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Non si può tornare indietro

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Giuliano Zignani

Se dovessimo oggi definire con un aggettivo il momento storico e culturale che sta affrontando il nostro Paese potremmo usare solo un termine: decisivo. Quello che sta accadendo e che è accaduto a livello politico in questi ultimi mesi è l’evidente segno di un ineluttabile cam-biamento che il cittadino ha maturato nel modo di pensare, di vedere e soprattutto pensare la Politica. Politica intesa come un pensiero, un’idea che, se concretizzata porta a un cambiamento positivo per una collettività. Politica intesa come capacità di una classe dirigente di riappropriarsi della propria visione di un Progetto “positivo” per la propria collettività attraverso una transizione che porti a un “nuovo benessere” o, quantomeno, a un maggiore benessere. E proprio il nostro Paese sta attraversando una fase di transizione che coinvolge tutti i sottosistemi che lo compongono e che compongono il nostro agire comune. E’ innegabile come il nostro sistema produttivo si stia drasticamente evolvendo, stia mutando dando vita anche a storture inaccettabili. Stessa cosa vale per il nostro sistema di rappresentanza e per il modo in cui i cittadini intendono la “rappresentanza” e la partecipazione democratica alla vita pubblica. E’ evidente che con le ultime elezioni il Paese, nel suo insieme ha voluto dare alla classe dirigente un segnale, un ultimatum: “… è tempo di passare dalle parole ai fatti …” Non possiamo sottovalutare il risultato ottenuto dal Movi-mento 5 Stelle nelle ultime elezioni e, per comprendere cosa stia a monte di quel successo, dobbiamo com-prendere non tanto i singoli messaggi che il suo Guru ha lanciato, ma piuttosto quale sia la radice della proposta “Grillina” ovvero: “basta pa-role è tempo di fatti, basta proposte vogliamo azioni”, questo il messaggio ricevuto, condiviso e sostenuto da tante persone. Da questa premessa potrebbe apparire azzardato saltare alle questioni locali e parlare di sanità e azienda sanitaria unica romagnola, ma se ci riflettiamo bene di fronte alla nostra comunità locale si pone il medesimo schema che tanto disturba i cittadini. Dobbiamo comprendere, prima di entrare nel merito dei temi di oggi, che non esisterebbe nulla di più disastroso in tutta la discussione sull’Azienda Sanitaria Unica di Romagna, se non dopo tante parole e dopo tante promesse, quello di rivolgerci ai cittadini sostenendo che si è giocato, che tutta la discussione era in realtà figlia della solita politica urlata e propagandata. Dobbiamo cioè essere tutti consapevoli che la via è tracciata e che il percorso che porterà all’Azienda Sanitaria Unica di Romagna ha quale unico obbiettivo quello del miglioramento del benessere e dei servizi rivolti al cittadino. Se oggi qualche amministratore, qualche politico o chiunque altro, tornasse indietro rispetto a questo percorso (che peraltro ha visto a diverso titolo e in diverse occasioni l’approvazione di tutti siano essi amministratori e/o politici) dovrebbe ammettere che l’unico scopo e l’unico obbiettivo che lo guida è non il benessere della propria collettività ma quello di ritagliarsi un posto da protagonista nel panorama politico/amministrativo locale, lo fa contro l’interesse della collettività e col solo fine di un tornaconto individuale a scapito dei cittadini della Romagna stessa. Venendo infatti a tematiche ben più interessanti che il protagonismo di pochi credo sia giunto il momento di comprendere come potrebbe evolversi la discussione nelle prossime settimane e mesi. Sicuramente la esigenza prima per la concretizzazione del percorso intrapreso sarà quello della emanazione di una Legge Regionale che di fatto istituisca l’Azienda Unica di Romagna. Affinché il percorso possa essere “vissuto” e condiviso come dovuto, e affinché si possa avere un’unica Azienda dal primo di Gennaio 2014, questa Legge dovrebbe trovare applicazione almeno entro le prime settimane di Luglio. La Legge che, naturalmente dovrà essere discussa con le Organizzazioni Sindacali e con tutti gli interlocutori della nostra Regione dovrebbe affrontare la creazione della “Macro Struttura della nuova Azienda”, ovvero dare quelle direttive per creare le fondamenta dell’AUSL di Romagna. Fatto ciò, entro autunno, si dovrebbe entrare concretamente nel vivo della fase costituente l’Azienda, ovvero la definizione dei Modelli organizzativi e del “Piano industriale” che darà vita e forma in concreto al nuovo soggetto. La UIL e con essa Energie Nuove sin dall’inizio hanno creduto in questo progetto, progetto che pare ancor più indispensabile oggi, in presenza cioè di un contesto Nazionale, in cui le risorse scarseggiano ogni giorno sempre più e in cui tanto i cittadini quanto i la-voratori necessitano di cer-tezza sia per la propria occu-pazione sia, ancor più, per la garanzia di continuità di quel Welfare che ha reso grande il nostro Paese e, ancor più, la nostra Regione.

Non possiamo quindi in alcun modo lasciarci scappare l’occasione di salvare la Sanità Emiliano Romagnola dalla tagliola in cui sempre più drammaticamente sono costretti i nostri servizi.

Dobbiamo avere il coraggio, non solo di pensare in grande, ma di credere e lavorare in grande. Dobbiamo avere il coraggio di amministrare e concretizzare quella “Politica”, di cui ho parlato all’inizio, nell’interesse e per il bene di tutti noi, ricordandosi sempre di non cadere nel tranello del-l’egoismo e del proprio tornaconto come un grande pensatore quale fu Spinoza seppe ottimamente rappresentare: “Gli uo-mini sono ben lungi dal poter essere facilmente guidati dalla ragione; ciascuno è sospinto dai suoi personali impulsi al piacere e gli animi spessissimo sono a tal punto dominati dall’invidia, dalla collera che nessun posto resta per la capacità di riflettere e giudicare”.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 8:54 am
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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