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Non rinserrarsi nel mugugno

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Emanuele Chesi

L’inattesa pioggia di voti per il Pd di Matteo Renzi ha indubbiamente favorito anche la vittoria elettorale di Paolo Lucchi e del centrosinistra alle elezioni comunali di Cesena. Un successo ben più ampio di quello atteso anche sulla base di un sondaggio interno che dava i democratici cesenati sufficientemente oltre il 50%. L’opposizione, comprensibilmente, ha accusato il colpo. La coalizione di centrodestra, seppure allestita con estremo ritardo a ridosso del voto, si era presentata sufficientemente compatta e con le carte in regola per porsi come solida alternativa. I grillini puntavano con buone ragioni a costringere il Pd a uno storico ballottaggio (e l’esperienza di Livorno, dopo quella di Parma, ha dimostrato che a quel punto tutto può succedere). Il largo margine di Lucchi ha gelato tutte le ambizioni. Ma, a quanto emerge dalle prime analisi del dopo-voto, non ha impartito la ‘lezione’. Nel senso, invece di interrogarsi sulle carenze della proposta politica, le minoranze (specie quella di centrodestra) hanno arzigogolato ragionamenti difensivi (o peggio, autoassolutori) sul ‘peso’ del regime di sinistra sul risultato elettorale. Una sorta di consenso bulgaro (d’antan), cioè fatto di paura e convenienze, che bloccherebbe il ricambio democratico. Ora, se non si vuol ricorrere a una spiegazione antropologica della sudditanza cesenate al centrosinistra (una sorta di schiavismo politico congenito?), è chiaro che una tesi del genere è facilmente smentita dai fatti in tutta Italia. Molte roccheforti rosse — molto più forti e molto più rosse di Cesena — sono crollate rapidamente o conoscono da tempo continue alternanze di potere.
Dunque, nonostante il risultato, l’alternativa è possibile a Cesena come ormai ovunque in Italia. E la mancanza di voti non può essere scaricata sugli elettori.
Ma se il cosiddetto regime è una tigre di carta, anche da parte dei cittadini cesenati deve nascere una presa di coscienza sulla necessità di non rinserrarsi nel semplice mugugno. Perdipiù spesso anonimo (un problema che si tocca con mano nelle rubriche delle lettere dei giornali locali). La critica,anche aspra, è il sale della democrazia. E il coraggio civico è necessario a far crescere il protagonismo dei cittadini oltre le consunte barriere partitiche. Da anni tutti concordiamo con l’immagine di una società civile ricca di energie bisognose di esprimersi sulla scena politica. E’ ora di farsi avanti. Partecipazione e trasparenza sono gli slogan che campeggiano sulle bandiere di molti partiti e movimenti. E’ bene che i cesenati li prendano in parola.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 9:07 am
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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