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Dalla grande alla nuova Malatestiana

     Giugno 28, 2017   No Comments

di Claudio Riva

Fin dalla presentazione del progetto della Nuova Malatestiana da parte dell’amministrazione comunale e dell’esperta dottoressa Antonella Agnoli (avvenuta la sera del 29 ottobre 2013 al Palazzo del Ridotto), avevo avanzato perplessità circa la sua applicabilità alla Biblioteca Malatestiana sostenendo che quel progetto, che presentava connotati di aggregazione sociale poteva andare bene per una biblioteca di nuova formazione, ma non per la Malatestiana che aveva ed ha una sua propria connotazione culturale. Siamo a più d’un mese dall’inaugurazione della Nuova Malatestiana e devo purtroppo constatare che le mie perplessità sono diventate più nere di quel che inizialmente pensavo. Abituato a immaginare nuovi e più ampi servizi, così come ci aveva fatto sognare l’allora sindaco Giordano Conti quando aveva lanciato il progetto della Grande Malatestiana, ho constatato non solo la negazione di quel progetto ma addirittura la dequalificazione della Biblioteca Malatestiana storica. Per realizzare il suo progetto la dottoressa Agnoli ha prelevato 5.000 volumi dalla Biblioteca Ragazzi, 14.000 volumi dallo scaffale aperto e mezza mediateca dal San Biagio per distribuirli nei nuovi spazi ricavati dalla ristrutturazione dell’ex Liceo Classico. Il primo colpo di scena è dato da questi grandi spazi con pochi libri a disposizione. Quelli che, mettendo per la prima volta piede in biblioteca, restano affascinati da questa disponibilità chissà che meraviglie avrebbero fatto se si fossero recati nella vecchia Biblioteca Ragazzi, distribuita in quattro vani con 30.000 volumi; chissà che meraviglie avrebbero fatto se si fossero recati nel vecchio scaffale aperto con 52.000 volumi! Partendo dal presupposto che a Cesena si legge poco, bisogna, secondo il punto di vista della dottoressa Agnoli, dare l’opportunità di incrementare la lettura con eventi ed iniziative di vario genere come (è stato detto sempre la sera del 29 ottobre 2013) corsi dell’uncinetto e corsi del tortellino (essendo in Romagna qualcuno ha detto di preferire il corso del cappelletto). Queste operazioni lasciano piuttosto perplessi. Come si fa ad incrementare la lettura se si diminuisce la quantità dei libri a disposizione della gente o dei ragazzi? Credo che la sete e il livello di cultura della nostra gente e dei nostri ragazzi sia molto più alto del livello offerto da dei quantitativi così ridimensionati. Risultato? Un servizio bibliotecario notevolmente ridotto che per prefiggersi l’incremento della lettura da parte dei cesenati viene arricchito di iniziative come la tombola, la festa dei compleanni, ecc. L’esperta si arroga il diritto di chiamare biblioteca una simile struttura, con lo stesso diritto io preferisco chiamare una simile struttura centro socio-culturale con al suo interno una biblioteca, una mediateca, una ludoteca, ecc. E allora perché collocare una simile realtà socio-culturale nei locali dell’ex liceo classico? Perché aver speso tutto quel che si è speso in un servizio che avrà i suoi fini (lo speriamo) ma che si preannuncia come un passo indietro nel livello di cultura a cui noi cesenati, quali depositari di tanta nobile tradizione, siamo chiamati? Con l’operazione Agnoli a Cesena è nata la decima biblioteca di quartiere (per chi non lo sapesse a Cesena ne avevamo già nove, tutte nate per fare un servizio e per incrementare la lettura nelle frazioni e nel territorio). E la Malatestiana storica che fine ha fatto? Per la prima volta nella sua storia la Malatestiana esce ridimensionata nei servizi. Perché ai nostri ragazzi vien privata la consultazione e la lettura di 25.000 volumi (si ricordi che la Biblioteca Ragazzi è nata dal lascito di 