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La genesi della fine del nostro centro storico

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Marco Casali

Lo so, i due termini sono in netta contrapposizione, ma si sa c’è sempre un inizio così come c’è sempre un inizio della fine. Capire il punto in cui siamo è fondamentale, per sterzare, per provare ad invertire la rotta, per tentare di raddrizzare le sorti. Come abitante del centro urbano, di cui sono anche Consigliere di Quartiere, sarò sottoposto ad una ineludibile metamorfosi, indotta e non volontaria, che porterà a trasformarmi da cittadino del centro storico a consumatore del centro commerciale. Questa è la triste rendicontazione di un percorso politico che la nostra amministrazione sta compiendo, impavida e incurante degli effetti, con il risultato di desertificare la nostra storia, fatta di persone ma anche di luoghi di quotidianità vissuta. Più volte, in questi ultimi due anni, mi sono adoperato nel descrivere lo stato delle cose, le pecche di decisioni assunte, ricavandone una figura di guerrafondaio, di oppositore pregiudiziale, di sobillatore di categorie economiche. Ardisco, non ordisco, ricorda una certo Gabriele e io mi sento nella medesima condizione di chi ci ha messo la passione, non strumentale, nel sostenere idee contrarie alle tesi del governo con uno spirito costruttivo, con la forza dell’ironia, con l’impulso del cuore e della ragione. A questa prolusione, accorata, deve però seguire una analisi più fredda, più cronachistica per capire appunto la genesi della fine di cui si diceva all’inizio. Dapprima il piano traffico che, nel 2010, andò a ridisegnare il posizionamento delle note strisce blu. Una mossa preliminare e necessaria per impostare il teorema. Parcheggi a pagamento non solo estesi a zone dapprima gratuite, ma anche rincarati. La nostra tecno-struttura comunale, nei ripetuti incontri, ebbe modo di dimostrarne l’utilità, la necessità del rispetto del turn-over. Una trovata, venale, capace di garantire maggior equità. Con questo sistema garantiremo il parcheggio a tutti! Era questo lo slogan delle riunioni. Più volte, in quegli incontri, ebbi modo di sottolineare come la cosa non mi corrispondesse. Le statistiche, affermava il Comune, ci dicono che nelle immediate vicinanze del centro, ci sono 600 posti liberi in ogni momento e ciò anche nei giorni di mercato. Sappiamo poi che nella realtà le cose non hanno questo verso, ma soprattutto ora sappiamo che il termine “immediate vicinanze”, inteso dal nostro Comune, comprende un raggio di quasi un chilometro dal Duomo. Poi, con un fulmine di democrazia veloce appunto come un lampo, ecco la kermesse pseudo referendaria relativa alla manifestazione “al centro dell’ultimo chilometro”. Una due giorni, mi riferiscono costata 20 mila euro, nella quale i cittadini avrebbero potuto esprimere le loro esigenze. Tutti i cesenati, da quelli di Borello fino agli abitanti di Via Fantaguzzi. In sunt l’eldorado della partecipazione. Partecipai anch’io ai gruppi organizzati, unitamente a circa altri 200 (forse malcapitati). Guidati da ragazzi, freschi di agenzia, fummo portati davanti a tanti cartelloni, con istogrammi sul traffico e ricchi di disegni elementari. Esprimemmo le nostre idee, posizionammo panchine su planimetrie in scala 1 a 500, insomma, ci sentimmo partecipi. Ora, a distanza di tempo, posso affermare che la manifestazione “al centro dell’ultimo chilometro”, rappresentò la fiera della finzione. L’esito di quella manifestazione fu poi enucleato dall’agenzia di turno che magnificò le tesi della nostra amministrazione e cioè quella di eradicare i veicoli dal centro. La conclusione, la cui prova scientifica si è basata su un campione di circa 200 abitanti su una popolazione di quasi 100 mila anime, fu poi lo spunto ricorrente. Quante volte ho sentito citare, nel corso di questi anni, l’importanza del percorso partecipato condiviso assunto in quella manifestazione. Finzione in veste di fiera, appunto. Ma siamo all’epilogo, perché il teorema deve avere la sua completezza. Dopo aver ristretto i parcheggi liberi, dopo aver innalzato il vessillo della condivisione astratta, eccoci al colpo di grazia bipartito, in senso temporale. Adesso Icarus, il sistema di video sorveglianza che l’amministrazione si accinge a montare negli otto varchi del centro storico. Un sistema che in prima istanza sembra non cambiare molto, ma che purtroppo ha manifestato, là dove è stato applicato, un effetto collaterale depressivo sulle attività del commercio. Il vigile elettronico multerà solo coloro che non stanno alle regole, solo che innescherà un processo involontario di allontanamento dal centro. Le persone, si sa, reagiscono in modo molto naturale a questi effetti; si dicon è diventato problematico andare nel centro? Allora vado dove è più facile e più comodo e quindi al centro commerciale. Non ci vuole un sociologo per analizzare questo comportamento; basta il rudimento culturale del bar, anche in piccole dosi, per capire che le persone amano la semplificazione. Domani, cioè nel 2013, la soppressione del parcheggio di Piazza della Libertà, da sempre usata dai cesenati per frequentare i luoghi del centro. I posti auto sono solo una settantina all’attualità, ma il ricambio giornaliero assicura per lo meno qualche centinaio di frequentatori. Qui la decisione è forte e sicuramente irreversibile. Qualsiasi città un po’ evoluta si è creata un parcheggio sotterraneo nel centro; Bolzano l’ha costruito nella piazza principale, Bologna a duecento metri da Piazza Maggiore. Cesena invece non lo avrà e al suo posto verrà installato l’ennesimo “non luogo”. Il progetto del Prof. Malacarne, volutamente puerile per volontà della committenza comunale, esprime i tratti del nulla. Qualche fontana, qualche panchina, una ventina di aceri campestri, prenderanno posto ad un luogo da sempre invece utile per le vicissitudini quotidiane dei cesenati. Il dato è tratto, le decisioni prese, ardisco, non potendo ordire, nella consapevolezza di essermi impegnato per far sterzare, chi doveva sterzare. Nell’ultimo incontro avuto, il nostro Sindaco mi ha detto che sono offensivo, aggiungendoci “un come sempre” che mi rammarica. Forse, a pensarci bene, l’unico ad essere stato veramente offeso è il nostro centro storico.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 8:46 am
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