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In città abbiamo un Superman

     Giugno 26, 2017   No Comments

di Franco Pedrelli

Lo avevamo scritto, non avevamo dubbi, poteva giungerci solamente la conferma: da buon ragioniere il Sindaco Lucchi ha svolto egregiamente i compiti.

Talmente bravo da centrare tutti gli obiettivi di programma, contenuti in 48 pagine, ciascuno di essi marcato con il timbro “Fatto”, come in quel programma per bambini, dove il conduttore al termine di ogni esibizione pronuncia la mitica frase, per l’appunto “fatto”!

Per fortuna i cittadini di Cesena non sono tutti bambini e Cesena, purtroppo, non è la Wonderland che Lucchi ci vuol far immaginare. Così non si sono fatte attendere le lettere indignate di quei cittadini che si son sentiti presi per i fondelli, tanto è assurdo l’aver a metà mandato già completato tutti gli obiettivi, ancor più se si analizzano singolarmente nel dettaglio.

Anche l’acuto cronista locale l’ha evidenziato, imputando la “gaffe” del Sindaco all’eccesso di “ansia da performance”.

Tant’è, certo è quanto dichiarato sui risultati di metà periodo è tale da far arrossire i precedenti sindaci, già rossi di loro! Poco conta per Lucchi che gli obiettivi di mandato siano stati appena avviati, basta aver dato il via per dichiararli raggiunti. Ricorda un curioso aneddoto dell’allora Sindaco Vitali di Bologna, al quale un giornalista chiese dov’erano i tanti decantati parcheggi pubblici, al che Vitali rispose “ma come?, li abbiamo deliberati, per cui sono fatti”. Ecco, basta deliberare, poi se vengono realizzati dopo 10 anni, vuol dire che nascono già vecchi di altrettanti anni!

Ma torniamo al nostro, perché è proprio nostro in quanto cesenati, Sindaco Lucchi, cosa farà a questo punto nel restante tempo residuo di mandato? Non vorremmo si annoiasse troppo, magari ritoccando gli obiettivi, che come tutte le cose che vengono prese e riprese poi si deteriorano. Ci auguriamo anche non voglia spingere ulteriormente sul marketing sociale, anche perché continuerebbe a farlo, vedi ultimo l’opuscolo di 48 pagine, con i soldi della collettività, specie in questo momento di crisi, dove anche qualche migliaio di euro è gradito sia impiegato negli aiuti sociali.

Come potremmo definire allora l’uscita del Sindaco? Diciamo come una scivolata nel mare dell’ottimismo, che nel nostro amato Paese ha avuto un Grande Maestro per 18 lunghissimi anni, tranne poi, come in una seduta ipnotica, esserci il battito di mani, il risveglio e il necessario confronto con la realtà. Ecco, non vorremmo ripetere nel locale l’esperienza del nazionale. La politica dell’immagine, dell’apparire, dell’ottimismo, del tutto “fatto” è stata copiata troppo da troppi, sia da una parte che dall’altra, sino a divenire un costume sociale, sino a divenire un marchio di fabbrica, tanto che Lucchi si potrebbe nominare Ber-Lucchi, ovvero ottimismo da…bere!

Ma sicuramente il nostro Sindaco ha meno colpa di quel che sembri, i suoi consiglieri sono stati frettolosi e ansiosi più di lui nell’eccellere nei risultati.

Auguriamoci allora diventi un po’ meno Superman e più umano, in grado di dialogare con i suoi simili a tutti i livelli, anche con i suoi omologhi romagnoli, se è vero che il rilancio del territorio non può che avvenire che attraverso la sua forte integrazione. Gliene saremmo profondamente grati.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 26, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 26, 2017 @ 10:13 pm
  •   In The Categories Of : Opinioni

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