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Pronto soccorso e codici bianchi

     Novembre 29, 2017   No Comments

Energie Nuove – NUMERO 2 – novembre 2017

Pronto soccorso e codici bianchi

di Fausto Aguzzoni (Medico)

 

Recentemente è riapparsa alle cronache cesenati l’annosa e sempre irrisolta questione dell’accesso al Pronto Soccorso dell’ospedale “Bufalini” di Cesena e in particolare dell’elevatissimo numero di codici bianchi che rallenta l’attività del servizio di urgenza e produce lunghe file d’attesa nelle sale predisposte con evidente malcontento del personale sanitario, dei  pazienti e dei loro familiari. Ad un articolo online  di “Romagna post” sull’argomento ho risposto con un commento, ripreso poi dalla stampa locale,  scrivendo che il problema poteva essere risolto realizzando un ambulatorio per codici bianchi nei locali del Pronto Soccorso  gestito dai medici di medicina generale, utilizzando le risorse che l’Azienda Usl impiega per sostenere l’attuale servizio  prima H12 ed ora H10. Cosa significano queste sigle? E’ un servizio prestato dai medici di medicina generale che a turno, in locali in cui svolgono la loro attività le “Medicine di Gruppo”, garantiscono una presenza per 10 ore al fine di garantire l’assistenza di base quando il proprio medico non è presente in studio: “dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 un medico di base sempre disponibile per i cittadini, anche negli orari di chiusura dell’ambulatorio del proprio medico di famiglia” : così recita “salute.regione Emilia-Romagna”. Se non erro a Cesena gli ambulatori H10 sono 3: zona Oltresavio in Via Viareggio, zona giardini pubblici in Corso Comandini, centro città in via G. Finali. Altri sono sparsi nel territorio del comprensorio cesenate: a Gambettola, a Savignano, a Mercato Saraceno. Nato come tentativo per rispondere ad un bisogno reale e per deviare l’accesso al Pronto Soccorso di chi asserisce di non trovare il proprio medico negli orari in cui non è presente in ambulatorio, ha fallito pressoché  totalmente lo scopo. Non sono in grado di fornire dati precisi per cui la mia osservazione nasce dall’esperienza diretta di attività di MMG eseguita fino al 31.12.2015 nel comune di Cesena. Tali dati numerici riguardanti i medici impiegati, gli  accessi realmente accertati, il costo relativo possono essere richiesti all’Azienda Usl dalla competente commissione consiliare del Comune di Cesena se intenderà affrontare la problematica partendo da una conoscenza oggettiva dell’argomento, dal numero dei codici bianchi in Pronto Soccorso, dal numero dei pazienti che accedono al servizio H10 e le risorse economiche investite. A sostegno della proposta di realizzare un ambulatorio in PS per i codici bianchi ho ricevuto una nota di sostegno da parte di A.Burgini segretario di Cisl Pensionati a Cesena che fa, fra le diverse considerazioni, anche genericamente riferimento ad importanti esperienze esistenti di ambulatorio aggregato. Essa non ha lo scopo di ridurre l’accesso al Pronto Soccorso, che ha tanti e svariati motivi che meritano approfondimenti particolari  e che non possono essere oggetto di questo intervento. Partendo però dal presupposto che questi accessi ci sono, che non diminuiscono, che le persone che si presentano non possono per motivi medico legali essere respinte, che gli strumenti finora adottati non lo hanno ridotto, che occorre intervenire in qualche modo per sollevare il servizio di urgenza ospedaliera dall’appesantimento rilevante della massa dei codici bianchi, mi sono sentito in dovere di esprimere la mia “ricetta”. Il collega dott. Africo Morellini è intervenuto nei giorni successivi per dire che a suo parere il problema si risolve dotando gli ambulatori H10 di strumentazione adeguata come  elettrocardiografo ed ecografo per permettere un’attività diagnostica migliore. Come non essere d’accordo nel tentativo di sempre più qualificare la professione del medico di medicina generale (MMG)? A mio avviso è però una soluzione dai tempi lunghi, richiede investimento economico adeguato, richiede inoltre la disponibilità e la rapida acquisizione di necessaria competenza da parte dei professionisti e la presenza di personale infermieristico. Un mini tentativo ospedaliero in questi ultimi anni anni è stato realizzato con i medici pediatri di libera scelta che, in occasione di periodi in calendario con lunghi ponti, prestano servizio nel reparto di pediatria gestendo un ambulatorio che assomiglia a quello che vorrei si realizzasse per i codici bianchi: un ambulatorio gestito da medici di medicina generale, con la presenza di personale infermieristico, con la possibilità di richiedere accertamenti urgenti ritenuti necessari. Esiste quindi questa embrionale  esperienza che può essere interessante da valutare e che potrebbe rappresentare un utile apripista per tentare di liberare la struttura del Pronto soccorso dall’aggravio dei codici bianchi. Potrebbe essere inoltre  anche un’importante occasione di formazione sul campo per i medici di famiglia e della continuità assistenziale con maggiore soddisfazione dei professionisti, prestazioni più qualificate per gli utenti del SSN e rapporti  maggiormente collaborativi e di superiore qualità tra medici del territorio e medici ospedalieri. Ha infine la caratteristica di poter  essere realizzata in tempi rapidi utilizzando con maggior  profitto le risorse attualmente impiegate. Oggi l’informatica ci permette in breve tempo e con dati certi di possedere tutti gli elementi per le analisi del caso: bisogni, accessi, costi ed efficacia delle risposte messe in campo. L’importante è volerci guardar dentro e cercare nuove strade se le attuali sono senza uscita.

  •   Published On : 3 anni ago on Novembre 29, 2017
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  •   Last Updated : Novembre 29, 2017 @ 3:40 pm
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