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Occorre più che una riforma

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Denis Ugolini

Non sarà un normale Congresso quello del prossimo 19 gennaio per il PRI di Cesena.

Non deve esserlo. Ma dipende dalla consapevolezza e dalla responsabilità con le quali lo affrontiamo. Il PRI non è più quello che è stato. E ancor meno lo sarà, in futuro. Negare questa evidenza non serve a nulla. Se non accettare, seppur inconsapevolmente, un processo tutt’altro che lento di eutanasia. Consapevolezza di cosa, quindi? Dei profondi ed anche radicali cambiamenti intervenuti nel corso di questi ultimi anni. Intorno a noi. E per quel che riguarda il Partito stesso.

Un’evidenza dura e cruda è questa: nel prossimo futuro assai difficilmente il Partito sarà presente da solo e con il proprio simbolo in elezioni per il Parlamento nazionale. Già non lo è con questo attuale sistema elettorale. Ancor più non lo sarà con un eventuale altro fra quelli di cui si sta discutendo.

Difficile quindi percepire il partito e la sua politica con lo stesso modo con il quale era possibile individuarlo e percepirlo in passato. Senza una forte visibilità e senza una forte autonoma iniziativa poltica il rischio serio che si corre è una progressiva emarginazione di fatto fino alla riduzione a minimissimi ed insignificanti termini di presenza. E dire che della cultura, di grande valore e di grande modernità, di cui sono portatrici la storia e la tradizione dei repubblicani vi è e vi sarebbe enorme bisogno. Ne sono convinto. Essa non solo è di assoluta attualità ma corrisponde appieno e al meglio alle esigenze vere del più autentico interesse generale del paese e di una moderna democrazia come vorremmo fosse la nostra. Allora bisogna ragionare a come tener viva e attiva quella cultura poltica nel contesto mutato. Senza questo innovativo impegno essa finirà per ritrovarsi solo in qualche scaffale di qualche libreria e biblioteca private. Dobbiamo mettere le nostre riflessioni ed il nostro impegno in sintonia con l’obiettivo di essere parte attiva, insieme ad altri, con i quali sono molti ed ampi i motivi di comune identità culturale, per dare forma ad una forza politica che sia in grado di misurarsi con le sfide che ci circondano. Occorre una capacità ed una possibilità reali di essere dentro il dibattito e la politica di ogni giorno. Dobbiamo pensare il partito ed il suo futuro in questa direzione. Non possiamo fare a meno di una simile prospettiva.

Un tema forte. Da porre a noi, al nostro congresso e anche all’intero partito.

Sul piano della politica locale dobbiamo avere piena consapevolezza che occorre rilanciare una grande cultura amministrativa. La nostra realtà economica, sociale e civile ne ha bisogno. Tutto sta a far sì che parte ampia di questa realtà possa sentire, essa stessa, questa esigenza e avere questa convinzione. Non è questione estetica e di semplice marketing. Di un mero presenzialismo che finisce ad un mero rango testimoniale. Passato il 2008 appena iniziato ci saranno subito le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e del nuovo Sindaco, nella primavera del 2009. Una tappa importante, ma non ultima, di una prospettiva di rilancio. Il Congresso deve essere capace di indicare con pienezza questa prospettiva di medio e più lungo tempo. E deve indicare l’azione e gli obiettivi coerenti con essa che intanto devono caratterizzare il tempo – poco –che ci separa dalla scadenza del 2009. Un lavoro impegnativo. Perché non si tratta solo di indicare alcuni importanti contenuti programmatici essenziali per dare efficacia ad una innovativa azione amministrativa e di governo locale. C’è anche una grande questione culturale. Di libertà. Di allentamento della rigida presa del sistema di potere che comprime la nostra realtà. Questione di tutta evidenza. Richiede un impegno politico attrezzato, aperto, chiaro. Richiede una cultura liberale vera, di contro a dichiarazioni su liberalismo e liberalizzazioni che lasciano il tempo che trovano, anche perché spesso provengono proprio da formazioni il cui bagaglio culturale, ancor oggi, tutto è tranne che liberale. Cesena deve poter essere una realtà più aperta, più concorrente, più libera. L’istituzione Comune deve essere non “cosa” di qualcuno, ma riferimento, certo, efficace, equanime e di garanzia per tutti. Ad uno sviluppo di cui siano protagonisti i giovani serve una istituzione efficiente, moderna e non parziale. Noi dobbiamo puntare ad una proposta politica di grande chiarezza e concretezza. Estranea a schemi ideologici. Estranea a schematismi di semplice intruppamento. Una opposizione culturale allo statu quo che sia espressione di moderna cultura di governo. Se davvero nel panorama politico, anche locale, si muovono novità significative che di “europeo” non abbiano solo una etichetta posticcia, allora non ci mancheranno interlocutori con i quali dialogare e rapportarci. Così come noi siamo e saremo interlocutori.

Ciò che necessitano questi due fronti di riflessione e di impegno non può non rendere importante il nostro Congresso. Tutt’altro che una semplice scadenza di routine. Occorre più che una riforma. Ma dipende da noi. Vedremo.

 Denis Ugolini

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 8:56 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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