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PARCHEGGI SI’ O NO? UNA STERILE POLEMICA

     Giugno 26, 2017   No Comments

di Ubaldo Marra

Sullo sviluppo e rilancio dei centri storici, continuare nella contrapposizione “parcheggi sì – parcheggi no” porta alla sterilità totale del dibattito; del confronto; delle risorse; delle città.

Se fosse così facile dare una risposta ai problemi della mobilità, perché non fare parcheggi ovunque?

Il problema – si è sempre detto – è culturale: ogni essere umano vuole mettere la macchina davanti al luogo di destinazione: “dentro” il negozio; “davanti” l’ufficio o la propria abitazione; ovunque sia più comodo.

Ovviamente, questa comodità non esiste, in forza del famoso detto che “la libertà propria finisce quando inizia quella dell’altro”.

Quindi, dove metto la macchina io, tutti gli altri vogliono mettere la propria: non c’è spazio per tutti.

Si potrebbero costruire parcheggi per tutti?

No! Perché più parcheggi costruisci, sempre di più necessitano altri spazi per garantire la mobilità di tutti.

E’ ormai una legge affermata!

Del resto, basta riflettere: provate ad immaginare un altro nuovo grande parcheggio vicino alla stazione o all’autostrada!

Se si parte dai dati di utilizzo delle auto, sarà normale pensare che sarà sufficiente per quei pendolari che si recano fuori città.

Dopo poche settimane quel parcheggio sarà insufficiente. Perché?

Perché l’uomo è un essere individuale.

Quando non c’è spazio ci si organizza: in 3 andiamo a prendere il treno e uno dei 3 passa a prendere gli altri due. Si potrebbe definire car pooling volontario. Perché l’essere umano non è stupido!

Se è stato realizzato un nuovo parcheggio, in 3 andiamo a prendere il treno dandoci appuntamento al binario.

Questa legge si replica ogni volta in qualsiasi situazione, a qualsiasi latitudine.

E’ una verità incontrovertibile!

Allora, quale contributo può dare la mobilità alla sostenibilità urbana e, di conseguenza, allo sviluppo e al recupero dei centri storici?

Occorre una risposta coordinata che richiede una visione complessiva e proiettata in prospettiva.

Il discorso vale per Cesena, come per Forlì o Ravenna e comunque per tutte le città medie del mondo.

Occorre favorire l’avvicinamento dei centri storici in tutti i modi possibili per garantire una mobilità sostenibile, che sia fonte di sviluppo e non una causa di decesso per le attività commerciali e artigianali o addirittura delle residenze.

Non è necessario inventare nulla; forse ridisegnare!

Sicuramente occorre alimentare un’altra cultura, sia da parte dei cittadini, ma soprattutto di chi amministra le città e i territori.

E’ necessario essere consapevoli che il tema del traffico non si risolve con una sola azione: per esempio realizzando un nuovo parcheggio, oppure pedonalizzando una area urbana.

Occorre una serie di micro (e, tra l’altro, poco costosi) interventi, con progetti correlati tra loro:

definire zone pedonali off-limits a tutto ciò che si muove su ruote (sì anche le biciclette!);
realizzare sulle strade esistenti le nuove corsie ciclabili;
realizzare percorsi di rapido transito per gli autobus ed i mezzi di soccorso, su tutto il territorio urbano;
attrezzare adeguatamente gli spazi di attesa dei bus;
realizzare progetti di bike sharing, spalmando gli stalli sull’intero territorio della città;
realizzare progetti di car sharing e car pooling per l’intero bacino di riferimento;
predisporre un piano di logistica per la consegna “ultimo miglio” delle aree di pregio commerciale;
ridisegnare i percorsi di trasporto pubblico, portandoli a ridosso delle abitazioni e delle aree artigianali/industriali, nonché dei parcheggi esistenti;
incanalare il traffico attraverso i sensi unici finalizzati ad aumentare lo spazio per uso alternativo (nuovi parcheggi, nuove corsie ciclabili, ecc. ecc.);
prevedere l’ ingresso flessibile ai centri storici, coordinandolo con l’occupazione delle aree di parcheggio (nel senso che è inutile far entrare le auto se i parcheggi risultano pienamente occupati).

Questo decalogo dovrebbe essere condiviso da amministratori e cittadini unitamente ad una serie di provvedimenti che investono la gestione urbanistica delle città.

Alla scontata obiezione che “ci vuole troppo tempo per concretizzare gli interventi” sopra descritti, vorrei replicare che se ne è perso già troppo! con l’unico risultato di alimentare una polemica che non aiuta né il rilancio del centro storico né lo sviluppo della città, qualunque sia la città.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 26, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 26, 2017 @ 10:08 pm
  •   In The Categories Of : Opinioni

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