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Il congresso della UIL. Sanità, Patto e cultura laica

     Giugno 28, 2017   No Comments

La Uil è un importante sindacato, specie nella nostra realtà territoriale. Di recente se ne è svolto il congresso, a Cesena. Ampia la relazione del segretario Zignani. Ne raccogliamo alcuni stimoli. A proposito della Azienda unica, romagnola, della sanità; della proposta di un patto sociale e per lo sviluppo . A proposito del richiamo alla cultura laica e democratica e alla tradizione repubblicana, che sono alle origini della Uil cesenate. Partiamo da qui. La Uil è parte del più vasto radicamento sociale che da quelle ha preso forma in Romagna e a Cesena. In tempi di forte ideologizzazione e politicizzazione e di forte presenza dei repubblicani. Il Pri, motore primario di quel radicamento politico e sociale, che si trasmetteva attraverso l’azione nelle istituzioni, la compenetrazione nelle forze sociali ed economiche, con proprie e collaterali organizzazioni cooperative e, appunto, anche sindacali, come la Uil. “Collateralismo” non è una parola sporca (soprattutto in assonanza con quei tempi). Anche in passato era proforma negarlo con una supposta “autonomia” dai partiti, che in realtà non era affatto così manifesta come la si voleva far sembrare. Di certo non significava stretta dipendenza (quella maggiore era di certo, per conformazione, nell’ambito comunista, seppur anche lì si stagliavano tal volta le “autonomie” dei Di Vittorio o dei Lama). Basti dire che se si guarda la formazione dei gruppi dirigenti che si sono susseguiti si constaterà la forte influenza della politica di riferimento. Orme e tracce non ancora disperse. Oggi, indubbiamente, è tutto diverso. Vale per tutti. Perfino per le forze politiche, che non sono più i partiti di una volta. Vale per le forze sociali ed economiche. È mutata anche l’influenza di quelle. Non è escluso che ne avessero di più in quei tempi trascorsi piuttosto che negli attuali. Ne fa testo il dibattito sui corpi intermedi sociali ed economici e sulla loro forza di farsi ascoltare e di incidere. Non meno che della loro capacità di ammodernarsi. Un guizzo di rilievo, assonante con la propria cultura, la Uil l’ha avuto con “il Sindacato dei cittadini”. Una buona intuizione. L’assegnarsi una rappresentanza di interessi più vasta e non solo quella strettamente ancorata al lavoro dipendente. Anche di chi il lavoro non ce l’ha, e lo cerca. E un’azione come sindacato dei cittadini, è anche un orizzonte di apertura culturale, di rinnovato e nuovo impegno sociale. È coerente con una simile visione dell’impegno sindacale la battaglia della Uil di Cesena per un Patto sociale per lo sviluppo. Coinvolgere le istituzioni, le forze attive economico-sociali del territorio per valutare insieme le situazione e delineare un comune progetto di azioni per fronteggiarle al meglio. Ognuno per la sua parte, in un disegno condiviso. Una buona proposta. Che non è il solito “tavolo” o la “concertazione” (coniugati in sindacalese). Ma forme efficaci di più responsabile e rinnovata partecipazione e di coinvolgimento attivo nelle politiche territoriali. Una proposta, non solo “progetto di comunità”, ma anche estensibile e collocata nell’ambito di area vasta romagnola, dal quale non si può più prescindere a proposito delle maggiori questioni che attengono al nostro sviluppo. Nei diversi campi. Non ultimo la sanità. Sull’Asl unica romagnola la Uil cesenate è stata anch’essa di gran impegno per volerla. Ma deve, purtroppo, rimarcarne il pessimo inizio. Per responsabilità della politica: della Regione e delle istituzioni locali, soprattutto. Ora, però, fatto il congresso, posizionato il suo impegno e la sua linea di azione, la Uil non può non valutare il contesto con cui impatta e con il quale impattano le sue stesse proposte e sollecitazioni. Già durante il suo stesso congresso la Uil ha potuto ascoltare che da fondamentali interlocutori delle sue proposte c’è esplicito diniego e scarsa particolare attenzione. Da parte di altre forze sindacali. Il Sindaco ha affermato, anche esplicitamente, che per lui tradurre il Patto significava fare quello che avrebbe fatto di lì a poco in Comune in una riunione che definiva il bilancio con “equità ed equilibrio”. Un congresso della Uil, pertanto, comunque rilevante. Anche per ciò che ha reso chiaro e di cui la Uil dovrà prendere atto per determinarsi in conseguenza. La Uil – si può trarre da questo congresso – è forza che può innervare, per la sua parte, la cultura laica e democratica in cui affonda le sue radici. Affermandosi, di per sé stessa e anche in quanto “sindacato dei cittadini”, come un valido strumento che trasfonde quella cultura, nella vita sociale, economica, civile, della nostra realtà. Ben lungi, per fortuna, dalla contraddittoria impostazione di chi, pur dichiarandosi di cultura laica e democratica, ha confuso lo strumento (politico) con il fine. Questi ultimi con la cultura laica ci stanno come i cavoli a merenda. Sulla sanità e l’Asl romagnola la Uil ha piena consapevolezza di quanto sia necessario un lavoro ed un dibattito, inevitabilmente non privi di contrasto e di polemica, affinché si “cambi verso” rispetto al modo con il quale una buona idea e riforma è decollata, e procede, nel peggiore dei modi. Se e come intraprenderà questa battaglia è quanto si vedrà fin dai prossimi giorni. Per quanto riguarda il Patto c’è solo da dover constatare che altre forze, anche sindacali, non hanno certo uguale convinzione e spinta. Se si escludono quelle, come in specie la Confartigianato che parlano, con contenuti rimarchevoli, di “progetti di comunità”. Ma soprattutto c’è da dover constatare che l’istituzione locale (che dovrebbe essere il principale motore che spinge la realizzazione di quel Patto sociale per la crescita e lo sviluppo) si tiene distante (se non addirittura in contrasto) ed autoreferenziale. In questa condizione perseguire a parlare di quel Patto rimane un esercizio meramente intellettuale. L’atto politico vero, consono a una forza sociale importante come la Uil, è – sarebbe – la denuncia delle ragioni e delle non volontà che vanificano quella proposta. Alla Uil non interessa fare la parte di chi “abbaia alla luna”. C’è da attendere, quindi, che di fronte alla determinazione della proposta, ci sia la chiara denuncia delle motivazioni e delle determinazioni che la impediscono. Nel suo complesso, quel congresso, se non si ferma al giorno in cui si è concluso, è sicuramente un segmento attivo in un dibattito locale che purtroppo langue. È piacevole constatazione, a proposito della Uil, quella di una autonomia, politica e sindacale, da tempo vieppiù affermatasi senza nemmeno più l’ombra di antichi “collateralismi”. Seppur si deve stare attenti, nelle trasformate e nuove situazioni, alle sirene e alle pressioni di un certo potere, di un certo modo di intendere il potere. Disinvolto nel cercare di ottenere forze prone o ad esso collaterali.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 9:07 am
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