimosfoggio di Carta Bianca si è vissuto recentemente per le politiche di sviluppodel centro storico, quasi un’ora e mezzo di effetti speciali, che hanno fattoimbufalire non pochi di quei cittadini che attendevano di esprimere il propriopensiero, tra cui anche consiglieri comunali, vista la poca efficacia delConsiglio medesimo. Sono state presentate idee immaginifiche, tanto chequalcuno ha esemplificato Cesena come un luna park, con tante giostre edivertimenti per estraniarsi dalla realtà, per qualche ora. Altri si sonsentiti in dovere di esprimere la propria preoccupazione per gli stravolgimentipossibili, augurandosi che il Sindaco non sia il novello Nerone, che perriedificare Roma intese darla alle fiamme. È certo che il modo di governareCesena sta attraversando un periodo insolito, dove il termine Principe è parsoinadeguato alle ambizioni di grandezza, tant’è che si è saliti al rango diimperatore, Nerone appunto, saltando a piè pari quella di re, per esempio il ReSole. Come ciascun imperatore, non può tuttavia tollerare critiche al suooperato, si adira, diviene paonazzo, diventa permaloso, manda messaggini discontento. Questa volta al suo malumore si sono aggiunti altri episodi pocoedificanti, come quel personaggio locale bene in vista, in carica a societàpubblica, che si è sentito in dovere di dichiarare al commerciante critico checesserà d’essere suo cliente. E dobbiamo essere contenti, perché in altriluoghi si usa la testa di cavallo!

C’è dachiedersi in conclusione se quel 54% di voti dati alla lista del Sindaco sianostati per una carta in bianco, oppure volevano quel cambiamento reale edemocratico impersonato da Renzi. Sinora abbiamo avuto soltanto tante sessionidi Carta Bianca, forse l’unico tema che vedrà soluzione sarà il parcheggio delSacro Cuore, guai giudiziari permettendo. Il resto assomiglia molto alla cartaigienica, bianca solo nel colore.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 10:13 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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