• I Nostri Sponsor

Loading...
Your Are in   Home     Cultura Società Economia     Declinare il tema dell’Area Vasta Romagna

Declinare il tema dell’Area Vasta Romagna

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Luca Panzavolta

La situazione economica del nostro Paese non sta migliorando nonostante i segnali che più d’uno afferma essere di inversione; in realtà siamo ora nella fase più cruda dell’attuale congiuntura economica con conseguenze drammatiche sul piano sociale. Il territorio romagnolo non fa eccezione, anzi probabilmente subisce ora maggiormente gli effetti del negativo andamento economico. Nei prossimi mesi assisteremo a numerose chiusure di aziende (anche con importanti passati alle spalle), ad un aumento della disoccupazione, ad un impoverimento diffuso con la massima enfatizzazione dell’effetto clessidra: la rarefazione del così detto ceto medio. Questo è dunque il momento del fare, e questo è un imperativo categorico per la politica, per gli operatori eco-nomici, per le amministrazioni pubbliche. E per fare accorre avere chiaro cosa serve! Serve sicuramente una riforma elettorale seria, che consenta di andare al voto il prima possibile, che produca l’effetto di una scelta chiara ed una conseguente maggioranza parlamentare che dia vita ad un Governo forte con un chiaro mandato politico. Quindi interventi incisivi che da un lato recuperino rapidamente risorse: lotta all’evasione fiscale, lotta alla grande criminalità organizzata, forte riduzione della spesa pubblica mirando ad un suo effettivo efficientamento, volto ad eliminare sprechi ed apparati sovrabbondanti e puntando ad una vera semplificazione della macchina pubblica a tutti i livelli da un lato e, dall’altro, a determinare interventi volti a favorire il lavoro e le imprese che investono, riducendo fortemente la tassazione a loro carico, determinando una ripresa e puntando ad una concentrazione degli investimenti pubblici là ove questi possano fare da volano ai settori economici e agli investimenti privati. In questo quadro è inderogabile realizzare una effettiva ed incisiva riduzione della burocrazia che, paradossalmente, questi anni di crisi hanno incrementato anziché ridurre, determinando sovente un’azione della mano pubblica che viene vissuta come persecuzione dagli operatori economici o dai semplici cittadini. Occorre poi realizzare una riforma vera della Giustizia affinché la certezza del diritto trovi riscontro in un allineamento dei tempi del giudizio ai parametri europei: non è possibile che in altri paesi europei i tempi della giustizia si misurino in mesi e da noi in anni se non in decenni: un giudizio di nullità che arriva dopo quattro anni dallo svolgimento delle elezioni o la definizione di un risarcimento che giunge dieci e più anni dopo il danno non è giustizia ma è colpevole complicità con chi delinque. Altrettanto inderogabile è una riforma dello Stato e delle sue articolazioni locali, risolvendo definitivamente il nodo del bicameralismo perfetto per giungere ad una effettiva differenziazione delle Camere o, meglio ancora, ad un monocameralismo, una riforma che chiuda la vicenda storica delle Provincie, ripartendone i compiti tra Regioni e Comuni, e che definisca sulla base di macroterritori il suo dispiegarsi in apparati che non possono più essere a livello provinciale: Prefetture, Forze dell’ordine, sistemi di controllo. Molto vi è da fare anche sul piano locale. Intanto sul tema della viabilità: senza connessioni viarie efficienti non vi può essere un duraturo sviluppo economico; da questo punto di vista la trasformazione e messa in sicurezza dell’E45 nonché la realizzazione della Via Emilia Bis sono i due nodi, io credo essenziali, per il nostro territorio. E ancora, sul tema degli investimenti: vanno sostenute le aziende che investono ai fini produttivi e/o che producono occupazione duratura, evitando una rincorsa verso speculazioni immobiliari fini a se stesse e che rischiano di lasciare sul campo tante cattedrali vuote; su questo tema l’amministrazione comunale molto può fare. Un’azione particolare meritano poi le periferie delle nostre città, penso a Cesena, Forlì, Rimini, Ravenna: la qualità della vita nel nostro territorio non si misura solo dal livello del centro storico pur importante, ma deriva da un’azione coordinata volta ad arricchire i quartieri in termini di servizi ed occasioni di aggregazione. Infine, sul piano dei servizi territoriali, è giunto il momento di pensare ed agire a livello di macroterritorio Romagna altrimenti quanto successo nel settore aereoportuale o in quello congressuale rischia di diventare la norma. Occorre individuare tutti i settori che hanno valenza intercomunale/ interprovinciale e su questi agire in logica di concertazione territoriale superando i campanili che tante risorse ci hanno fatto sprecare in questi anni e tante occasioni gettare al vento. Occorre cioè cominciare a declinare il tema dell’Area Vasta Romagna cominciando ad individuare i capisaldi su cui dovrà articolarsi tale sistema, anche per evitare che sospetti o dietrologie interessate possano far fallire sul nascere un progetto strategico come questo; occorre quindi pensare in una logica di policentrismo dove ad ogni città, così come ad ogni territorio, sia riconosciuta una valenza a questa scala di Area Vasta per quelle che sono le sue eccellenze e le sue peculiarità; un sistema, quindi, che non penalizza ma valorizza le ricchezze presenti sul territorio! La cosidetta “Auslona” è il primo banco di prova sul quale si misurerà questa logica, e ci sono le condizioni perché questa prova – non facile – possa essere superata al meglio. In questo quadro Cesena può divenire uno snodo centrale del sistema Romagna, divenendo sede di strutture territoriali grazie alla sua oggettiva centralità geografica ed alla rete viaria che la serve, divenendo promotrice di un’azione volta a far diventare il territorio romagnolo sede di iniziative economiche, formative e di ricerca di livello europeo, favorendo l’insediamento di una rete di imprese anche estere che trovino, oltre all’indubbia accoglienza in senso lato che il nostro territorio può offrire, anche e soprattutto in termini di qualità della vita, un sistema relazionale ed amministrativo che ne favorisca l’attrazione. Enti locali, enti economici, enti della formazione, imprenditoria locale: se agiranno congiuntamente potrà davvero realizzarsi il sogno di far diventare la Romagna una piccola California europea!

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
  •   Author By :
  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:55 am
  •   In The Categories Of : Cultura Società Economia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also reading...

Un’orchestra per Cesena

Read More