• I Nostri Sponsor

Loading...
Your Are in   Home     Politica Nazionale     L’elettorato moderato perde rappresentanza

L’elettorato moderato perde rappresentanza

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Davide Giacalone

Le prove che attendonol’Italia sono di tipo economico. E’ vero che le politiche della Banca CentraleEuropea ci favoriscono e sono espansive, togliendo credibilità a quanticontinuano a recitare la litania del presunto rigorismo, ma è anche vero chel’alzarsi della marea solleva tutte le barche, ma solo chi è pronto riprenderàla navigazione, mentre gli altri resteranno a stagnare. Sebbene qualchecentimetro più in alto. I giornali e la propaganda possono pascersi dellegnagnere sulle tasse che calano, ma chi fa impresa o chi deve decidere suipropri consumi vede e contabilizza che la realtà è diversa. Né potrebbe esserediversamente, se non cala la spesa pubblica. Dobbiamo alla Bce la riduzionedella voragine degli spread, come le dobbiamo la maggiore facilità nelrientrare nei parametri. Ma questo conta poco se investimenti e consumi nonriprendono.

Ma mentre questidovrebbero essere i problemi in primo piano, mettendo sullo sfondo le purlegittime questioni politiche, da noi accade il contrario. La scena piùrappresentata è quella politica, che è decisiva solo per chi la vive. A me paredi avere visto bene quel che Matteo Renzi avrebbe comportato: la fine dellatradizione e della radiazione fossile comunista. E’ accaduto, è un fattopositivo ed è un suo merito. Ma deve tradursi in atti governativi concreti edettagliati, per divenire commestibile. Se, dunque, da una parte non ho motivodi rivedere l’apertura di credito fatta fin dalla prima Leopolda, dall’altradevo osservare che fra l’orale e lo scritto c’è una significativa differenza.Fra lo scritto e il praticato, poi, la differenza si allarga. E non è affattoun bene.

A sinistra, comunque,quale che sia il giudizio di ciascuno, la storia s’è mossa. Non mi piaccionodiverse cose, ma è in movimento. A destra è in smottamento. Non s’è mossa, è franata.Ne è dimostrazione la vicenda legata all’elezione del Presidente dellaRepubblica.

Il nostro Presidentedella Repubblica (presidente perché eletto, nostro perché italiani) è uncattolico moderato, tendenzialmente bigotto, il cui nome è stato usato perricompattare la sinistra e ridicolizzare la destra. Sia quella al governo chequella nazzarena. L’arma delle elezioni anticipate è ora totalmente nelle manidi Matteo Renzi, che trionfa su tutti i fronti. Non la userà, se nessunointralcerà il suo cammino e contrasterà l’affermarsi di una primazia partiticae governativa. La userà in caso contrario, sapendo che i suoi avversari nonsono in grado di contrastarlo. Chi pensasse, per indebolirlo, di usare iproblemi seri e le difficoltà che attendono l’Italia, sarebbe un matto, capacesolo di regalargli la rappresentanza esclusiva dell’elettorato ragionevole.Perché questo è il punto: l’elettorato moderato perde rappresentanza. Quellache aveva è addomesticata o tramortita.

Perché un cattolico conservatoresia, ancora una volta, bandiera della sinistra, è questione che riguarda lanatura profonda dell’Italia. Non si può liquidarla in poche righe. Diciamo, conun Roberto D’Agostino d’antan, che il rifiuto dell’“edonismo reganiano” èconsustanziale al rifiuto del mercato e al sogno di coprire le pudenda deiconflitti così come delle cantanti. La scena, comunque, è chiara: il nostropresidente arriva al Colle cavalcando un’onda che gli illusi credevano si fosseinfranta sulle alte scogliere della seconda Repubblica bipolare e, invece, neha superato i ciotoli e dominato gli eventi. Rieccoci qui.

Ci sono gli orfani,però, e sono gli elettori moderati. I conservatori non reazionari. Iprogressisti non palingenetici (non rivoluzionari, si sarebbe detto nel secoloscorso). Quelli che, essendo larga maggioranza, hanno dato il senso e lasostanza all’Italia della prima Repubblica. Ora i suoi pretesi rappresentantis’apprestano a essere piallati alle elezioni regionali. Dove la loro sconfittanon è sicura è solo perché la Lega ne prende la guida. E tutto si puòsostenere, condividendo o meno le posizioni di Matteo Salvini, ma non cheuscire dall’euro, ripudiare l’Europa e allearsi con la destra francese abbiagranché a che vedere con la rappresentanza dei moderati. Ma il problema, ascanso d’equivoci, non è mica Salvini. Il problema sono Silvio Berlusconi eAngelino Alfano. Il primo contraente di un patto che lo ha sfondato al petto.Il secondo alleato governativo di chi non sente neanche il bisogno non dico diconsultarlo, ma di avvertirlo. Anche in questo caso: rieccoci qui.

Ventitré anni fa sidistruggeva un mondo politico e ci si domandava con cosa e come si sarebbetenuta assieme la classe dirigente italiana. Berlusconi fu la risposta:federando il centro destra e dando una ragione d’esistenza al centro sinistra.Capolinea. Il suicidio moderato consisterebbe nell’abbandonarsiall’antirenzismo, come la sinistra fu posseduta dall’antiberlusconismo. Laframmentazione prelude al mero galleggiamento, dato che le leggi elettorali(l’esistente come la riformanda) lo assicurano ai perdenti sminuzzati. Perdentiperché frammentati e frammentati per potere essere rappresentati nellediversità.

Il bipolarismo, ammessoche esista e che sia nel destino italiano, non è compatibile con un similevuoto. Occorrono idee e personale. Nuovi. Le idee ci sono, tutto sommato. Lepersone, non lo so. Vedremo. A sinistra, intanto, il vento della vittoriasoffia forte nelle vele, ma la barca ha un comandante e la ciurma, mancando diclasse dirigente intermedia (la cui qualità è deludente assai), mentre nellastiva cova il rancore degli spodestati, probabilmente destinato a provocarepoco più che schiamazzi. Tutte ragioni che suggeriscono la necessità di coscienzapolitica, riflessione storica, visione istituzionale e iniziativa riformatricein economia. La contraddizione è lacerante: il protrarsi della crisi rende ciòsempre più necessario e urgente, ma erode il blocco sociale che dovrebbesostenerlo. La colpa è anche nostra, se si accetta di definire destino quellache è una (pur grossa) difficoltà.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
  •   Author By :
  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:56 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also reading...

Analisi del voto europeo

Read More