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Innovazione e territorio

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Franco Pedrelli

Nelle settimane scorse il territorio havisto due importanti eventi, il primo al CEUB di Bertinoro, strettamenteconnesso all’innovazione, al mondo delle start up; il secondo a Cesena, sullostato delle imprese dell’Information Communication Technology (ICT), settoredeputato per missione all’impiego dell’innovazione tecnologica.

Il CEUB ha ospitato l’evento Best Entrepreneurial Experience (BEE),secondo il modello di accelerazione di impresa mutuato dalla Silicon Valley,dove in 48 ore 60 partecipanti neo-imprenditori provenienti da tutta Italiasono stati sollecitati e guidati da mentori nel far emergere i miglioriprogetti di fattibilità. Diverse le società e le istituzioni che hanno aderito,tra cui, quale principale sostenitore, Sviluppo Imprese Romagna (SIR), il cuipresidente Mario Riciputi ne ha così spiegato alla stampa gli obiettivi: “L’iniziativa vuole contribuire a diffondere la culturaimprenditoriale in Italia e far crescere le migliori startup creandoconnessioni internazionali e un organico collegamento con il tessuto produttivodel territorio”.

34 i progetti presenti, 12 quelli scelti tra i partecipanti, 3 finalisti edinfine il vincitore. Ognuno ha messo in luce la grande voglia dei giovanipartecipanti di fare impresa, a conferma di quel che il professore bocconianoCarnevale Maffè afferma dei suoi studenti: “Primasi diceva: faccio i colloqui con le grandi aziende. La quantità di persone cheoggi mi viene a dire “ho una business idea” è superiore”. Tra queipartecipanti alcuni erano veramente neo-imprenditori, con i loro progetti già amercato, che cercavano figure da inserire nel business, oppure, il più dellevolte, capitali di investimento e supporto marketing. Altri erano allo stadiodi pura definizione progettuale, interessati ai suggerimenti e agli aiuti allaloro business idea. Tanti altri avevano realizzato solo il prototipo,desiderosi di agganciare l’attenzione di investitori pronti a supportarli nellancio sul mercato. La business idea ha abbracciato a 360° il panoramadell’immaginabile, dal prodotto tangibile del kit per bici elettrica, alservizio di spedizione espressa di frutta e verdura refrigerata,dall’applicazione per il controllo del calibro di crescita dei frutti, allostoccaggio di contenitori di cartone per oggetti personali, dal riconoscimentoautomatico da foto dei monumenti, alla piattaforma per la comunicazione traente locale e cittadino nell’ottica della smart city e così via.

L’evento ha prodottosicuramente positivi effetti sui partecipanti, ma queste gare di start up “Servono per farsi conoscere, per averecontatti, ma a una startup serve altro. Fiducia, investimenti, e il coraggio daparte delle istituzioni”. Se culturalmente non sei predisposto adassumerti rischi e responsabilità, condanni la tua impresa o istituzione allamassima tranquillità data dal passato e noi, perquanto riguarda il territorio che lo ha ospitato, la Romagna, siamo in attesadi verificare la ricaduta di questo evento.

L’ondataparossistica riguardante l’innovazione, leggi start up, sta attraversando anchel’Italia, eppure il fenomeno è da anni sulla scena internazionale,accontentandoci magari di gioire quando un nostro connazionale assurge allecronache per aver venduto la propria idea alla grande corporation di turno o alventure capital d’Oltreoceano.

E se i concetti di innovazione e di startup fossero da rivedere? Abbiamo sì cervelli,capacità, inventiva secondi a nessuno, solo una cosa ci manca, la potenzialitàdi un grande e unico mercato, dove il nuovo sia interpretato come opportunità enon come rischio, il riferimento è ovviamente l’America. I soldi là diconseguenza arrivano, dai privati, con due ordini almeno di grandezza maggioridei nostrani e per dare gambe alle idee c’è bisogno di tanti soldi.

Che fareallora? Focalizzarci dove ci è possibile farlo, mafacendo sistema. Allora per prima cosa vaicon culturaarteturismo, validiper tutto il Paese, ma anche agricoltura, food&wine, benessere; quindiagire sui segmenti di mercato marginali, ma di norma molto più profittevoli,quelli dove ritroviamo le nostre eccezionali piccole e medie imprese. Forse saràda rivedere anche il mito della laurea magistrale con master(s) annesso(i), perchési può trovare tanta soddisfazione molto prima.

