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Qualità dell’assistenza sanitaria e qualità della vita

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Maria Cristina Montanari

Recentemente l’agenzia Bloomberg ha pubblicato una classifica secondo la quale il Sistema Sanitario Italiano è primo in Europa e terzo nel mondo dopo Singapore ed Hong Kong.

Questa classifica, oltremodo lusinghiera per il nostro paese, rielabora e confronta i dati forniti da OMS e Banca Mondiale ed analizza 51 paesi caratterizzati da un’aspettativa di vita che supera i 70 anni.

Anche l’Università Bocconi, attraverso il rapporto OASI del 2013, ha stabilito che il  sistema sanitario nazionale si conferma come  “sobrio ed efficace” in quanto spende significativamente meno risorse rispetto ai Paesi europei e si trova in buona posizione anche rispetto ad indicatori di appropriatezza.

Nel panorama nazionale l’Emilia Romagna si trova in posizione elitaria, ma non per questo  è consentito dormire sugli allori: da più parti si sente infatti affermare che l’obiettivo è misurarsi alla pari in ambito europeo alzando in maniera sensibile l’asticella di riferimento.

La creazione dell’Asl Unica di Romagna deve rappresentare la risposta, nel nostro territorio, alla sfida della innovazione e dello sviluppo in un periodo di tagli di risorse; sfida resa più difficile da un aumento progressivo dei bisogni e dei costi dovuto sia al graduale invecchiamento della popolazione sia  al miglioramento delle conoscenze e della strumentazione tecnica sanitaria che ha ampliato le patologie curabili e non guaribili.

Questi elementi, ormai arcinoti, richiedono soluzioni organizzative diverse da quelle attuate sinora.

Siamo consapevoli che l’ASL Romagna rappresenta un laboratorio di innovazione a cui guardano gli altri territori in ambito regionale e nazionale.

Essa rappresenta infatti la quinta azienda sanitaria italiana per popolazione residente, tra le prime per superficie territoriale e numero di ospedali e deve garantire risposta alla domanda di salute di territori con caratteristiche diverse , che vanno dalla collina al mare passando da luoghi urbanizzati, volendo tener fede  al principio di equità per cui ogni cittadino residente ha diritto alla stessa opportunità di cura.

Occorre sempre più implementare l’integrazione organizzata che semplifichi sia l’accesso alle cure che la creazione di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali per patologia. Avere dei percorsi definiti con passaggio fluido e facilitato fra i vari servizi  sanitari ed eventualmente  sociosanitari, è importante non solo per le patologie più gravi o per i pazienti fragili, ma per ogni persona che si trovi a dover ricorrere all’intervento di sanitari.

E’ un progetto ambizioso quello del superamento di servizi aziendali frammentati ed in competizione e forse può sembrare utopistico tentare di oltrepassare vincoli e paletti normativi.

Anche la Commissione Parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN ha auspicato che”….Gli interventi sanitari e sociali devono essere più integrati e individualizzati per contenuti e risorse….  l’approccio integrato deve tradursi in una valorizzazione e remunerazione economica dell’intero percorso di cura del paziente, superando il concetto di rimborso per singola prestazione e/o per diagnosi…

Si tratterebbe di  una rivoluzione copernicana che mira ad allargare a tutti i settori del sanitario ciò che si tenta di fare nell’ambito della Salute Mentale con il “ budget di salute” ossia un portafoglio reso disponibile per un individuo, al fine di acquisire i servizi di cui necessita ed a cui ha diritto; un finanziamento strutturato sui bisogni, flessibile e non legato ad un tipo particolare di servizio o ad uno specifico erogatore.

In questo modello la sanità non girerebbe più attorno all’Ospedale o al singolo servizio sanitario , ma attorno alla persona accompagnandola e garantendole il minor impatto possibile nelle fasi della vita.

I medici di Medicina Generale dovrebbero esercitare un ruolo centrale, in quanto figure esperte sia della storia clinica dei loro iscritti, sia dei percorsi trasversali di cura, analogamente a ciò che avviene in Gran Bretagna.

I professionisti della sanità (o per meglio dire della salute) sono consapevoli di vivere un periodo cruciale ed ancor di più, per le ragioni già esposte , qui in Romagna.

Siamo  in attesa di veder definito l’atto aziendale che darà forma organizzativa a questa galassia ancora di consistenza per gran parte gassosa.

Attendiamo, oscillando fra sentimenti contrapposti che comprendono fra gli altri, apprensione, entusiasmo e  demotivazione. Entusiasmo per le opportunità di rinnovamento e sviluppo che sono in cantiere, apprensione per la paura che queste opportunità non vengano colte,  demotivazione per non essere coinvolti nelle scelte, dovendo operare giorno dopo giorno con punti di riferimento poco chiari.

Sinora, a quasi un anno dalla istituzione dell’Ausl unica di Romagna, è chiara solamente la proliferazione di livelli intermedi di responsabilità.

Intendiamoci: un’organizzazione così mastodontica non può non prevedere una declinazione piramidale per cui pensiamo e speriamo che questo sia stato solamente il primo passo di un  percorso, magari necessario, ma sicuramente non sufficiente.

A mio avviso occorre potenziare il controllo e lo sviluppo dei percorsi terapeutici e dei processi trasversali e non delle singole articolazioni organizzative, in modo da garantire un governo clinico orientato verso livelli di assistenza  ad intensità crescente.

Sia  come cittadina, potenziale fruitrice dei servizi in questione, sia come dipendente dell’azienda sanitaria vorrei che questa sfida epocale non venisse persa o mancata.

La qualità dei servizi sanitari e, nell’accezione più ampia, la qualità della vita fanno parte di quel fondamentale patto di convivenza civile che è il welfare e concorrono a rispondere in ultima analisi alla: “aspirazione ad una vita felice, con e per gli altri , in istituzioni giuste (Paul Ricoeur)”

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 12:08 pm
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

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