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Finalmente il coraggio di una sinistra che cambia

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Daniele Gualdi

Guardare quel 40,8% conseguito dal PD alle recenti elezioni europee e chiedersi come è cambiata la sinistra e come sta cambiando l’Italia. Già perché questo risultato inatteso nelle sue dimensioni ha già cambiato la politica italiana dando quella centralità mai vista ad un partito della sinistra al punto che non solo i suoi leader , ma anche gli stessi commentatori e analisti politici lo hanno ribattezzato “partito della nazione”. In pochi mesi si è realizzato il progetto in1ziale di Walter Veltroni di fare del Partito Democratico una forza a vocazione maggioritaria. Ciò che solo nel 2006 sembrava una illusione politica, da febbraio a maggio di quest’anno è divenuta realtà e non c’è dubbio che il merito di tutto questo sia ascrivibile al segretario, nonché presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Quello che non era riuscito ai padri fondatori del PD, ex DS e ex Margherita, che solo nel febbraio 2013 avevano conquistato un misero 25% perdendo le più facili elezioni della storia repubblicana è riuscito a un sindaco di Firenze che in un paio di anni ha scalato un partito mettendo completamente fuori gioco la vecchia dirigenza con uno stile che ha letteralmente capovolto i linguaggi e le liturgie della vecchia sinistra. Forse non poteva che essere così: ad una profonda domanda di cambiamento che saliva da diverso tempo in Italia, complice anche il fallimento della più impresentabile classe politica d’Europa, si doveva rispondere con un cambiamento in sé dirompente, ma l’unico che potesse essere percepito come tale. Perché tutto questo non è avvenuto prima con altri leader? A mio giudizio perché alla sinistra della seconda repubblica è mancato il coraggio di cambiare, di dare una speranza agli italiani, di costruire una nuova visione politica in cui identificarsi, preferendo la sicurezza del tatticismo politico tanto incomprensibile quanto inutile. In altre forme e in altri modi la sinistra era parte di un sistema consociativo mai tramontato, nonostante il bipolarismo. In fin dei conti il berlusconismo lo si è combattuto non oltre una certa misura ( quella che serviva a mascherare un deficit di iniziativa politica) mentre la cattiva politica, quella degli scandali, della corruzione non ha certo risparmiato amministratori e perfino politici di primo piano del PD. La mancanza di coraggio si espresse persino di fronte a esperienze deludenti come quelle del Governo Monti che vennero prese a riferimento per la l’avvio della campagna elettorale del 2013. Nulla di nuovo era capace di trasmettere la sinistra se non “un po’ più di lavoro” “un po’ più di solidarietà” vale a dire programmi incomprensibili così come emergevano nello slang di Pierluigi Bersani. Insomma la cosiddetta sinistra riformista era ferma al palo, nessuna emozione sapeva suscitare non solo per la mancanza di un leader carismatico, ma soprattutto per la pochezza della sua proposta che certo non poteva attrarre un elettorato sempre più insofferente e piegato dalla crisi economica che trovò molto più allettante la sfida del M5S. Una sinistra timorosa prima di tutto di se stessa, paralizzata dai veti incrociati degli ex che mai avrebbe condotto il PD nell’ambito del socialismo europeo, promosso un imponente processo di riforme, fra cui quelle sulle unioni civili e quelle costituzionali, redistribuito in parte la ricchezza (con i famosi 80 euro) attraverso la tassazione delle rendite finanziarie. Renzi ha certamente dalla sua l’energia della sua giovane età e quel coraggio politico sconosciuto ai suoi predecessori tutti presi da complicatissime alchimie politiche. Molti si sono chiesti se la proposta politica del segretario del Partito Democratico sia effettivamente ascrivibile a sinistra o non sia un ibrido di componenti moderate improntate al liberalismo e al solidarismo cattolico con qualche spruzzata di socialdemocrazia. Sarebbe un esercizio inutile a mio giudizio: la sinistra può cullarsi nelle migliori storie e culture politiche che l’hanno caratterizzata ma se è ininfluente ha già tradito un suo mandato storico , quello di scrivere la storia delle persone che dovrebbe rappresentare e che invece hanno altri punti di riferimento. Così è stato in questi decenni dove le migliori battaglie politiche, dai diritti civili, a quelli sociali da quelle per la legalità fino ai beni comuni sono venute da movimenti transeunti che hanno colmato un evidente vuoto politico. Chi scrive ne ha condiviso le battaglie rammaricandosi del fatto che la sinistra arrivasse sempre dopo. Ora che la sinistra gioca d’anticipo e propone un suo cambiamento che è divenuto non solo agenda politica italiana ma anche europea sarebbe singolare metterne in dubbio l’identità. Sinistra è cambiamento, è abbattere vecchi e nuovi privilegi perchè questa fase storica necessita di togliere l’Italia dall’immobilismo in cui è precipitata con i risultati impietosi che sono sotto gli occhi di tutti. Di questo porta innanzitutto responsabilità la destra, ma certo il limite a sinistra è stato quello di non anteporle un chiaro e coraggioso programma di cambiamento del paese. Tutto bene dunque? Credo che non vadano sottaciuti i rischi futuri che può correre un partito la cui popolarità si fonda sull’ immagine e sulla forte personalità del suo leader soprattutto quando certe decisioni richiedono oltre alla velocità anche la condivisione. Valgano su tutti la riforma elettorale e quelle costituzionali, certamente uscite dalle secche parlamentari ma che in una fase iniziale hanno vissuto di improvvisazione. Infine se lo schema renziano è quello della rottura di tabù, per promuovere il cambiamento, questo deve essere portato fino in fondo incidendo sui fattori che creano disuguaglianza e lasciano il lavoro al palo. Il semestre europeo sarà un importante banco di prova per il nostro premier ma ancora di più la realizzazione del programma per “i mille giorni” dove lavoro, cultura, scuola e riforme sono indicate come prioritarie. Alla fine si giudicherà solo su questi.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:47 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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