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Logistica. Frontiera dello sviluppo locale. Adesso

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Walter Sacchetti

Come si è accennato negli articoli precedenti, un altro problema importante da affrontare è quello della logistica e dell’ importanza strategica, che può avere nello sviluppo di Cesena.
Occorre dire che nel Piano Regolatore la sua localizzazione non è stata presa fino ad ora in nessuna attuale considerazione.
Infatti, non predisporre nessuna area specifica a questa destinazione, è stato sicuramente un grosso errore strategico, con ricadute economiche sullo sviluppo di Cesena e del suo territorio, estremamente gravi e pesanti.
Nei mesi e negli anni, diverse ed importanti aziende, avevano guardato al territorio cesenate (specificatamente Pievesestina) per un loro investimento strategico, non trovando però nulla di adeguatamente funzionale.
Si è persa un’occasione, perché nel frattempo si sono sviluppate aree (quali Piacenza, Ferrara, Padova etc…) che possono limitare o ritardare lo sviluppo di un’area di cui Cesena ancora necessita e a cui, a mio avviso, è importante porre mano velocemente, predisponendo una variante PRG da approvare con una corsia preferenziale.
Però, Cesena ha ancora molte carte da spendere e per la sua posizione può suscitare ancora grande interesse da parte degli operatori della logistica.
Infatti Cesena si trova in una posizione baricentrica in Romagna e in tutto il sistema infrastrutturale della regione e nel corridoio sud-nord Italia (Roma – Venezia – Est Europa), con E45 verso Roma ed E55 verso Venezia ed Est Europeo, oltretutto anche verso il corridoio Adriatico (A-14), dove esistono i porti di Ancona-Brindisi, che permettono di collegare i paesi dell’est ed il sud/est Europa (Grecia, Turchia).
Altre due peculiarità del territorio sono inoltre la vicinanza al porto di Ravenna e all’aeroporto di Forlì, la cui attività potrebbe avere un forte incremento, se venisse dedicata anche al trasporto merci, soprattutto con le aree dell’Est Europa, cui è già collegata. Il porto di Ravenna potrebbe farne parte come “casello” nella sperimentazione in corso per la realizzazione delle cosiddette “autostrade del mare”, ossia il trasporto merci via mare, soprattutto con merci provenienti dai paesi del Nord Africa e in ingresso dal Canale di Suez.
Occorre poi evidenziare anche la costruzione e l’apertura della secante di Cesena, il progetto in corso di finanziamento della Via Emilia Bis Cesena – Forlì, il lotto zero della secante e la possibilità di collegare con intermodalità ferro gomma che offre l’insediamento di Villa Selva.
Cesena si verrà quindi a trovare nel prossimo futuro, anche con la costruzione della E55 (Roma, Orte, Ravenna, Venezia, Est Europa), come luogo centrale della catena logistica. Occorre evidenziare che poi Cesena si potrebbe caratterizzare anche per la “catena del fresco”, poiché è divenuta un importante polo agro-industriale di importanza nazionale, ed è quindi diventata polo attrattore per le produzioni ortofrutticole sia del Sud, che del Nord – Italia, dove vengono qui lavorate, confezionate e avviate verso la grande distribuzione, che vogliono merci già pronte solo da esporre per la vendita.
L’ortofrutta ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una delle filiere più importanti d’Italia, con la crisi che il settore ha scontato nel passato e sta tutt’ora scontando.
Nel territorio cesenate sono presenti inoltre aziende specializzate in impianti di raffreddamento per strutture fisse (celle frigorifere) e per automezzi addetti al trasporto.
Esistono già da tempo importanti flussi di prodotti ortofrutticoli che entrano a Cesena da regioni del sud, anche da paesi provenienti dal bacino del mediterraneo. Cesena necessita del Nord – Italia e del Nord – Europa , soprattutto quindi di una importante struttura che possa ospitare un’importante struttura del fresco, cosiddetto Fresh-Log (logistica del freddo).
Cesena ha avuto nel passato, in Italia, forse la più importante flotta di veicoli addetti al trasporto, che il mutare del mercato e delle sue nuove esigenze e richieste, ha lasciato fuori, portando alla scomparsa di un numero notevole di imprese nel settore dell’autotrasporto, anche nel periodo precedente la grave crisi iniziata alla fine del 2008 e tutt’ora in corso.
Il settore si è dovuto confrontare con la concorrenza degli altri paesi, sempre più spietata a prezzi sempre più bassi, e quindi per stare sul mercato si è visto costretto a comprimere i costi, operando con turni sempre più massacranti anche a scapito della sicurezza, per le condizioni di lavoro e lucrando sulla manutenzione degli automezzi.
