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Il Sindaco dribbla le parti sociali

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Maicol Mercuriali

Se il modello Renzi funziona è ancora troppo presto per dirlo. La voglia di cambiare il Paese, almeno a parole, al premier non manca di sicuro. Da un annetto a questa parte sul carro di Renzi sono saliti in tanti. Ora – senza tirare fuori la solita solfa dei renziani della prima ora e quelli dell’ultimo momento – anche a Cesena il Pd si è scoperto improvvisamente renziano. E il sindaco Paolo Lucchi ha declinato in salsa cesenate il modello del presidente del Consiglio. Forse, da amministratore pubblico, lo ha fatto addirittura meglio dell’ex sindaco di Firenze e anche la sua leadership (e controllo) del partito è addirittura più solida di quella del segretario nazionale dei democratici.
Se Lucchi, per certi versi, può dirsi pure meglio di Renzi è anche merito della sua squadra: assessori, consiglieri, uomini di partito. Il primo cittadino di Cesena ha potuto scegliere – praticamente senza mediare e senza scendere a compromessi con gli alleati – le persone di cui circondarsi. L’estrema sicurezza e solidità del suo agire politico la si è potuta toccare con mano sulla scelta dell’assessore “ripescato”: non Elena Baredi (assessore uscente alla cultura di Sel, secondo partito della coalizione in termini di voti, che lo aveva sfidato alle primarie) ma Christian Castorri, fautore della lista civica Semplicemente Cesena. Una decisione che ha provocato lo strappo di Sel a cui però, il Pd e il sindaco, non hanno dato molta importanza.
Se le posizioni di Renzi e della Camusso (leader della Cgil) sono distanti anni luce, anche a Cesena i rapporti tra il mondo delle rappresentanze sindacali ed economiche e l’amministrazione comunale è radicalmente cambiato. Il tutto nel giro di un paio di anni. Paolo Lucchi non attacca le parti sociali come talvolta fa Renzi. Semplicemente le dribbla. All’inizio del suo primo mandato il sindaco non si è sottratto alla vecchia liturgia del confronto con Cgil, Cisl e Uil, poi con le varie associazioni del commercio e dell’artigianato. Poi, prendendo al balzo il modello Renzi, ha superato questo confronto aprendo le porte dell’amministrazione alla città, cercando di coinvolgere direttamente i cittadini e mettere in secondo piano il mondo della rappresentanza. Dialogo con i cittadini è la parola d’ordine dalle parti di Palazzo Albornoz: ed ecco nascere i percorsi partecipati per i lavori pubblici, per il bilancio, Carta Bianca, gli appuntamenti sulla Malatestiana, sull’Economia… Contenitori spesso criticati, ma dove Lucchi va a parlare direttamente con gli imprenditori, con i cittadini… E dove sindacati e associazioni non sono più protagonisti, ma solo una voce delle tante. Al pari di un cittadino qualunque. La città, almeno per il momento, non ha capito a fondo lo strumento che ha in mano e l’opportunità data dal Comune: se questi incontri fossero più partecipati, se l’opposizione dicesse le cose che pensa anche durante questi momenti, se le migliori intelligenze di Cesena si presentassero in questi confronti… E’ indubbio che l’amministrazione sarebbe messa alle strette molto di più che una banale presa di posizione sulla stampa o in Consiglio comunale.
Certo, ci sono temi nei quali questi confronti non vengono messi in atto. Prendiamo la sanità, per esempio. Oppure le tasse. L’Ausl unica è partita proprio male: il cittadino non percepisce cambiamenti e deve fare i conti con i cronici problemi delle liste d’attesa lunghe, file al pronto soccorso, ticket da pagare e via dicendo… Ma anche sul versante economico ancora non si conoscono – e a questo punto vien da pensare che non ci siano – i possibili risparmi della fusione tra le quattro Ausl della Romagna, risorse da poter reinvestire nel miglioramento dei servizi. Si vocifera solo di ridimensionamenti, di possibili chiusure di presidi periferici e, per chi ne aveva la possibilità, di poltrone da conquistare. Il sindaco Paolo Lucchi è stato uno dei sostenitori di questo progetto e forse, oggi, qualche imbarazzo per come stanno andando le cose lo prova anche lui. Il centrosinistra e gli amministratori della Romagna dovrebbero suonare la sveglia ai manager che stanno gestendo questo delicato processo. Va bene innovare, ma sulla sanità non ci si può scommettere. E la Regione Emilia-Romagna ha le sue responsabilità.
Capitolo tasse. Alla fine tanti cesenati pagheranno di più: Tasi, Tari, addizionale Irpef… E’ una giungla di aumenti e un groviglio complicato di possibili detrazioni. Passi il principio dell’equità e della sacrosanta intenzione di aiutare le fasce meno abbienti: ma in Comune, pur con le migliori delle intenzioni, hanno creato un bel po’ di confusione. Non c’era bisogno di introdurre a tutti i costi un qualche cosa che potesse somigliare al bonus 80 euro di Renzi. Ma la voglia di impartire politiche in linea con quelle del premier, in Municipio, viaggia sempre a mille. E così, nei giorni in cui impazza la discussione sulla riforma del lavoro (Job Act), a Cesena nasce “Sosta Job”, un abbonamento speciale per i pendolari… E’ solo il nome di un abbonamento, per carità, ma dà tanto la sensazione di voler sbandierare un renzismo all’ennesima potenza anche nelle piccole cose.
Sulla cultura e sulla Biblioteca Malatestiana il Comune è stato subissato di critiche. Alcune, sinceramente, un tantino ingenerose e dettate anche da un pizzico di astio personale. E’ evidente che la nuova Malatestiana non è partita col piede giusto. Si sa che le risorse economiche a disposizione non sono molte. Ma il sindaco Paolo Lucchi per primo ha capito che qualche errore è stato commesso e sta cercando di rimediare. Ora, prima di dire che la pezza è peggio del buco vediamo cosa l’amministrazione metterà in campo per il rilancio della Biblioteca e per fare della cultura cesenate un volano per il turismo e l’economia. Se ascolterà i suggerimenti arrivati in questi mesi – anche dalle colonne di Energie Nuove – si può essere fiduciosi che qualche cosa cambierà in meglio.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 9:13 am
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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