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Problema reale o di percezione?

     Maggio 15, 2018   No Comments

Energie Nuove – NUMERO 1 – aprile – maggio 2018

Problema reale o di percezione?

di Luca Pieri

Mai come in questo momento la parola “sicurezza” è al centro dell’attenzione e del dibattito politico e pubblico. Sempre più spesso i giornali e i media riportano notizie riguardanti furti, tentati furti, atti vandalici, rapine, aggressioni e il senso d’insicurezza è crescente.

Qualcuno a Cesena continua ad affermare, statistiche alla mano, che il rischio sicurezza non un problema reale ma un fattore di percezione, è davvero così?

Al di là delle statistiche, pare proprio che i cittadini la pensino diversamente, e sottovalutare la questione sicurezza non può che portare a conseguenze politiche e sociali molto importanti.

Per quanto riguarda l’aspetto politico, gli elettori hanno dato un segnale chiaro attraverso il voto: basti pensare al recente esito delle votazioni politiche che ha visto ottenere i risultati migliori da quelle forze politiche che hanno messo al centro la tematica sicurezza parlandone in maniera chiara, diretta, molto spesso con toni forti e portando soluzioni semplicistiche solo con l’obiettivo di arrivare alla pancia degli elettori.

Per quanto riguarda le dinamiche sociali, i cittadini, a livello locale, sono sempre più attenti e si moltiplicano le esperienze frutto della loro partecipazione attiva; si pensi ai gruppi di sorveglianza di quartiere o ai progetti di collaborazione fra amministrazione, forze dell’ordine e abitanti per la mappatura delle aree critiche e l’elaborazione di piani di prevenzione e deterrenza. In alcuni casi i residenti dei quartieri mettono direttamente mano al portafogli ingaggiando compagnie private di vigilanza con contratti ad hoc (ovvero creano una sorta di consorzio di acquisto).

Nel nostro territorio possiamo trovare esperienze simili ovvero i gruppi di controllo di quartiere supportati dall’utilizzo di mezzi tecnologici quali l’applicazione per cellulari Whatsapp. Questo tipo d’iniziative sono al centro di un acceso dibattito volto a definirne l’utilità. A Cesena si contano diverse chat di sorveglianza di vicinato, una su tutte quella del Quartiere Cesuola, ma nessuna di queste esperienze è riconosciuta ufficialmente dall’amministrazione e al momento non si sa nulla su una possibile regolamentazione del fenomeno.

Altra storia per città come Cervia e Ravenna, dove le amministrazioni hanno riconosciuto questo fenomeno e l’hanno regolato ritenendolo un’opportunità per recuperare le regole di “buon vicinato” e di “attenzione sociale”.

In particolare nel comune di Cervia nel 2017, dopo un anno di gestazione e un periodo di sperimentazione, è partito un progetto di controllo di comunità (fortemente voluto dalla cittadinanza, e realizzato con la loro partecipazione) nel quale i cittadini residenti (118), divisi in 4 gruppi, ciascuno con due referenti, sono stati adeguatamente formati durante incontri con esperti delle forze dell’ordine e da comandanti della Polizia Municipale di comuni dove sono già stati adottati progetti simili. Il controllo di vicinato non prevede la realizzazione di ronde e/o interventi attivi in sostituzione alle Forze di Polizia. Il compito dei cittadini, nei gruppi di comunità, non è mai quello di intervenire in modo diretto per la sicurezza del territorio, ma fare una segnalazione “consapevole” attraverso tecnologie e mezzi attuali. I cittadini coinvolti devono mantenere un rapporto costante e diretto con i referenti, cui è demandato il compito di segnalare ogni informazione d’interesse per le Forze di Polizia e per le emergenze devono urgentemente telefonare ad esse ai numeri del 112 e 113, o alla Polizia Municipale. I residenti durante la loro normale routine giornaliera devono soltanto prestare attenzione a ciò che accade attorno a loro e segnalare situazioni sospette o insolite. Nelle aree soggette a questo tipo di controllo coordinato l’amministrazione ha adottato un’apposita segnaletica a supporto.

A Cesena l’amministrazione sembra puntare su altro, ovvero la task force antidegrado attiva solo di giorno in centro storico (nulla a che vedere con quella di Cesenatico, molto più numerosa e attiva anche la notte) e il faraonico progetto delle telecamere di videosorveglianza cittadina (le cui caratteristiche e costi di realizzazione fanno sorgere qualche perplessità). Saranno le soluzioni giuste per risolvere il problema sicurezza?

Ai cittadini l’ardua sentenza.

  •   Published On : 2 anni ago on Maggio 15, 2018
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  •   Last Updated : Maggio 15, 2018 @ 2:51 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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