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Parlando del centro e di parcheggi

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Federico Bracci

Daltema sempre caldo di Piazza della Libertà, alla visione complessiva del nostrocentro storico e della mobilità cittadina, provo a buttare giù qualcheconsiderazione.

Personalmentesono sempre stato convinto che una soluzione come quella della piazzapedonalizzata con sotto un parcheggio interrato potesse essere la soluzionemigliore e rappresentare una mediazione: alla luce del sole, una piazzariqualificata e ripensata come luogo di incontro, che offra l’idea di unacontinuità tra una parte e l’altra del centro contribuendo a non creare piùl’effetto di uno stacco; dall’altra un parcheggio sotterraneo che permettacomunque di mantere la sosta.

Premettendoche non parcheggio mai in Piazza della Libertà (credo di avervi parcheggiatodue volte in vita mia) e che, da studente che non ha sempre orari precisi comechi lavora, posso permettermi tranquillamente di muovermi in bicicletta, quandoil tempo lo consente, in motorino, di parcheggiare anche lontano quando prendola macchina o di utilizzare i parcheggi scambiatori, ritengo allo stesso tempoche vi siano determinate categorie di persone per cui un accesso di quel tiporisulti utile e penso innanzitutto a persone che lavorano e che hanno orarideterminati da rispettare durante la giornata, ad anziani e persone condifficoltà, ma anche semplicemente a famiglie in uscita con passeggini acarico.

Oggi lasituazione è sotto gli occhi di tutti, con un parcheggio sempre pieno che vedeun afflusso importante, anche di quelle auto che, pur sapendo non esservi postiliberi, si posizionano all’interno di quell’area in attesa dell’uscita diqualcuno o che compiono il famoso giro dentro e fuori le mura più voltecausando traffico e inquinamento. E’ evidente che con un parcheggio interratocome quello in discussione (come ve ne sono in tante città medio grandiitaliane ed europee) questo problema si esaurirebbe e le macchine una voltaparcheggiato terminerebbero di inquinare e appesantire il traffico. Stiamoparlando di numerose macchine a cui comunque va data una destinazionealternativa, anche  per evitare ilrischio che le stesse gravino su altre situazioni limitrofe interessate a lorovolta da movimento importante di auto in cerca di sosta.

Ma ladiscussione risulta povera se ci si sofferma solo su questo aspetto, perchèd’altra parte è assolutamente giusto creare una mobilità sostenibile nellenostre città, incentivando l’uso di mezzi pubblici e della biciletta. Per farequesto, e per chiudere allo stesso tempo le mura del centro, occorre potenziareil servizio di trasporto pubblico in modo che per una persona che abita inperiferia sia preferibile lasciare direttamente la macchina a casa (questoavviene nelle grandi città che sono dotate di una rete metropolitana checollega in tempo rapido tutte le zone) e ciò si può tradurre solo in più lineee a più orari anche per chi abita non in prossimità del centro.

Unanovità positiva di questi anni sono gli autobus scambiatori, senza dubbio unavalida alternativa al giungere in centro con la macchina e lo dimostra il fattoche stanno registrando un aumento di utilizzatori considerevole. Molti amici,che come me vanno spesso a studiare alla Malatestiana e a cui ho fatto presentequesta possibilità nuova, hanno apprezzato e utilizzano spesso lo scambiatoreper venire in centro. Un’estensione anche in altre aree di questo serviziosarebbe un incentivo ancora maggiore. Come lo è allo stesso tempo il collegamentodefinitivo delle piste ciclabili cittadine, che presentano ancora tratti  di discontinuità, ma che una volta terminatedaranno la possibilità ad ancora più persone di muoversi agevolmente con labici.

In ognicaso il punto fondamentale della questione, se si rinuncia ad un parcheggiocome quello di Piazza della Libertà, credo sia creare delle alternative. E lealternative sono tutte queste diverse situazioni e questi servizi checoinvolgono il trasporto pubblico, le ciclabili  e lo sviluppo di nuovi parcheggi, dei qualicomunque ritengo impossibile fare a meno. Parcheggi che vanno recuperati inquella zona di centro precisa ove vengono a mancare. E mi spingo ancora oltredicendo che se non possono essere interrati ben vengano anche fuori dalle murapurchè in quella porzione di centro e possibilmente la cui realizzazioneavvenga prima di quella della piazza.

Altropunto fondamentale poi è che un centro storico per funzionare deve essereattrattivo. Il recupero della Malatestiana realizzato in questi anni,affiancato dal progetto di sviluppo e riqualificazione delle tre piazze davantialla Biblioteca, restituiranno sicuramente ai cesenati un angolo di centro piùbello e da riscoprire. Indispensabile diverrà poi ciò che questi luoghipotranno e saranno in grado di ospitare, cioè il contenuto, la cultura, glieventi e tutto ciò che contribuisce ad arricchire il patrimonio umano diciascun frequentatore e turista. Ci sono veramente le potenzialità per fare diquesto centro un polo turistico di rilievo, e a volte mi piace immaginare che,come avviene in altre città anche estere, al turista che arriva possa esseremessa in mano da subito una mappa semplice e dinamica, ripresa anche in varipunti del centro, raffigurante  materialmente tutti gli angoli della culturadel nostro centro storico: dalla Malatestiana, al San Biagio, alla Rocca, alBonci ecc.. in modo da dare da subito un quadro di insieme e l’idea di  realtà tutte in comunicazione tra loro.

Daultimo mi soffermo su un’idea proposta da alcuni, tra cui il mio amico GabrieleBorghetti, riguardante il mercato cittadino.

Partodalla considerazione che il nostro è un centro abbastanza particolare seconsideriamo che la piazza grande (cioè Piazza del Popolo) non è situataesattamente al “centro” del centro, bensì in una posizione più laterale e ciòfa in modo che in realtà  il vero puntocentrale sia il Duomo e la Piazza Giovanni Paolo II, incrocio delle vie piùimportanti del centro.

Ciòdetto, abbiamo un mercato che si sviluppa dalla Piazza del Popolo sino a tuttoviale Mazzoni arrivando oltre a San Domenico: perchè non pensare di spostare ilbaricentro del mercato più verso l’interno, magari con un collegamento dipiazze? Spostare le bancarelle dentro potrebbe essere un’idea che, oltre aliberare la possibilità della sosta in viale Mazzoni anche nei giorni dimercato, otterrebbe soprattutto il risultato di avere la concentrazione dellepersone sviluppata lungo tutto il centro e non solo in quella parte. Ideasicuramente che necessita di approfondimenti, ma che potrebbe essereinteressante.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 10:11 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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