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L’Italia bella

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Lucio Cangini

Sino all’ultimo sono stato incerto su cosa scrivere. Quale argomento trattare. Poi,mi è pulsato in testa di parlare di cultura. Ma non in senso generale, bensì di cultura generata nella e dalla quotidianità. Quel modo di vivere sorgivo e identitario praticato, fra saperi manuali e innovazione, dalla Gente di Romagna.
Lo faccio raccontando di una Italia Bella e di alcuni straordinari incontri avuti con il compianto Mons. Pietro Sambi che, pur essendo Nunzio Apostolico negli USA, allorquando rimpatriava, se ne tornava nella sua casa di famiglia, a Sogliano al Rubicone. Al contrario dell’attuale Nunzio Apostolico Mons. Carlo Maria Viganò il quale ha mantenuto, a sua totale ed esclusiva disposizione, un appartamento di 250 metri quadri e sette stanze, nel palazzo della Gendarmeria Vaticana.
Stav obene in compagnia di Mons. Sambi. Immancabilmente, mi conciliavo con me stesso.Con l’alieno che mi porto dentro.
Sapevaascoltare e accogliere col sorriso. Con lui ti sentivi a casa tua. Pure aWashington, nel suo studio di Nunzio Apostolico.
Siamodue romagnoli, di nome e di fatto. Entrambi consapevoli di esserci nutriti nelcorpo, come nello spirito creativo, colmando tradizionalmente il cucchiaio di”minestra della domenica”. Quella minestra che le nostre famiglie,storicamente, mettono in tavola nel giorno sacro del riposo.
Quandomi capitò la buona ventura di conoscerlo, ad una sua precisa domanda risposi diessere un non credente battezzato. E lui, benevolmente, senza fare una piega,mi accolse dicendomi, dopo una fragorosa risata, che al mondo c’è bisogno anchedi autentici non credenti battezzati…purchè romagnoli.
Sapevascherzare seriamente, essendo vero uomo di parola, come ogni buon pastore.Sapeva essere testimone e portatore di quella parola di fede che, anche ibestemmiatori più incalliti, volenti o nolenti, assaporano ogni domenica,quando siedono a tavola con familiari e “compagni di viaggio”.
E’questo, il nutrimento salubre e generazionale, nella cui mistura – etica,estetica e gioia di vivere – vengono amalgamate in un solo sapore. Il piùgradevole e buono al palato della coscienza e della civile convivenza. Proprioquel sapore di nicchia identitaria, di cui le Antiche Terre italiane sonovitale placenta originaria di valore universale.
Quelsapore inconfondibile e ineguagliabile della compartecipazione umana frasingole persone e famiglie, che si ritrovano insieme a lavorare con gransudore, giorno dopo giorno, in comunione di intenti e speranza. Per fare lucesul futuro. Insieme, genitori e figli. Mai, come in questo caso, hasignificazione esistenziale pregnante l’affermazione “il futuro ha uncuore antico”.
Laminestra della domenica è null’altro che alimento di comunicazionegenerazionale, senso eucaristico della famiglia e della comunità diappartenenza.
E’edificazione quotidiana compartecipata del lievito della democrazia, intesaquale più alta e nobile conquista civile dell’umanità.
Laminestra della domenica è, tuttora, fattore primario e fondamentale dello stiledi vita italiano e dell’unità nazionale, nonchè connotazione culturale estorica della democrazia equosostenibile, generata e ri-generata, ogni santogiorno, con creatività e altrettanta laboriosità negli antichi habitatterritoriali del Made in Italy, quello vero, non taroccato.
E,così, nel ricordo di Mons. Pietro Sambi e delle sue Nunziature in Cina,Gerusalemme, Africa e USA, ci accingiamo ad apparecchiare il desco dellaglobalità per mettere in tavola e nei piatti drammaticamente fragili dellapolitica economica contemporanea e e di questa nostra “democraziaborderline”, l’ospitale e conciliante minestra della domenica.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 12:29 pm
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

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