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LA MALFA, SPADOLINI E IL PARTITO DEMOCRATICO

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido

Come sempre ci accade, abbiamo letto con interesse l’ultimo numero de “Il diario”, giornalino edito dalla federazione cesenate dei Democratici di Sinistra.
Lo leggiamo perchè ci piace la politica, perchè è sempre utile conoscere come la pensano altri, perchè i Democratici di Sinistra sono una forza con la quale abbiamo sempre avuti confronti, positivi o negativi che fossero.
Nel corso della lettura ci siamo imbattuti in un articolo in seconda pagina dal titolo: “La scelta del segretario del PD”.
L’estensore, proveniente dalla cosiddetta “sinistra repubblicana”, argomentando le sue personali maggiori o minori vicinanze con i candidati, afferma che il suo ingresso prima nel PDS e poi nei Ds è stato funzionale, cito testualmente, “alla costruzione di quel partito nuovo che avevo nel cuore: quello dell’ Altra Sinistra di La Malfa, quello del Partito della Democrazia di Spadolini”.
Oggi il cammino volge al termine, prosegue, e la soddisfazione non è totale.
Non intendiamo entrare nel merito nel grado di soddisfazione che ognuno prova per come sta procedendo la marcia di avvicinamento al Partito Democratico, ci preme piuttosto, da umili seguaci dei valori laici e repubblicani, sottolineare come occorrerebbe sempre grande prudenza nell’accostare certi personaggi alle vicende politiche attuali.
Sinceramente crediamo che Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini abbiano poco a che vedere con questo Partito Democratico.
Ugo La Malfa, sempre attento alla modernizzazione e occidentalizzazione della sinistra italiana, tentò con tutte le sue forze di creare i presupposti per la fine di quella “conventio ad excludendum” che relegò per decenni una sensibile percentuale di voti fuori dalle logiche di governo (almeno ufficialmente); cercò, ad esempio attraverso i dibattiti con Ingrao e Amendola, di favorire l’abbandono da parte del PCI delle posizioni più anacronistiche e antistoriche, purtroppo riuscendovi solo in minima parte.
Da allora una parte della sinistra ha fatto passi avanti che le vanno riconosciuti ma non ancora al punto di poter inserire Ugo La Malfa nel proprio Pantheon, in virtù anche dell’equivoco rapporto con la parte che invece mantiene concezioni e comportamenti che nulla hanno a che vedere con una tradizione e un pensiero.
Stesso discorso vale per Giovanni Spadolini.
La visione che Spadolini aveva, o meglio auspicava della democrazia può essere riassunta nel termine che lui utilizzava: “la casa di vetro”.
Definizione anglosassone, per l’utilizzo di pochissime parole per spiegare un concetto tanto complicato; definizione laica ed occidentale per la filosofia che tale definizione sottende, così intrisa di etica della politica, senso della responsabilità, concezione illuministica (per certi versi addirittura “protestante”) della capacità degli uomini di essere artefici delle proprie fortune, stabilendo criteri di convivenza e di controllo responsabili e coerenti.
Una “casa di vetro” che desse a tutti, controllori e controllati, la possibilità di esplicare la propria funzione sociale, garantita dal bilanciamento dei poteri, e con il fine ultimo dell’avanzamento e del progresso.
Una ” casa di vetro” nella quale i giudizi e le valutazioni fossero espressi sulla base dei risultati effettivamente raggiunti e manifesti e non fossero caricati di sovrastrutture ideologiche e compromessi: il potere come mezzo e non come fine, e le forme partito strumento di raggiungimento del fine attraverso l’utilizzo etico del potere.
Siamo molto lontani da quella “casa di vetro”, simbolo della visione laica dello stato che ha sempre appassionato il nostro impegno politico; siamo lontani dall’utilizzo trasparente della cosa pubblica, avvalorato da comportamenti coerenti e pronti a farsi giudicare.
Sia detto senza spirito polemico, ma questo Partito Democratico al momento non ha nè la tensione ideale lamalfiana, nè la trasparenza etica spadoliniana.
Risparmiamo gli innumerevoli esempi che a suffragio di tale affermazione potremmo addurre e, con volontà costruttiva che però non ci fa dimenticare la nostra storia rivolgiamo un invito: lasciate perdere i nostri padri nobili, avere alle spalle poche luci e molte ombre non autorizza nessuno a fare incetta di splendori altrui.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:21 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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