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Il sistema museale cesenate e altri luoghi della cultura

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Giampiero Teodorani

Mi rendo conto che la condizione attuale della finanza pubblica, a cominciare da quella comunale, non induce a discutere i temi della programmazione delle strutture per la cultura e più in generale di tutto ciò che nel momento in cui si effettuano i tagli di bilancio è in prima fila; salvo poi capire, in seguito, che si è sbagliato. Non si può comunque vivere alla giornata e subire una programmazione a vista fatta di decisioni contrad-dittorie, affrettate e, spesso, frutto di singole persone. Scelte contingenti che comunque determinano e condizionano il futuro, magari compromettendolo (mi viene in mente l’avere voluto impiegare a tutti i costi alcuni finanziamenti per l’edilizia sociale nell’ex convento di S.Agostino). Il disegno di sviluppo di una città (compresa la cultura) non può essere legato al periodo del mandato amministrativo del Sindaco o degli assessori e all’obiettivo della loro riconferma. Inoltre, disegnare il futuro di una comunità significa anche “pensare in grande”, senza arrendersi alle momentanee difficoltà. Chi si occupa di Pubblica Amministrazione e ha un minimo di esperienza sa che spesso è più facile finanziare opere importanti, inserite in programmi europei o nazionali, capaci di generare sinergie, magari utili per creare economie e occupazione, anziché trovare i due-trecentomila euro per riparare i danni creati dal maltempo nelle strade. Oggi, ancora più di ieri, occorre abilità politica per creare canali di finanziamento. Quando i Forlivesi decisero di abbandonare il progetto sbagliato, che proponeva la realizzazione del teatro nell’ex complesso del S. Domenico ed imboccarono la strada del recupero per fini museali della grande struttura (oggi fra le più belle in Italia) non si spaventarono degli alti costi e crearono sinergie utili a tal fine. Forse, non tutti sanno, che gran parte di quell’intervento è stato finanziato con i proventi del gioco del lotto, che peraltro il ministro Veltroni promise anche a Cesena per la Grande Malatestiana e che devono ancora arrivare. Guardando le città romagnole che nell’ultimo ventennio hanno realizzato importanti interventi come il S. Domenico, il Castel Sismondo a Rimini, la Loggetta Lombardesca a Ravenna, sedi di importanti eventi di livello nazionale e strutture destinate a incidere profondamente nel sistema museale e culturale di quelle città e dell’intera regione, Cesena, se si esclude l’intervento ancora in corso della Biblioteca Malatestiana, è rimasta al palo. Ha assecondato e coltivato l’idea di piccoli musei ricavati dal restauro di contenitori pubblici che avrebbero dovuto essere, come si diceva negli anni settanta, polifunzionali o polivalenti; ma spesso ha prevalso la logica del “chi arriva prima” o delle soluzioni estemporanee e di ripiego. In realtà il perseverare oggi su un tipo di insediamento museale, che qualcuno allora ha definito diffuso, altro non è che il sintomo di una incapacità di programmare, scegliere e progettare. Ci troviamo oggi a dovere sopportare un sistema mai pensato in funzione del dimensionamento che una struttura deve avere nel tempo o della fruizione che deve garantire. Sulla carta (nel senso che ognuno ha la sua piccola pubblicazione) e in teoria, i musei cesenati sono una decina, in realtà, se si esclude quello Archeologico, presso la Biblioteca Malatestiana, nessuno meritevole di tal nome. Anche questo comunque, date le dimensioni, non può proporre alla visita del pubblico, l’enorme patrimonio rinvenuto negli ultimi trent’anni di scavi cesenati e conservato presso un deposito (di fortuna?) nel chiostro di S.Domenico. Si può anche dire che ogni “argomento” ha il suo museo o similare: le scienze naturali (perché vicino c’è il parco?), la civiltà contadina o dell’agricoltura (nella rocca che rappresenta l’inverso della civiltà contadina), la centuriazione romana, il cinema, il teatro, la musica e gli strumenti musicali, le miniere di Fomignano, la Pinacoteca e forse ne ho dimenticato qualcuno. Svolgono