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Eutanasia. Tema scomodo ma attualissimo

     Giugno 26, 2017   No Comments

di Giancarlo Biasini

Il tema del trattamento medico in finevita rimane attualissimo e la riunione sulla “buona morte” del 12 maggio aCesena ne è testimonianza. Altra testimonianzaè stata la raccolta, in molti comuni italiani, delle dichiarazioni anticipatedi trattamento dei cittadini residenti data l’assenza dei legislatori. Queste ultime iniziative, anchese prive di valore legale, possono valere , come è successo nel caso di EluanaEnglaro, quando sia necessario ricostruire, a posteriori, le volontàdell’interessato. Vanno quindi incoraggiate in ogni comune italiano. In assenza di leggi è la giurisprudenza a sostituirsi al legislatore quando questo è assente o pigro o timoroso o inconcludente.Ci sono alcuni casi che, negli ultimitempi, hanno segnato un sicuro progresso nell’ambito giurisprudenziale.

Sul caso di Eluana ci si è trattenuti dettagliatamente sul numero 1 del 2015 a pag.42 di questa rivista. Riassumendo brevemente: il padre di Eluana, in qualità di tutore,aveva fatto richiesta alla regione di residenza, la Lombardia, di mettere a disposizione unastruttura per il distacco del sondino nutritivo che la teneva in vita. Laregione aveva respinto la richiesta “inquanto le strutture sanitarie lombarde sono deputate alla presa in caricodiagnostico-assistenziale dei pazienti”. Il sondino non sarebbe stato, secondo la Lombardia, una procedura“assistenziale”, ma solo “nutritiva”. BeppinoEnglaro era ricorso al TAR che il 26/01/2009 aveva affermato che “E’ illegittimo il provvedimento dellaregione… di vietare alle strutture… la sospensione del trattamento alimentarein soggetto in stato vegetativo permanente… qualora si sia accertato il rifiutodell’interessato a ricevere tale trattamento”. Contro la sentenza del TAR la regione Lombardia interpose appello che il Consiglio di Stato (2settembre 2014, sentenza n. 4460) ha respinto valutando che la nutrizione artificiale era un vero e proprio trattamento terapeuticoche Eluana aveva il diritto dirifiutare. Dice il Consiglio di Statoche “L’inserimento, il mantenimento e larimozione del sondino naso-gastrico o della PEG sono atti medici e non possono inalcun modo essere considerati una forma di alimentazione sui generis, quasi unregime dietetico a parte, un surrogato dell’alimentazione e idratazionenaturale”.

Il secondo caso è quello di PiergiorgioWelby attaccato, in un momento diincoscienza, ad un respiratore automatico senza sua autorizzazione. Questa nonautorizzazione lo spinse a chiedere piùvolte che gli venisse «staccata la spina», ma la sua richiesta non fu accolta. Il 16 dicembre 2006 PiergiorgioWelby si è congedato dai parenti con il distacco del respiratore. Lo ha assistito il dottor Mario Riccio che ha confermato aigiudici di averlo aiutato a morire. L’ordinedei medici di Cremona (1/02/2007) ha riconosciuto che Riccio ha agito nella pienalegittimità del comportamento etico e professionale. Il GUP di Roma Zaira Secchi (23/07/2007) lo hadefinitivamente prosciolto ordinando il non luogo a procedere perché il fattonon costituisce reato.

Il terzo caso è quello di Giovanni Nuvoli, arbitro di calcio da sei annicompletamente paralizzato. Nuvoli chiese ai medici che gli staccassero il respiratore. L’anestesista TommasoCiacca (10/07/ 2007) stava per aderire alla sua volontà, ma fu bloccato daicarabinieri. Nuvoli iniziò uno sciopero della sete e della fame che lo portòalla morte il 23 luglio 2007. La Procura della Repubblica di Sassari indagò peromicidio del consenziente il medico che aveva praticato solo la terapia sedativa edantalgica. Il 23 gennaio 2008 il giudice dichiarò che “un omicidio del consenziente non è configurabile. […]. Il rifiuto opposto dal Nuvoli è giuridicamenteefficace, perché rientrante nell’art. 32 II della Costituzione, per il qualenessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non nei casiprevisti dalla legge. […] il comportamento dell’indagato si presenta anchedeontologicamente corretto all’interno di un rapporto di natura contrattuale acontenuto sanitario fra medico e paziente”.