Si è persa quindi l’occasione per offrire un servizio sempre più qualificato, dove il costo del trasporto non era più un elemento fondamentale, ma solo marginale rispetto al valore aggiunto che si sarebbe potuto dare.
Si parlava prima che occorre metter mano al più presto al problema, che a mio avviso passa attraverso alcune scelte fondamentali:
1)Individuazione della zona dell’area in cui prevedere l’insediamento.
2)Individuazione della metodologia di intervento. Quali sono i soggetti che devono essere coinvolti per portare avanti la sua attuazione.
3)Individuazione della leva finanziaria e reperimento dei fondi, che permettono in tempi brevi la realizzazione finale.
Per quanto riguarda quindi la localizzazione, occorre tenere conto della accessibilità, senza che questa provochi impatti ambientali con eventuali residenti, perché occorre considerare le centinaia di camion che giornalmente vi accedono o ripartono.
La localizzazione deve tenere conto anche della facilità dei collegamenti, con cui deve andare ad integrarsi e della facilità di integrarsi con tutto il tessuto viario cesenate e forlivese, precedentemente analizzato.
Un altro elemento importante è l’ottenimento di terreni a basso costo, perché elemento importante a cui guardano le aziende di logistica è il costo dell’investimento, e cioè in primis il costo dell’area finita, con strade, parcheggi, verde etc…, che non deve superare i 100/110 €/mq di costo finito e quindi con un prezzo massimo di acquisizione del terreno (allo stato agricolo) di circa € 20/25/30 max. al mq.
Occorre inoltre tenere conto che vi deve essere, esclusivamente per queste aree, una mancanza o una mitigazione di pretese da parte del Comune per eventuali richieste delle aree di perequazione. Sono aree queste che devono avere grandi dimensioni e avranno basse superfici coperte, perché gli automezzi necessitano di ampi spazi di manovra, strade di accesso larghe, ampi parcheggi di sosta per gli autocarri che attendono il loro turno per il carico o lo scarico.
Nella individuazione dell’area e la sua localizzazione si potrebbero coinvolgere anche i Comuni di Forlì e Ravenna, perché tali aree avrebbero importanza intercomunale.
Da un’analisi fatta, su casi pratici, a seguito di richieste di operatori interessati ad insediarsi nel cesenate, per una struttura di circa 8.000 mq. di superficie coperta, occorrono circa lotti di 30/32.000 mq.
Occorrono inoltre lotti di almeno 50.000/100.000 mq. con un’area totale di intervento che deve essere di mq. 700.000, con un costo del terreno pronto per essere costruito – come detto sopra – che deve aggirarsi sui 100/120 €/mq, creando in convenzione un tetto del prezzo di vendita che tenga conto della giusta remunerazione.
Occorre inoltre favorire il collegamento fra la zona industriale di Cesena e di Forlì, ritornando a riconsiderare la costruzione del collegamento stradale, una volta esistente come progetto, quando furono ideate le due zone industriali di Forlì e Cesena (fine anni ‘60 – primi anni ’70) e intercalandolo con l’area intermodale di Villa Selva, collegando quindi la via Mattei (zona industriale di Forlì), con la via Kuliscioff/Rondani (casello autostradale di Cesena), che attraversa la zona industriale di Cesena.
Ideale, però di difficile realizzazione, sarebbe il collegamento ferroviario fra Villa Selva e il porto di Ravenna, costeggiando E45 e autostrada A14.
Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, per realizzarla a mio avviso, dovrebbe passare attraverso la costituzione di una STU per la acquisizione, per eventuali espropri, per la progettazione, per poi passare alla costituzione di un fondo a cui possono aderire banche, istituzioni, privati, operatori del settore.
Considerando l’im-portanza globale di una realizzazione integrata, possono essere attivati finanziamenti da parte statale, regionale e anche utilizzando fondi statali ed europei, che esistono per lo sviluppo delle aree auto-trasportuali innovative integrate.
In un recente incontro con il Ministro dei Trasporti e una delegazione comunale, sindaco e parlamentari locali, risulta che questi argomenti sono stati trattati, e che saranno nel futuro sviluppati.
E’ una grossa scommessa, che necessita di una grossa capacità progettuale, di iniziativa, una grossa volontà ed impegno.
Ma è troppo importante per il futuro sviluppo economico della nostra zona, per l’impatto occupazionale e la ricaduta economica che avrà in tutti i settori. E’ una scommessa che deve essere portata avanti, è una battaglia che deve essere combattuta fino in fondo, in tempi rapidi, per potere intercettare una ripresa economica che prima o poi arriverà.

       

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:16 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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