Avremo forse qualche milionario in meno…all’estero, matanta buona occupazionedi giovani espertiin Italia.

Le opportunità poi ci sono, basta saperle cogliere, ma ancorprima occorre avere coscienza e scienza di dove si vuole andare, quali sono gliobiettivi comuni che si vogliono perseguire, smetterla in altre parole diessere i campioni del proprio campanilismo o, ancora peggio, mettere incantiere azioni col solo scopo di giustificare la propria esistenza.

Un esempio? Spulciando tra i progetti presentati segnaliamodue tra i tanti, come Get COO, un’applicazione per smartphone peril riconoscimento automatico dei monumenti da foto, senza l’utilizzo dellageolocalizzazione. Può avere grande potenziale nella valorizzazione delpatrimonio monumentale, dove si può ipotizzare il collegamento verso piattaformeesistenti di promozione turistica. Pensiamo per un attimo di avere turisti cheviaggiano in Romagna, che fotografano un monumento, ecco, possono immergersiimmediatamente nella sua storia, collegarsi ad altre sezioni turistiche,aggiungendo valore aggiunto all’insieme. Il team è alla ricerca di figure dainserire al proprio interno, di contatti e capitali per promuovere l’idea,attività queste ultime di competenza di norma del business angel, cioè diquella figura che accompagna la crescita della start up, grazie alle suecompetenze di business e ai contatti con gli investitori, leggi venturecapitalist.

Oppure ad Hortycultural Knowledge,soluzione web di analisi predittiva del calibro dei frutti, per oraspecializzati su pero, melo e kiwi. Questa start up è già a mercato, conclienti quali Agrintesa, Apoconerpo, Apofruit, Modì, Mela Più, Salvi, Zani,Patfrut, Mazzoni, Zevio, Melavì, Minguzzi SpA, Zespri. Operano già in Francia eSpagna, dove vi sono estese realtà a frutteto. Sono alla ricerca difinanziamenti e supporto marketing per espandere rapidamente il mercato, ovveroanche loro hanno necessità di un business angel.

A Cesena invece è statorilasciato il primo rapporto sullo stato dell’ICT riguardante la provincia diForlì-Cesena. Momento interessante, se non altro perché si ècercato per la prima volta di capire quale sia esattamente il mercato dell’ICT,il quale, nonostante gli sforzi di analisi, assomiglia per gran parte all’arabafenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. Eppure il mondointero associa a questo mercato potenzialitàenormi, grande capacità di trasformazioni economiche e sociali.

I principali attori presenti cosa hanno detto?

Le istituzioni locali, rappresentate da Camera Commercio eRegione, si sono focalizzate sugli obiettivi del digital divide, vedi bandalarga e ultralarga, nonché spinta sull’innovazione e sulle start up. Sono statisfiorati gli obiettivi strategici del territorio, quali trend si voglionospingere, come affrontare l’ancora ridotta internazionalizzazione.
L’Università, da parte sua, ha lasciato un po’ adesiderare, apparsa arroccata su posizioni difensive e poco innovative. Abbiamoascoltato che gli ingegneri sono fortemente richiesti dal mercato, ergo occorresemplicemente aumentare il numero di studenti, molto utile, si aggiunge, permantenere i corsi di laurea. Nello stesso tempo il mercato, leggi le impresedell’ICT, deve premiare le lauree magistrali, per la maggiore seniorityacquisita con le stesse: tesi questa smentita poi dalla stessa voce del”mercato”, il quale ha fatto notare che l’impresa premia il saperfare. Qui si introduce un primo livello di potenziale disallineamento trauniversità e imprese, indice di un colloquio imperfetto tra chi costruiscecompetenze e chi quelle stesse competenze le deve impiegare.

Sempre l’Università si è lamentata di una ricerca che stentaad andare a mercato, dimenticando un deficit atavico italiano: il bilancio delCNR serve essenzialmente per pagare stipendi ed immobili, mentre i ricercatorisfornano pubblicazioni e brevetti, sperando che qualche impresa siainteressata. Anche in questo caso emerge l’autoreferenzialità di una ricercascollegata dal mercato, ma anche di un mercato non propenso ad investire inricerca…specie in Italia.