per lo più un ruolo di testimonianza sul singolo “argomento” e a volte svolgono funzione conservativa dei beni (non è poco) e il loro utilizzo per fini didattici, grazie all’impegno di alcune associazioni del volontariato che ne garantiscono l’apertura al pubblico e a volte le visite guidate per le scolaresche. Un sistema “frastagliato”che non diventa mai polo di attrazione e dall’altra parte composto da strutture di dimensioni insufficienti a creare una gestione dei servizi sostenibile. Alla luce di queste considerazioni nel triennio 2003-2006, un gruppo di lavoro interdisciplinare, nominato dalla Amministrazione Comunale e coordinato dal Prof. Piergiorgio Pasini, già direttore del museo della Città di Rimini, elaborò un programma e un progetto di fattibilità per la realizzazione del museo della Città di Cesena, nel complesso conventuale di S.Agostino. Non per dare vita ad un ennesimo museo, ma per farvi confluire quell’arcipelago di musei, fondi e raccolte varie sparse per la città. Anche per dare vita ad un modo nuovo di rappresentare la storia e il patrimonio della città attraverso l’insieme degli elementi che contribuirono a creare le vicende storiche del territorio. Esistono musei di questo tipo in diverse realtà europee, prima fra tutte la Scozia, dove ogni città medio-grande rappresenta il proprio passato in un’unica struttura fenomenale per la conoscenza, dalle origini al contemporaneo. Il Consiglio Comunale sul finire della scorsa legislatura approvò, mi sembra alla unanimità, il documento progettuale che quella commissione produsse. La facoltà di Architettura di Cesena (forse per la prima volta) predispose un progetto di massima, ma molto dettagliato, sul programma del Comune e che venne esposto al pubblico nella ex chiesa dello Spirito Santo. In quel periodo furono inoltre acquisite le parti immobiliari di proprietà della Curia e oggi l’intero complesso è di proprietà del Comune di Cesena. Ma all’inizio della nuova legislatura comunale sulla intera vicenda scende il silenzio; nessuno più ne parla. Proprio così, nessuno ne parla!. Nel programma del Sindaco non vi è traccia, anche se l’assessore è lo stesso e le problematiche non mi sembra siano cambiate. Anzi! Si da vita a una ennesima struttura che va nella direzione opposta all’accorpamento auspicato dal programma per il Museo della Città, la Casa-Museo Serra in viale Carducci, anch’essa da finanziare, gestire, aprire al pubblico e via dicendo. Il modello e l’obiettivo di creare tre-quattro poli forti e importanti non si afferma: si preferisce operare nella vecchia logica e dare risposta al contingente, sperando che il piccolo sia anche bello. A tratti, negli ultimi tempi, si coinvolge la Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena per risolvere il problema degli angusti spazi della Pinacoteca Comunale in una sorta di “scambio” con la Biblioteca Ghirotti, la cui collocazione definitiva è prevista nel progetto dell’Arch. Gregotti nell’edificio del centro direzionale della Cassa all’ex zuccherificio e qualcuno vorrebbe sistemare nella Malatestiana. La vera e unica novità è costituita dalla acquisizione del palazzo ex Roir da parte della Fondazione della Cassa, dove fin dagli anni settanta si prevedeva di collocare la Pinacoteca, che avrebbe dovuto raccogliere anche i dipinti del Roir, della Ausl e altre collezioni. Ma anche in questo caso il progetto non è molto chiaro. La Fondazione intende sistemare la propria collezione di dipinti del ‘600, molto specialistica e autoreferenziale. E’ pensabile che anche gli altri 8-10 secoli di pittura possano trovare collocazione in quella struttura?. Troveranno collocazione solo i dipinti del ‘600 e del ‘700? Ha senso? E gli altri? Gli interrogativi sono tanti e in questo momento non trovano risposta nell’operato della Pubblica Amministrazione. Io propongo una ulteriore domanda: che fine faranno i locali della scuola Corelli, che si trasferirà e che, guarda caso, sono attigui alla Pinacoteca Comunale? Andranno al primo che arriva? Forse è il caso di ridiscutere tutto.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:29 am
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