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Dal Quantitative Easing al programma della Regione

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Alberto Armuzzi

Il 26gennaio 2015 il Presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini hapresentato all’Assemblea Legislativa Regionale il “Programma diMandato” avviando così formalmente la X Legislatura.

Questi, per il sistema regionale e nazionale,  fin dal 2015, sono gli anni della svolta:economica, industriale e sociale.

Sonocambiati negli anni i paradigmi e gli aspetti della crisi che, partendo dallacrisi finanziaria, ha portato alla luce il vero problema del paese, che era edè una crisi di sistema.

Inquesti ultimi anni ci siamo preoccupati esclusivamente della crisi finanziariache di per sè, forse, non è più  tale,anche alla luce dell’incremento dei depositi bancari delle famiglie (circa 30MLD di €. nel 2014). E’ sicuramente importante preoccuparcene ed intervenire,ma senza definire un progetto politico a breve e medio termine e cominciare adaffrontare seriamente quello che ritengo il vero problema (colmando ritardistorici) della crescita, attraverso un ripensando del modello paese edell’offerta industriale  (elementiquesti fondamentali per consolidare e cementare la convivenza civile ed ilwelfare). Fondamentali non solo per cavalcare l’onda ma anche per far partire ecrescere l’onda prodotta dal Quantitative Easing, promosso dalla BCE, conl’effetto (nei due anni ” 2015/2016) positivo, “come sostengono glianalisti”, di invertire la tendenza in atto da diversi mesi e che preoccupai paesi della UE, cioè passare da una situazione di deflazione ad unasituazione di inflazione controllata, che unitamente all’effetto deldeprezzamento dell’euro, oltre ad una sensibile riduzione del prezzo delgreggio, consente (come ci dicono gli analisti) l’avvio della crescita del PIL(stimato al 1,8% al 2016) anche per gli effetti attesi del Job act, che contribuiscealla crescita dei posti di lavoro. Il consolidamento e un’ulteriore crescitadell’esportazione (già con segno positivo da alcuni anni ) contribuisce allacrescita del mercato interno, attraverso la ripresa dell’aumento dei consumidelle famiglie.

Tuttoquesto, rischia di essere insufficiente se il Paese non intraprende un percorsodi modernizzazione che, passando dalla riforma Costituzionale ed elettorale,arriva alla semplificazione amministrativa, oltre al consolidamentodell’attività (già in corso) di contrasto a tutte le forme di illegalità e diinclusione malavitosa nell’ economia reale, di evasione ed elusione fiscale, al  non rispetto delle regole, a partire daicontratti di lavoro e, pur nel rispetto della riduzione degli sprechi e deicosti della Pubblica Amministrazione, si chiarisca definitivamente, all’internodel disposto Legislativo del ” Codice degli Appalti Pubblici per beni eservizi ” che l’aggiudicazione passa attraverso l’offerta economicamentepiù vantaggiosa, così come va concluso il percorso “già avviato” perla piena applicazione ed il rispetto della Direttiva Europea (già recepita dalGoverno) dei tempi di pagamento nelle relazioni commerciali pubblico/privato(30 gg.) e privato/privato ( 60 gg., salvo accordi fra le parti ). Infine, manon per ultimo, va rivisto il patto di stabilità interno ( partendo dallePubbliche Amministrazioni più virtuose ); il tutto anche attraverso unacostante attività sinergica fra lo Stato e la sua Amministrazione, leAmministrazioni Locali e Regionali ed i cosiddetti “corpi intermedi”,soggetti, questi, che hanno la capacità e la sensibilità di aggregare leistanze che arrivano dal basso, fare sintesi ed intermediarle e interagire conla Pubblica Amministrazione a tutti i livelli.

E’comunque chiaro che la ripresa economica del Paese passa, anche e soprattutto,attraverso un ruolo positivo delle Regioni e da questo punto di vista la regioneEmilia-Romagna ha un ruolo trainante, per collocazione territoriale,”cerniera fra il Sud ed il Nord dell’Italia, fra il Tirreno e l’Adriaticoe fra il Mediterraneo e il Nord Europa, in sintesi piattaforma a cielo apertoper l’Europa”, e morfologica (mare, pianura e montagna) e per la pluralitàdel suo sistema imprenditoriale (piccole e medie imprese, grandi imprese ecooperative), per la coesione sociale e per il welfare di alta qualità.

Daquesto punto di vista il programma di “mandato del PresidenteBonaccini”, come richiamato, deve trovare le condizioni con il concorso ditutte le forze in campo (politiche, economiche, imprenditoriali e sociali) peressere attuato; diversamente il rischio di perdere gli effetti economici,sociali e della ripresa di fiducia (quella che purtroppo negli ultimi anni si èaffievolita) dei cittadini, delle imprese e degli investitori, delle azionimesse in campo dalla BCE è alto.

Insintesi, non si può più essere attendisti, ma avviare, senza se e senza ma, leopere di infrastrutturazione  necessarieper il territorio Regionale e Nazionale:  stradali (Cispadana, E45/E55, nodo di Bologna,la Statale Adriatica, ecc.), così come quelle ferroviarie (rete Regionale eNazionale), il porto di Ravenna, sia mercantile che crocieristico, il sistemadegli aeroporti ed il loro collegamento veloce con il territorio Regionale,oltre che definire una politica cogente dell’offerta fieristica Regionale.

Cosìcome è necessario che il sistema della mobilità dei passeggeri, trasportourbano e sub urbano, unendo in un disegno sinergico gomma e ferro, unitamentead un rinnovato rapporto collaborativo pubblico/privato, implementi, miglioried incentivi l’offerta di mobilità delle persone che, unitamente ad un sistema infrastrutturaleefficiente ed efficace, accorci le distanze, accorciando così i tempi edincrementando la sicurezza, oltre che dare un forte contributo ad abbassare ilgap di mobilità con i paesi della UE, in merito alla velocità commerciale dellemerci e degli spostamenti delle persone nella mobilità interna e da e perl’Europa, condizioni queste fondamentali per contribuire a fare crescere lacapacità competitiva dei prodotti “regionali e nazionali “, dallamanifattura, all’agroalimentare/agrindustria, alla meccanica, oltre allebellezze naturali della Regione e del Paese (museali, storiche, archeologicheed eno-gastronomiche), a promuovere l’offerta turistica, sapendo che siamo unadelle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo.

Anchenelle politiche sanitarie e del Welfare, che vedono la presenza di tanteprofessionalità “che l’Europa ci invidia”, presenti nel pubblico,così come nel privato, va rilanciato, pur nella semplificazione erazionalizzazione, il rapporto pubblico/privato, strumento che negli anni haconsentito di tenere qualitativamente alta l’offerta di servizio e ha contribuitoa mantenere elevata la coesione sociale e la solidarietà.

Infine, se il territorioromagnolo, in tutti i suoi settori, trova al suo interno (così come si stalavorando), coesione ed unità di intenti, ponendosi come primario attore delle “politiche regionali” oltre che a dare un formidabile contributo allarealizzazione  del “programma regionale”ne può trarre un fenomenale beneficio, per il territorio, per le imprese, per icittadini e per l’economia.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 10:01 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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