Triste invece la croce lanciata contro i propri studenti,accusati di non avere spirito di imprenditorialità, che a questo punto siimmagina sia finalizzata nel dare nuova linfa all’incubatore cittadinoCesenaLab: ci si dimentica però che gli studenti non sono altro che il prodottoultimo dell’Università, diretta, condotta e gestita da quegli stessi professoriche non ne apprezzano il risultato finale, ignorando oltre più che a queglistessi studenti non è necessariamente negato poi lo slancio imprenditorialenella Silicon Valley.

Allo scollamento tra formazione e impresa si deve risponderecon azioni dirette di contaminazione, dove ciascuno scende dal propriopiedistallo, magari partecipando ad incontri tipo “alcolisti anonimi”, ma dovesi definiscono in modo chiaro prima gli obiettivi comuni, di territorio, perpoi calarli nella propria realtà, per poi infine verificare periodicamente glistati di avanzamento e le eventuali azioni correttive.

Unindustria e CNA hanno rappresentato interventi di categoria,dove difficilmente sono emersi gli aspetti di cambiamento, l’attenzione piùsottesa alla cura del modello di business attuale, quindi attenta allarichiesta di nuovi progetti da parte dell’ente pubblico, di finanziamento e disostegno alle imprese. Nessun accenno ai cambiamenti che questi anni hannointeressato il mondo dell’ICT, trasformandone i connotati, il perimetro, conl’ingresso di nuovi modelli dove tutto sta divenendo virtuale, immateriale, congrandi players internazionali a dettare le regole di mercato. Ma oggi l’ICT èanche quell’arena dove si gioca su servizi e applicazioni, riducendo di moltole necessità di competenze tecniche, queste svolte da sempre meno persone e informa concentrata: l’esatto contrario del vecchio modello ICT, quello chechiede sostegno per il suo mantenimento.
E alla fine, con Assinform e Net Consulting, leassociazioni nazionali di categoria dell’ICT, è venuta la sveglia, fermandosi nontanto all’analisi del presente, quanto verso i trend futuri. Sono così statievidenziati i nuovi paradigmi, non tanto dell’ICT, quanto del mondo digitalenel suo complesso, dove l’ICT costituisce fattore agevolante, ma nonnecessariamente strategico. Ecco allora alcuni esempi, quale la sharing economy(i nuovi modelli di condivisione dei beni, vedi l’auto con Uber), l’IoT(l’internet delle cose, quello che connette in rete oggetti, dispositivi e lifa interagire, base del concetto di smart city), e-market place (i nuovimercati di digitali di prodotti e servizi, vedi Amazon), il clouding (i grandimagazzini di dati e applicazioni sparsi per il mondo, vedi Amazon, Google,Microsoft) , esempi che pongono in risalto l’inadeguatezza dei modelli di businessattuali, che già ora vengono erosi, ma che appena la consapevolezza da partedel mercato esploderà, saranno spazzati via d’un colpo. Un invito insomma adarsi una mossa, detto direttamente fuori dai denti.
In conclusione, la strada da percorrere dovrebbeessere chiara, occorre fare rete, dialogare, contaminarsi, aprirsi alleinnovazioni, tra cui l’importante mondo dei maker e dei fablab, ovvero delnuovo artigianato. Quindi definire le eccellenze strategiche del territorio concui andare sul mercato internazionale, l’unico che compra, oltre a quelloeuropeo. Per farlo le associazioni e gli enti dovrebbero dare il lorocontributo di facilitatore, poi fare subito un passo indietro, affinché leforze in gioco si sviluppino al meglio.

Probabilmenteoccorrerà rivedere alcuni “giocatori”, perché vale sempre la massima: quando ilmercato è in espansione, premia tutti, per cui basta esserci e i “giocatori”devono essere piacioni e non spaventare alcunché; viceversa, quando il mercatoè in subbuglio, occorrono “giocatori” che sappiamo indicare le nuove mete e leperseguano in modo deciso e rapido.

Sta anoi decidere se vogliamo essere “deserto dei tartari” o il nuovo CristoforoColombo.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 12:22 pm
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