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Evitare inutili duplicazioni

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Stefano Montalti*

Energie Nuove torna con continuità sul tema della organizzazione della sanità in Romagna e il dibattito che ne scaturisce rende la discussione a Cesena interessante e non scontata. Sono state diverse le personalità politiche, sindacali ed istituzionali intervenute sul tema di un’Azienda unica.

L’approccio più convincente non mi pare quello di ripartire dai PAL (Piano Attuativo Locale) vigenti nelle singole Aziende, pensati in un’ottica che non va oltre il coordinamento delle AUSL attuali, ma mi sembra necessario un cambio di visione.

Il Sindaco di Cesena proponendo di costruire un Atlante dei servizi socio-sanitari delle tre province romagnole, sembra lo delinei.

In primo luogo vi è il tema di chi discute e sulla base di cosa. Le assemblee elettive, gli am-ministratori da un lato, gli operatori, le aziende sanitarie, i comitati e la complessa trama dell’associazionismo dall’altro, con le funzioni e i ruoli dei quali sono titolari, non esauriscono in se stessi il tema della partecipazione. Le forze politiche potrebbero, uscendo da una dinamica puramente “dichiarativa” tentare di costruire dei luoghi di partecipazione politica reale sul tema della salute. I cambiamenti fondamentali nella sanità sono avvenuti nel vivo di discussioni pubbliche, di campagne informative e di movimenti d’opinione, politici e sindacali, i cambiamenti che si prospettano per la sanità in Romagna non richiederanno una vivacità minore.

La qualità della sanità locale, provinciale e regionale è alta e negli anni è stata concretamente riscontrata dagli utenti.

Questo dato di fatto non esime dal visualizzare le aree di criticità, le inutili duplicazioni, le ridondanze direzionali e le prospettive conseguenti alle scelte nazionali.

Il finanziamento nazionale del servizio sanitario, è abbastanza cervellotico. Storicamente il fondo sanitario è sottostimato del 5-6% ogni anno che, lungi da indurre risparmi di spesa, determina solo incertezze e la necessità di successivi rifinanziamenti.

Il governo Berlusconi nelle sue ultime, concitate, manovre ha introdotto ticket, tagli dal lato del finanziamento, confermati dall’attuale governo, che stanno producendo divaricazioni nel diritto dei cittadini ad avere pari opportunità di accesso alle prestazioni.

Io penso che per evitare di cadere in una spirale che connetta i tagli nazionali all’inceppamento del servizio sanitario, tagli quindi suscettibili di incidere sulle condizioni di salute dei cittadini, si debba mettere in discussione sia l’assetto dei servizi che la loro gestione e la loro organizzazione. L’una cosa è connessa all’altra, non sarà sufficiente fronteggiare il definanziamento del servizio sanitario pensando solo ad una mappa ap-propriata di ciò che serve, indipendente-mente dalla gestione.

Il servizio sanitario è un bene comune fondamentale al quale non vogliamo rinunciare e per il quale prima di pensare a coperture inferiori si è disponibili a pensare cambiamenti profondi.

Occorrerà garantire la vicinanza ai cittadini dei servizi di base e comunque ricomprendere nel territorio romagnolo quelli che richiedono una più elevata intensità tecnologica e di specializzazione del personale sanitario.

Ripropongo qui un passo avanti concreto da realizzare attraverso una “spending rewiew” (revisione della spesa) della sanità in Romagna, che unita a quell’Atlante dei servizi del quale ha parlato il Sindaco Lucchi, potrà sviluppare l’istituzione prevista dalla Regione dell’Area Vasta Romagna, anche indipendentemente dall’evoluzione delle altre Aree Vaste, con una specifica organizzazione sanitaria romagnola.
*Segretario Sinistra Ecologia e Libertà. Cesena

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:37 am
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

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