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Mazzini non anticipa il pensiero FIOM

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Mario Guidazzi

C’è nella nostra città il desiderio di confronto politico serio, positivo non figlio delle contrapposizioni muscolari del bipolarismo becero che ha contraddistinto la cosiddetta II Repubblica. Da tale esigenza è scaturita l’idea del confronto organizzato dalla Coop. Giuseppe Mazzini e dalla Coop. Casa dell’Ideale nell’anniversario dei 60 anni dalla loro fondazione. Il confronto ha dato il segno di come in Italia sia molto complesso definire una politica di governo che abbia nella “sinistra” un elemento centrale. Primo perché di sinistre ce ne sono troppe, secondo perché la sinistra non ha compiuto ancora una revisione critica del proprio passato, mantenendo comunque quell’atteggiamento tipico del “migliore” che ha fatto scrivere e Luca Ricolfi “Perché siamo antipatici”. E’ altresì vero che l’unica revisione è stata quella di eliminare in modo assoluto ogni concezione ideologica, che ha prodotto il fenomeno di “buttare il bambino con l’acqua sporca” cioè gettare gli ideali assieme all’ideologia. Forse per questo Riccardo Caporali ha tratteggiato la sua relazione con una rilettura di Mazzini che, a dire il vero mi lascia un po’ perplesso. Non me ne voglia Riccardo, ma definire il pensiero mazziniano come anticipazione del pensiero FIOM mi sembra quanto meno eccessivo. Partendo da un dato che il pensiero politico di Mazzini parte dalla necessità di una vera rivoluzione in Italia che porti alla indipendenza e alla Repubblica e la collochi infine nell’Europa, questo in definitiva è il pensiero ed il sogno del nostro Giuseppe Mazzini. Ora è bene ricordare che tutta la tradizione Marxista ha sempre negato ogni validità al pensiero europeista. Non tanto e non solo nel corso dei decenni in cui Marx e Engels diffondevano attraverso il Capitale il loro pensiero ma anche fino agli anni precedenti la caduta del muro di Berlino, il PCI votava contro ogni iniziativa parlamentare che permettesse all’idea europeista di fare passi avanti. Ora io posso anche accettare tutte le critiche mosse ai repubblicani di avere compiuto scelte politiche che contraddicevano principi mazziniani, ma vorrei solo ricordare che la definizione della Lega “costole della sinistra” non è del sottoscritto ma di Massimo D’Alema. Tant’è che proprio grazie a questa attenzione per il fenomeno leghista, venne fatta, dal Governo Prodi di cui la sinistra radicale era parte integrante, una riforma del Titolo V della Costituzione prodromica alle storture tragiche difronte alle quali oggi il paese si trova e che tanto discredito getta sulle istituzioni democratiche. In definitiva vorrei ricordare a tutti gli amici della sinistra che i repubblicani nel loro percorso politico hanno cercato di coniugare il pensiero di Mazzini con il pensiero economico di Ugo La Malfa. Se al contrario si pensa che per contrastare Marchionne la Fiat debba essere nazionalizzata (vedi l’originale pensiero della FIOM) non si è solo proceduto ad una inversione ad U, ma ad un vero e proprio ritorno al passato.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:43 am
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