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MOSCHEA, REGOLE E GARANZIE CERTE

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido

Crediamo che qualsiasi argomento di valenza pubblica, per permettere ai cittadini di esprimere una valutazione precisa, vada sviscerato nella sua completezza, vadano cioè chiariti, da chi ha questo compito, tutti gli aspetti.
Questo vale anche per il nuovo insediamento della moschea a Cesena
Come giustamente ricorda il Consigliere Comunale dei Verdi Davide Fabbri, da tempo l’argomento è all’ordine del giorno, anche se mai, e ripetiamo mai, l’Amministrazione Comunale di Cesena ha avuto il coraggio politico di chiarire con quali modalità intendeva risolverlo.
Ora viene proposto un centro di cultura islamica nell’area artigianale di Torre del Moro.
E’ possibile che di questa ipotesi l’Amministrazione non sapesse nulla, e che gli acquirenti abbiano impegnato una consistente somma di denaro, senza premurarsi di chiedere anticipatamente delucidazioni sulla fattibilità della loro iniziativa?
Certamente no.
Fatto sta che, ad oggi, la situazione è questa: una organizzazione islamica, si dice affiliata all’ UCOII, è proprietaria di un immobile e ne chiede la modifica di destinazione d’uso.
L’area è inserita in un Piano degli Insediamenti Produttivi, quindi convenzionata, la cui assegnazione cioè viene fatta previa sottoscrizione di una convenzione in base alla quale vengono definiti gli obblighi.
In essa sono definiti il prezzo di cessione, sul quale l’Amministrazione deve esprimersi per impedire speculazioni, e gli altri vincoli riguardanti l’attività che si insedia.
Alla luce di tutto ciò, ci domandiamo se può essere concessa la modifica di destinazione d’uso solo previa presentazione di una DIA.
Manteniamo parecchi dubbi a riguardo.
Non possono, infatti, essere portati a sostegno di una risposta positiva, le soluzioni date ai Testimoni di Geova e agli Avventisti del Settimo Giorno, le cui strutture sono state collocate in area per attrezzature, quindi assolutamente compatibili con la funzione dei luoghi di culto.
Anche ammettendo che si riesca a trovare l’escamotage, quale tipo di convenzione verrà stipulata? Quale è la proposta dell’Amministrazione Comunale?
La risposta a quest’ultimo quesito è determinante per un giudizio definitivo sulla vicenda.
Il PRI ha proposto di uniformare la convenzione agli obblighi costituzionali, stabilire cioè che non si possano professare principi in contrasto con la nostra carta fondamentale (parità dei sessi, delle religioni, degli stati, ad esempio).
Chiediamo con forza questo impegno perchè è noto come l’UCOII non firmò il documento proposto a suo tempo dall’allora Ministro Amato proprio per non rinnegare alcuni pericolosi principi che, partendo dall’inuguaglianza dei sessi e delle religioni, arrivano a negare lo Stato di Israele.
Non è il caso di sollevare questioni sociologiche o paventare fenomeni di intolleranza, e non serve agitare vecchie demagogie, non sta qui il punto.
Occorre invece, con grande senso di reponsabilità e senza alcun tipo di retorica, affermare il principio secondo il quale la vera integrazione è fatta di tolleranza ma parte dal rispetto delle regole, che, proprio perchè tali, devono valere per tutti.
Dispiace che, ancora una volta, l’Amministrazione Comunale affronti in maniera superficiale un argomento importante, sempre che di superficialità si tratti: nasce infatti il sospetto che si cerchi scientemente di tenere le vicende sotto traccia fino al loro definitivo compimento, sperando che non assurgano agli onori della cronaca.
In un caso o nell’altro non c’è da stare per niente allegri.
Luigi Di Placido
Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:02 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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