Sul tema del fine vita negli ultimianni ci sono stati autorevoli interventidi teologi cattolici, particolarmente sul problema della vita umana come donodi Dio di cui l’uomo non ha disponibilità.Da laico penso che la ragione , la storia, la conoscenza siano glistrumenti per affrontare l’ignoto con umiltà, riconoscendo i limiti stessi della ragione. Da cittadino penso che il mio obiettivo sia di fare un uso responsabile della vita senzadanneggiare e offendere nessuno. Non mi è facile quindi comprendere il senso diquesto dono che può diventare una minaccia in presenza del dolore, dellamalattia. Chiamerò in aiuto due teologi cattolici.                                                                               – Hans Kung, professore emerito di teologiaall’Università di Tubinga, in “Morire felici” (Rizzoli 2015 pag. 107) afferma (i corsivi sono diKung) che “ secondo la concezione ebraico-cristiana la vita umana, che l’uomonon deve certo a se stesso, è in ultima istanza un dono di Dio. Ma allo stessotempo è anche un compito dell’uomo. E’ dunque messa a mia disposizione (mia e non dialtri) perché ne faccia un uso responsabile. Ciò vale anche per lafase finale dell’esistenza: il passaggio dalla vita alla morte. Anche in questocaso non deve prendere il sopravvento l’eteronimia, bensì , l’autonomia”. E a pag.43 commenta ancora “Un Dio che vietasse all’uomo di mettere fine alla propriaesistenza quando essa la grava insistentemente di fardelli troppo pesanti nonsarebbe un Dio benevolo. Sarebbe un Dio tirannico incline ad anteporre la rivendicazionedel proprio potere al destino dell’uomo che confida il lui”. E a pag. 138 aggiunge “Se io diventassi l’ombradi me stesso dovrei chiedermi seriamente se questa sia davvero la volontà di Dio”.

– Vito Mancuso, docente di “Storiadelle Dottrine Teologiche” presso l’Università Studi di Padova, in “La vita autentica” (Cortina Ed. 2009 pag.24), a proposito della sacralità della vita, argomenta: “…dunque la vita è undono che discende dall’alto e quindi non è disponibile da parte del soggettoche la riceve. Oltre a questo paradigma c’è anche quello della libertà per il quale la vitaemerge dal basso e quindi è pienamente disponibile da parte di chi l’esperisce.La vita è uguale per tutti; i concetti di libertà e di sacralità ne sonointerpretazioni. Sacro o libero? Se è la sacralità della vita a normare lalibertà quest’ultima (la sacralità) a un certo punto si dovrà fermare. Ma se èla libertà a normare la sacralità il rispetto per la vita a un certo punto si potrà sospendere, non sarà mai incondizionato”. E ap 115 di “Obbedienza e libertà” (Campo dei fiori Ed. 2012. pag. 115) Mancuso scrive: “Essere aimmagine somiglianza di Dio significa essere liberi veramente e non per finta,non fino a un certo punto; liberi anche di deliberare su di sé, sul propriocorpo perché la tua vita è tua e tua per davvero. Non un dono a metà (comequelli che ti fanno del bene e poi te lo rinfacciano ad ogni momento a mò disottile ricatto). Più ancora della vita fisica Dio vuole la vita libera”. Sipuò dunque chiedere a chi, da cattolico, è legittimamente contrario a unalegislazione che nel testamento biologico apra a queste visoni, di non imporci vicendevolmente le nostre opinioni sullavita in base ai nostri principi comunque noi li chiamiamo. Meglio seguire l’esempiodell’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin che, già prima del referendumirlandese sulle nozze gay, approvate poi dal 62.2% dei votanti al referendum dimaggio 2015, rinunciando al ruolo di coordinatore del mondo cattolico per il NOspiegò con semplicità: “Non ho nessuna voglia di fare ingoiare le mie veduteagli altri”. E a chi ama sostenere checerte posizioni non sono “cattoliche, masono semplicemente umane” sembra rispondere il cardinale Walter Kasper, il teologocui papa Francesco ha affidato larelazione introduttiva al sinodo dello scorso anno: “E’ chiara la genesi, èchiaro il vangelo, ma le formulazioni tradizionali non raggiungono più il cuoree la mente della gente […]. Non è più il tempo in cui la posizione della chiesaera più o meno supportata dalla comunità civile”.

 

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 26, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 26, 2017 @ 10:48 pm
  •   In The Categories Of : Opinioni

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