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Identità smarrita di una forza di potere

     Giugno 27, 2017   No Comments

L’identità smarrita. Questo il titolo di un articolo di Paolo Franchi sul Corriere della Sera di Mercoledì 30 aprile. Articolista notoriamente di sinistra, ex direttore del Riformista e adesso di nuovo in forze al Corriere. Articolo sulla sinistra, sul Partito Democratico. La sinistra riformista di Veltroni e C.. Fra altri quesiti e altre riflessioni: “ E non avrà per caso seri problemi di identità,oltre che di radicamento popolare, un partito nuovo e novista la cui caduta nella Capitale che aveva eretto a modello, e che fino a ieri era guidata dal suo leader, viene salutata da tanti elettori (a torto o a ragione, non è questo il punto) alla stregua di una liberazione? Non sarà forse che dalla maggioranza dei romani e degli italiani questa sinistra dichiaratamente non di sinistra che però parla a nome della sinistra viene percepita soprattutto come una forza di conservazione ( di potere, di interessi, di casta, di status, di posti), per soprammercato fastidiosamente supponente e gratuitamente moraleggiante, piuttosto che di trasformazione e di cambiamento, e che tutto questo ha qualcosa da spartire sia con la cosidetta << antipolitica>> sia con lo spostamento a destra politicamente e culturalmente così profondo, socialmente così trasversale, del Paese? Si tratta, è ovvio, di domande sgradevoli. Ma a non porsele, a non cercare delle risposte, a limitarsi a dire, come ha fatto Goffredo Bettini sollecitato dai cronisti:<< Tutto il mondo mi rompe i c…>>, si rischia a sinistra qualcosa di ancora peggiore di quel che è capitato in questo aprile impietoso. La storia non è finita qui, tempo per ragionare ce n’è. Ma non tanto:”
Queste domande e queste riflessioni sarebbe bene non fossero solo fatte a Roma e in sede nazionale da parte del PD. Farebbero bene a porsele anche i pidini locali. Qui, in Emilia-Romagna. Qui, a Cesena. Dove si sentono ipertranquilli, forti e potenti. Qui dove il sistema di potere da essi diretto ed improntato è pervasivo e super spalmato sull’intera vita economica, sociale, culturale e civile. Qui dove per dirla con Macchiavelli dove non arrivano tramite il consenso, arrivano tramite il timore che incutono. Una roccaforte che perdura da decenni. Robusta, certo. Ma che non è detto debba e possa durare in eterno. Che c’è di eterno? Il futuro, se non a breve, di certo non mai e neppure tanto lontanamente, potrebbe anche riservare qualche sorpresa. Certe cappe opprimenti è probabile comincino a disturbare ed a rendere irrequieti, piuttosto che essere ben accette e ineluttabilmente subite. Ciò che manca nella nostra realtà regionale e in particolare locale è una forte dialettica politica e democratica capace di dare evidenza netta e concreta di questo sitema bloccato e assai oppressivo. Il dibattito politico langue. Perfino la polemica non si accentua.
Le forze politiche di potere non hanno alcuna intenzione di polemizzare con chicchessia e tanto meno di dibattere su argomentazioni differenti con altre forze. Il livello della politica locale e la sua dialettica è tale che non impensierisce il manovratore. I gestori del potere lasciano che tutto scivoli nel silenzio. Ogni giorno è un giorno nuovo. Gli attacchi che subiscono hanno un tale livore di contrarietà preconcetta spesso che passato il momento non lasciano ricordi e non durano nel tempo.
Il dibattito lo evitano così che anche le cose importanti si lasciano scivolare via. Non si tengono le pagine dei giornali sulle questioni rispetto alle quali bisogna dare delle risposte. Nei giornali è sufficiente andare per dire che si è inaugurato qualcosa che si è stati presenti in un’altra. Le forze di potere a Cesena sono questo. Presenzialiste. Autoreferenziali. Gestrici del potere. Per convincere. Anche per intimorire. Tutto per continuare ad essere gestori. Conservatori. Casta. Insomma sistema di potere chiuso. Chissà che anche i cittadini di Cesena prima o poi non abbiano ad avere un qualche sussulto di indignazione e di desiderio di cambiamento. Che non potrebbe che essere benefico. Più qui che altrove.
Davide Targhini

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:24 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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