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Quelli della memoria corta

     Giugno 27, 2017   No Comments

di P. Marcello

Quelli della “conventio ad excludendum”. Li ricordate? I comunisti che si lamentavano perché, secondo loro, erano pregiudizialmente esclusi dal governo del paese e vittime di infondate discriminazioni. E l’avevano data a bere ed ingoiare, come sempre sono riusciti, alla loro base e sostenitori. Ovviamente trascuravano un fatto da niente: che erano comunisti, antioccidentali, praticamente asserviti alla Unione sovietica che peraltro li ha continuati a finanziare anche dopo che c’erano state le “rotture” e le “svolte”, molte e trottolanti, di una lunga storia di lente e scarse evoluzioni. Il grosso di quella roba lì è ancora in gran parte il grosso del Pd, gli altri provengono dalle fila democriste che erano l’alternativa sistemica. Il Pd alla cui guida – che dire! non c’è un Amendola o un Napolitano come quello attuale; non c’è neppure un Berlinguer – c’è un Bersani, di ben altra stazza e che nell’ortodossia, più pedissequa, di quel partito là è stato lungamente irrigimentato, cresciuto e plasmato. E non è certo il caso nel quale l’allievo supera il o i maestri. Bersani ha voluto tenere a tutti costi una legge elettorale balorda (con balordissimo premio di maggioranza) perché sicuro di vincere ampiamente in base ai sondaggi della vigilia. Quel premio lo ha preso per il rotto della cuffia di uno zero virgola. Smuove tenerezza sentirlo dire che ha vinto. È incaricato per formare il governo. Non ha la maggioranza al Senato. Ce l’ha, per culo di porcellum, alla Camera. Corre appresso al populismo grillesco per avere voti parlamentari che da quelle stesse fila che cerca di sruffianarsi gli vengono negati. Ha posto il veto a collaborazioni con il Pdl. La campagna elettorale dovrebbe essere finita. Bersani anche nelle consultazioni continua invece a farla. Consulta di tutto, sicuramente per scopi elettorali, anche quelli inutili allo scopo cui lo ha chiamato il Capo dello Stato. Se la mena e ce la sta menando. C’è bisogno di un governo. Siamo in una condizione drammatica di vera emergenza. Metta insieme la maggioranza possibile. Senza discriminazioni. Per poco tempo, nemmeno un anno al massimo. Su poche cose. Almeno si faccia una legge elettorale più seria e democratica. E poi di nuovo a votare. Per fortuna c’è Napolitano. Se è per Bersani è come introdursi nella foresta dantesca. Bisogna rieleggere Napolitano. È più garanzia di altri. Si faccia il governo (Bersani o anche un altro, forse meglio), poche cose e riforma elettorale. Invece della nuova “conventio ad escludendum”, Bersani sia responsabile. Si provi da statista. È chiedere troppo? Forse non è nelle sue corde cotanto? Ci provi. Non dispiacerebbe che da lui arrivasse qualcosa che non fosse solo pettinare le bambole, smacchiare i giaguari, asciugare gli scogli e il resto del suo programma.

P. Marcello

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:40 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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