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Non c’è progettazione. Non c’è confronto

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Davide Buratti*

“C’è infine una crisi tutta italiana, figlia dei guai dell’Occidente, dei guai europei e di una lista infinita di guai propri. Il nostro povero Paese è stato smembrato in mille fazioni, ciascuna coi propri privilegi, coi propri malvezzi. Tutti contro tutti a difesa dei mille particolari. Questo alimenta il vento sempre più forte dell’antipolitica mentre, paradossalmente, ci vorrebbero i cari vecchi partiti di una volta per cercare di tenere un po’ assieme la situazione, mediare, aiutare a ragionare, compensare”. Lo scriveva mercoledì 25 gennaio Lorenzo Spignoli, sindaco di Bagno di Romagna, sul Corriere di Romagna (edizione Forlì – Cesena). Il primo cittadino bagnese esprimeva malessere nei confronti del Parlamento “negli ultimi vent’anni – scriveva – ha sbagliato su scelte importanti, dalle riforme riguardanti gli enti locali alle leggi elettorali”.

Tutte posizioni che possono essere condivise e soprattutto analizzate. Una profonda analisi, a nostro avviso, dovrebbe partire dai problemi della politica. Spignoli ritiene si debba tornare ai “cari, vecchi partiti”. Non sappiamo se sarebbe quella la panacea di tutti i mali. Rileviamo, però, che il livello di incomunicabilità fra partiti ha toccato il punto massimo. Questo non vuol dire che si debba, per forza, tornare ai “caminetti” di una volta. Il problema non è il luogo, ma il metodo. Manca la comunicazione perché non c’è progettazione. Adesso non c’è confronto, c’è scontro. Il dialogo non passa attraverso il confronto su una diversa visione programmatica della città o della cosa pubblica. Adesso c’è lo scontro. L’opposizione deve dimostrare che la maggioranza sbaglia e viceversa. Il tutto però partendo da un presupposto: quello che fa l’avversario politico è sbagliato. Non può essere così. E’ chiaro che le differenze sono il succo della politica, ma le diversità possono essere valorizzate solo se si supera l’attuale clima di muro contro muro. Non serve il consociativismo. Chi vince deve governare e chi perde stare all’opposizione. E’ necessario più dialogo che, necessariamente, debba partire dalla programmazione politica. Ci si deve confrontare sui progetti. Altrimenti, ha ragione Spignoli, si alimenta il vento sempre più forte dell’antipolitica. Un movimento del quale non crediamo ci sia bisogno. L’esempio viene da Grillo. Ha creato un movimento che intercetta il malcontento degli elettori. Ma che, al di là del populismo, non ha quelle capacità programmatiche che sono l’essenza di una forza politica. La dimostrazione arriva dalle esperienze (pochezze di proposte) nei consigli comunali di Cesena e Cesenatico.

In momenti difficili come quello attuale finire nella deriva populistica è sempre più facile. Soprattutto se i partiti non hanno più la capacità di intercettare il malessere. Del resto è logico: se la politica cerca solo ed esclusivamente lo scontro, l’elettore è portato a scegliere chi della protesta e dello scontro fa la sua unica bandiera politica.

Per riconquistare credibilità i partiti devono tornare in strada, ma con uno spirito diverso: raccogliere il malessere per poi trasformarlo in proposta politica programmatica. Quindi nelle sedi istituzionali, non (o non solo) davanti a un caminetto, confrontare i diversi progetti. Quando l’opposizione non condivide una soluzione elaborata dall’amministra-zione comunale dovrebbe aver la capacità di percorrere una doppia strada. Da una parte contestare con forza la proposta dell’amministra-zione comunale. Nello stesso tempo, però, devono avere la capacità progettuale di proporre soluzioni che possano migliorare il nuovo progetto. Entrare in questo ordine di idee non significherebbe approvare la decisione che è stata presa, ma prendere atto che le cose sono cambiate e cercare di contribuire a migliorare il nuovo progetto. Ognuno, poi, con la propria parte se la “venderebbe” come vuole.

Sarebbe fondamentale non trovarsi di fronte un muro di gomma. Continue e ostinate chiusure sono demotivanti. Quindi l’elasticità mentale sarebbe indispensabile da parte di tutti. Anzi dovrebbe essere l’elemento principale per una nuova stagione politica che, per certi versi, potrebbe assomigliare moltissimo a quella passata.
*Caporedazione di Cesena del Corriere Romagna

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 8:43 am
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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