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OPINIONI. NEL FARE SISTEMA IL FUTURO DEL CENTRO STORICO

     Giugno 26, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido

  Ha ragione il Presidente della Confcommercio cesenate Augusto Patrignani nel chiedere un centro storico fruibile, vivibile, aperto.

Esattamente il contrario di quello che si è cercato di fare sino ad oggi.

Sono più volte intervenuto su questo argomento, sottolineando come la strategia degli ultimi decenni sia stata quella di accerchiare il centro storico con strutture commerciali dotate di molte attività e parcheggi gratuiti, nel tentativo di soffocare lentamente quello che molti enfaticamente chiamano “il vero centro commerciale della città”, salvo poi operare per il suo disfacimento.

Un centro storico che voglia essere fruibile, vivibile, aperto necessita fondamentalmente di due condizioni: una buona offerta commerciale e parcheggi al proprio servizio.

Sul primo aspetto, purtroppo, bisogna osservare come, la scarsa attenzione rivolta alla zona centrale della città abbia provocato uno scadimento complessivo della qualità dei negozi, non foss’altro per l’elevata mortalità dei medesimi e la scelta di molti di trasferirsi in zone divenute commercialmente più appetibili.

Capita di sovente, ormai, di imbattersi in negozi sfitti oppure oggetto di frequenti turnover, a segnale del fatto che, pur in presenza di numeri totali pressochè invariati, si è persa la robustezza del tessuto complessivo.

Il nuovo Foro Annonario, che peraltro vede presenti solo una parte dei tradizionali attori del mondo del commercio, può indubbiamente esercitare un ruolo di attrazione, sempre che venga sviluppato in maniera condivisa e non antagonista rispetto alle attività già presenti nel centro storico, e garantisca adeguata sistemazione a quelle attualmente operanti nella struttura.

Ma l’aspetto più critico e più discusso è quello relativo ai parcheggi.

La nuova Amministrazione del Sindaco Lucchi non ha perso occasione per ribadire la volontà di pedonalizzare completamente il centro storico.

Che fine hanno fatto le oltre 6.000 firme raccolte 10 anni fa a sostegno del parcheggio interrato in Piazza della Libertà? Che fine ha fatto il concorso di idee costato ai cittadini 30.000 Euro e vinto dall’attuale Preside della Facoltà di Architettura della nostra città?

Perchè, fino a pochi anni fa, il parcheggio interrato era uno degli obiettivi principali del programma dell’Amministrazione e ora è considerato addirittura un incidente di percorso? Tutto in quell’area sta cambiando, con ristrutturazioni e progetti di vario genere, tranne l’attuale parcheggio, che si vuole addirittura eliminare completamente e definitivamente.

Nel frattempo si è dato il via a veri scempi: il vergognoso parcheggio CAPS, fatto passare per un aiuto ai commercianti di Via Cesare Battisti e in realtà sufficiente a malapena per sopperire ai posti auto eliminati nelle vicinanze e supportare l’Associazione di categoria che si trasferirà all’ultimo piano dell’edificio, oppure il progetto del Parcheggio Osservanza, distruzione di uno degli ultimi polmoni verdi del centro cittadino, a due passi dal parcheggio del cimitero ampiamente sottoutilizzato.

E pervicacemente si continua a negare la necessità degli unici due parcheggi veramente necessari: Piazza della Libertà e Lugaresi, con quest’ultimo che aiuterebbe l’area mercatale e intercetterebbe il flusso veicolare proveniente dalla vallata del Savio.

Un ultima considerazione voglio dedicarla ad un tema che mi è caro da molto tempo: la necessità di creare un vero e proprio “sistema” tra pubblico e privato, con una cabina di regia condivisa, che faccia fare alla nostra città il salto di qualità, anche dal punto di vista turistico.

E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, come a tutt’oggi le iniziative risultino spesso episodiche e scollegate, prive di una visione d’insieme che unisca e valorizzi le numerose potenzialità che la nostra città potrebbe dispiegare, di giorno come di notte.

E pensare che sono tante le realtà che potrebbero essere coinvolte: attività commerciali, attività di ristorazione e intrattenimento, alberghi, pubblici esercizi, strutture sportive, Cesena Calcio, Carisport, Fondazioni, Università, insieme a tutte le strutture pubbliche quali Conservatorio, Teatro Bonci, San Biagio, Malatestiana. La portata esplosiva di tali sinergie è facilmente intuibile.

Avere negozi aperti nei giorni festivi e la Biblioteca Malatestiana chiusa (giusto per fare un esempio), è una contraddizione che dimostra come manchi una vera concertazione, capace di mettere in rete esperienze, professionalità, risorse.

Su questo la politica si deve mettere in gioco insieme alle Associazioni di categoria, in un confronto che, fuori dalle partigianerie e gli interessi corporativi, dia alla nostra città uno spessore veramente turistico.

Avremo il coraggio e la capacità di giocare una simile scommessa?

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 26, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 26, 2017 @ 9:53 pm
  •   In The Categories Of : Opinioni

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