6.000 libri effettuato dai fratelli Giovanni e Piero Bettini nel 1973 ed incrementata dagli acquisti fatti negli anni successivi) chiusi nei locali del chiostro di San Francesco? Che servizio fa lo scaffale aperto suddiviso in due distinti settori: 38.000 da una parte e 14.000 da un’altra? E di questi ultimi qual’è il servizio offerto da 10.000 volumi ubicati nella piazza delle idee e da 4.000 stipati nel sottostante magazzino? Che servizio fa la storia locale suddivisa in due vani distinti? Questo non è certamente il modo migliore per dare seguito al riconoscimento, che pochi anni or sono abbiamo avuto come città di Cesena, della qualifica per la Biblioteca Malatestiana di Memoire du mond. Per questo patrimonio ci si aspettava un progetto di studio che valorizzasse e mantenesse alto il livello della Malatestiana, un progetto che portasse la Malatestiana ai vertici della cultura mondiale. Se non siamo noi cesenati a promuovere e a incentivare gli studi su questo patrimonio, pensiamo che vengano gli altri? Viceversa in questo contesto sono invece girate, e alcune anche riportate virgolettate dalla stampa, delle affermazioni completamente gratuite che lasciano piuttosto perplessi. A me non interessa chi le abbia dette, a me interessa riportarle per far capire quanto siano limitate. La Malatestiana storica non deve essere solo un centro di conservazione ma deve promuovere cultura! Ma chi ha fatto questa affermazione è a conoscenza e si è reso conto di tutte le grandi iniziative fatte nel corso degli anni da quando è stata aperta, nel 1983, la sezione a scaffale aperto? Basterebbe sfogliare, per cercare di fare presto, non dico l’abbondante raccolta dei manifesti che richiederebbe gran tempo, ma semplicemente l’archivio degli inviti. Se poi uno vuole saperne di più e farsi una cultura in merito, può sfogliare, leggere e studiare tutti i numerosi cataloghi pubblicati, e non sono pochi! Ma chi ha fatto questa affermazione è a conoscenza e si è reso conto di tutto il lavoro di bibliografia fatto dalla sezione ragazzi per le scuole e per gli insegnanti? Basterebbe sfogliare la lunga lista di iniziative ideate e portate a compimento con grande accoglienza da parte di tutti: ragazzi, genitori, insegnanti. In più la Malatestiana storica è stata ridimensionata nel personale, trasportato di forza nel nuovo servizio. Questo ha comportato e comporta una riduzione del lavoro di inventariazione, catalogazione e di incentivazione allo studio di tutto il patrimonio storico (codici, incunaboli, cinquecentine, fondi storici, archivi, documenti, ecc.). Questo ha comportato e comporta una riduzione delle ore di apertura della sala verde: da sei mattine e un pomeriggio alla settimana a quattro mattine alla settimana! In un grande museo, in una grande galleria, in una grande biblioteca, il settore legato alla ricerca è un vanto e un prestigio. Noi lo stiamo sottovalutando! In un grande museo, in una grande galleria, in una grande biblioteca, il personale qualificato per l’inventariazione, la catalogazione, la bibliografia e la ricerca, è una ricchezza. Noi lo abbiamo dequalificato a fare l’addetto alla distribuzione! (Con tutto il rispetto per quest’ultimo ruolo). Un’altra affermazione recita: la Malatestiana storica convivrà con la nuova. Quale sarà il diritto di convivenza quando il ruolo è stato ridotto? A qualcuno potrà non piacere il libro manoscritto o il libro antico, ma ciò non toglie nulla al valore che manoscritti e libri antichi hanno per la loro stessa natura. Questi individui farebbero più bella figura ad evidenziare loro eventuali diversi interessi evitando di esprimersi su ciò che per la nostra città di Cesena costituisce un vanto ed una ricchezza.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:57 am
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