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Malatestiana. Qualità di direzione e promozione

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Maurizio Ravegnani

Ora che, in una splendida giornata di sole, certamente beneaugurante, è stata aperta la Nuova e Grande Malatestiana, giustamente in pompa magna perché questa data passerà alla storia della Città, continuiamo a guardare avanti. Non serve a nessuno, tantomeno a Cesena, inerpicarsi in sterili e vuote considerazioni: poteva essere così o in modo diverso, gli spazi sono freddi e asettici, il verde alle pareti non è proprio quello dei Malatesta, i bagni sono enormi, lo spazio-bar, poi, è uno sfregio alla sacralità del luogo e via di questo passo. L’idea della Biblioteca, nell’immaginario comune e nei suoi vecchi frequentatori, è quella di un luogo riservato, un po’ esclusivo, magari più intimo e caldo, ma fatto per studenti e cultori. Non quello di uno spazio aperto, denso di luce, che vuole avvicinare gli esclusi, che vuole tendere una mano a chi là non si è mai addentrato, chi per timore reverenziale, chi per insipienza, chi per disinteresse. Una ventata d’aria fresca, per dare nuovo impulso alla cultura, alla lettura, all’intelletto. E per portare avanti questo progetto, in un’ottica propositiva e di sviluppo, occorre mettere mano subito a tre aspetti che richiamerò in maniera pragmatica e schematica. Primo aspett gestione e organizzazione della biblioteca. Occorre avere un’idea forte e valida per la sua gestione, con una organizzazione delle risorse umane, ora che gli spazi sono così tanto aumentati, che sappia rispondere sia al potenziamento dei suoi abituali frequentatori (studenti, ricercatori, cultori) che ad attirare un nuovo “pubblico”. Proprio per questo è impensabile poter continuare a fare a meno della figura del Direttore, non solo perché c’è sempre stato e tutte le Biblioteche dispongono di un Direttore, ma perché la sua figura è centrale proprio per lo sviluppo di questa progettualità. Altra cosa è il Dirigente, che ha il compito di seguire bilanci, budget, obiettivi, ecc. e che sempre più assomma altri settori dell’Amministrazione Comunale. Elaborazione di progetti di sviluppo, di percorsi di studio, di valorizzazione di iniziative, coordinamento del lavoro del personale, consolidamento del rapporto con altre biblioteche, istituzioni culturali italiane ed europee, apertura nuove collaborazioni e nuovi canali di rapporto. Oltre a ciò andrebbero ripresi e risolti vecchi nodi, come il deposito di Via Angeloni, sempre più inadeguato, la possibilità di spostare l’Archivio di Stato per fare posto ad altre collocazioni, la fruibilità del Museo Archeologico, l’utilizzo adeguato della Sala del San Giorgio, il mantenimento, o meno, della Comandini nella sua attuale collocazione, tanto per citarne alcuni. In questi ultimi anni altre erano le priorità, ma ora bisogna ritornarci su. E la figura del Direttore, di alta competenza e professionalità, deve essere di stimolo e proposizione. Sarebbe disdicevole che “passata la festa” e l’interesse per l’avvenuta inaugurazione, la nebbia calasse sulla Biblioteca, lasciando irrisolti i vecchi problemi e aprendone nuovi. Ecco perché l’Amministrazione Comunale deve continuare a tenere alta l’attenzione nei confronti della Biblioteca e attuare una politica del personale che faccia della qualificazione e del potenziamento dello stesso un suo cavallo di battaglia. Non dimenticandosi nei cassetti gli impegni per una sistemazione della piazza ma soprattutto della Casa Bufalini, nota sempre più stonata in un complesso meraviglioso. Secondo aspett promozione della conoscenza della Biblioteca mediante iniziative. Ben vengano iniziative qualificate e di prestigio, seppur diversificate per tipologia, per interesse, per pubblico, volte a far conoscere nella Città, nella Regione, nel Paese, nell’Europa, nel Mondo, la nostra Biblioteca come luogo di incontro, di lettura, di scambio culturale. Tramandare la cultura era ciò che Novello Malatesta voleva e noi dobbiamo continuare su quella strada. Ebbene, facciamo di tutto per aumentare l’amore della gente per la lettura, in un Paese in cui si è sempre letto poco, e oggi ancor meno, e che si trova sempre in fondo alle classifiche dei bravi lettori. Alimentiamo questa sacra fiamma nei bambini, nei ragazzi, il nostro futuro, ma non dimentichiamoci degli adulti e degli anziani. Iniziative e manifestazioni, in collaborazione con soggetti pubblici e privati che fanno “del libro e della cultura” il loro perno devono trovare nella Biblioteca la loro casa naturale. Terzo aspett istituzione di un Premio Internazionale dedicato a Renato Serra. Su questo argomento mi sono già espresso nel precedente numero di “Energie Nuove”. Si ritiene che un Premio Internazionale Triennale, al di là del suo prestigio e valore culturale, metterebbe in moto quel percorso virtuoso fra “eccellenze” (Amministrazione Locale, Regione, Scuole, Università, Imprenditoria, Fondazioni Bancarie e Culturali, Ministero, ecc.) che farebbe di Cesena il fulcro e la fucina di questo progetto con al centro la Biblioteca. La città, nella triennalità del progetto, ne sarebbe permeata e resa partecipe con iniziative, incontri, manifestazioni tali da coinvolgerla tutta per una sedimentazione destinata, nel tempo, solo ad arricchirla. Per una vera crescita culturale e quindi sociale, civile, economica, della Città. Non per una mostrina in più da esibire.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:58 am
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