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Mettere in moto un confronto più alto

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Maicol Mercuriali*

Avete presente l’imitazione che Maurizio Crozza fa di Mario Monti? Quella voce monotona, robotica, senza sussulti su cui fa perno il siparietto del comico suggerisce un messaggio: parlare delle iniziative urgenti che servono al Paese è una roba noiosa. Parecchio noiosa. E così tutti criticano la distanza che l’esecutivo dei professoroni ha dalla vita reale e quotidiana della gente. Ma lasciamo stare la politica nazionale e guardiamo in casa nostra. Da noi non c’è il Monti della situazione e, prodigio di un’equazione politica, il dibattito politico-amministrativo non tocca i temi importanti per il futuro di Cesena e della Romagna.

Ovvio che è più divertente – e anche decisamente più semplice – parlare di come riqualificare una piazza, se farci un parcheggio sotto, di fianco oppure sopra, piuttosto che concentrarsi su temi amministrativi, ingarbugliati per natura, che sugli elettori (e anche sugli organi di informazione) hanno poco appeal. Però un politico deve saper stilare una lista di priorità e mettere in cima all’agenda ciò che veramente e obiettivamente è utile. Basterebbe aver bene in mente tre o quattro punti. Butto lì i primi che mi vengono in mente: misure contro la crisi, sviluppo economico e sicurezza. Banali? Probabilmente sì, ma è quello che sta più a cuore alla gente, il resto, almeno in questo momento, può passare in secondo piano. Eppure è difficile trovare un amministratore o un politico pronto ad addentrarsi in questi campi. E anche le associazioni di categoria e i sindacati – più toccati da questi fattori – affrontano la questione con superficialità e le solite frasi fatte, senza studiare un modo con cui mettere spalle al muro le istituzioni. Come dire: come fate voi non ci va bene, ma un’altra idea percorribile non l’abbiamo. E’ o no sventolare bandiera bianca? Ma un territorio come il nostro non può fare spallucce davanti a problemi che giorno dopo giorno diventano sempre più grandi: una classe dirigente degna di questo nome deve iniziare a prendere il toro per le corna.

Una piazza, un senso unico, uno spettacolo teatrale che tira in ballo Gesù, sono in grado di surriscaldare i nostri politici. Che, però, si eclissano di fronte alla criminalità che sta penetrando nel nostro territorio, che sta mettendo radici nella nostra economia. E non mi riferisco solo ai sempre più fastidiosi furti, ma alla criminalità organizzata, alla mafia. Una parola che solo a scriverla mi fa venire i brividi. C’è stato uno sciopero degli autotrasportatori dai contorni quanto meno nebulosi che ha toccato Cesena e – a parte il coraggioso e lucido intervento del presidente della Provincia Bulbi – tutti zitti. C’è una crisi che sta bruciando posti di lavoro e sta cancellando piccole imprese: si è sollevato un gran polverone per una ventina di lavoratori lasciati a casa dall’Astercoop – per esempio alcuni politici hanno proposto di devolvere in loro favore il gettone di presenza del consiglio provinciale – ma non si è speso una parola per le centinaia di lavoratori licenziati da altre aziende.

A forza di insistere che la città è sicura e che il nostro territorio è un’isola felice possiamo stare freschi: da Roma i rinforzi necessari al Commissariato e alle altre forze dell’ordine non arriveranno mai. Se i nostri amministra-tori continuano a minimizzare ogni qual volta si parla di escalation di reati e violenze, non si avranno mai le forze necessarie a reprimere i segnali preoccupanti che arrivano dal fronte sicurezza.

E se non c’è sicurezza, rispetto delle leggi, delle regole, viene a meno anche quella sana spinta imprenditoriale che ci ha portato ad essere uno dei territori più ricchi e dinamici d’Italia. Ma anche una di quelle zone dove la coesione sociale e il senso civico esistono per davvero.

E’ quindi auspicabile che il laboratorio politico cesenate si rimetta in moto, imboccando una strada più difficile, un livello di confronto più alto, seguendo i veloci cambiamenti in atto e non restando abbarbicato su posizioni, progetti e idee vecchie di trent’anni.
*Giornalista de La Voce di Romagna

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:39 am
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

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